giovedì 3 dicembre 2015

La nona piazza della Serie A2

La Lega Pallacanestro ha diramato i dati degli spettatori dopo un terzo della regular season. I dati sono noti da ieri, la Mens Sana è la quarta squadra per affluenza alle partite interne nel girone Ovest con 2025 spettatori di media, nona considerando l'intera Serie A2, un po' di più dei 1839 spettatori di media della categoria. Ogni dato si presta a mille letture, non univoche né necessarie, perché i numeri possono essere interpretati. Ma non mentono.

Innanzi tutto il confronto con una realtà nota già prima dell'inizio della stagione (se ne parlò ad agosto): se in Serie B la Mens Sana era la piazza più importante, al massimo la seconda allargando lo sguardo alla Fortitudo, in A2 l'orologio sarebbe tornato indietro di molti anni, ogni grandeur del passato per il solo fatto di essere Siena e di aver fatto la storia del basket avrebbe avuto meno peso al confronto con piazze ambiziose, con numeri maggiori e probabilmente anche in un momento della propria storia di entusiasmo maggiore. Nona piazza.

Bacino d'utenza, risultati, tradizione. Sono forse i tre filtri più fedeli attorno a cui provare a leggere i dati. Ragionare per tradizione fa stonare vedere qualsiasi altra realtà davanti a Siena. Anche se magari a Treviso e Bologna la pensano diversamente, anche se più volte anche qui si è ragionato sulla necessità di allargare uno "zoccolo duro" che gli anni dei successi colpevolmente non hanno ampliato a sufficienza.

Restando sulla tradizione, tutte le realtà con un vero passato nel massimo campionato, anche di bassa classifica, fanno più spettatori della Mens Sana: Treviso 4548, Fortitudo 3621 (con due partite su sei in campo neutro a Rimini), Verona 3088, Trieste 2858, Reggio Calabria 2988, Biella 2983, mettiamoci anche Trapani con 2620. Da qualche parte c'entreranno anche le politiche adottate sui prezzi, ma le politiche sono una libera scelta, scelte alle cui conseguenze si era consapevolmente e razionalmente pronti.

L'unica piazza "di tradizione" fuori dal coro è Roma, molto indietro con 1148, ma è noto quanto Roma - per lo più mortificata dall'autoretrocessione - sia un caso disperato da questo punto di vista. Il grosso delle realtà con cui ha senso confrontare la Mens Sana è nel girone Est, dove la media è 2045 spettatori, e allora la Mens Sana sarebbe sotto media. A parte la Capitale, la Mens Sana viene dopo tutte quelle con una certa tradizione, nell'anno in cui dovrebbe avere l'entusiasmo da neopromossa. O forse non c'è l'entusiasmo da neopromossa in una piazza col vissuto recente di Siena? Si vive ancora nel passato invece dell'entusiasmo per il ritorno a buoni livelli?

C'entrano evidentemente i risultati. Una squadra che vince o sta al vertice ha più appeal. La Mens Sana sa dall'estate che l'avrebbe aspettata una stagione diversa, con le cui asperità ha fatto i conti già in questo primo scorcio. Tanto più dopo un decennio in cui si è finito per giocare solo per vincere. Ma non è una spiegazione che da sola basta.

Reggio Calabria, prima del girone per affluenza con circa il 50% in più degli spettatori della Mens Sana, è stata fino alla settimana scorsa ultima in classifica perdendo anche sei partite di fila mortificando ambizioni da promozione che giustificherebbero una delusione della piazza. Parliamo di Biella, seconda del girone per affluenza, altra squadra che porta al palazzo il 50% in più degli spettatori della Mens Sana. Eppure ha cominciato la stagione senza vincere per quattro giornate. E non partiva neanche con la carica di un'estate di ambizioni, ma anzi di ridimensionamento. Il bacino d'utenza? Ok, Reggio Calabria fa 180mila abitanti (peraltro non un milione), ma Biella ne fa 40-45mila... E non bastano le vittorie a raccontare come una città da 80-85mila abitanti come Treviso riesca a portare al palazzo più del doppio (4548) degli spettatori della Mens Sana.

Un'altra misura attendibile arriva dall'indice di riempimento del palazzetto indicato dalla Lnp. E' vero che a volte ci sono cattedrali nel deserto e altre volte palazzi troppo piccoli per alcune piazze, ma in linea di massima l'impianto dà un'idea delle potenzialità della piazza: ecco, i circa 2000 spettatori di media della Mens Sana sono circa il 40% dei 5070 di capienza del PalaEstra, e nel girone Ovest hanno un indice di riempimento più basso solo Roma (33%) di cui si è già detto e Barcellona (32%) che è ultima in classifica, e un posto da 40mila abitanti. E a Est fa peggio solo Mantova (36%), squadra di vertice ma di una realtà trapiantata in una città non di basket solo da un paio d'anni.

Che senso ha autofustigarsi così? Naturalmente la questione non è chi al palazzetto ci viene, e anzi nonostante il numero migliorabile ha saputo ricreare un fattore campo di alto livello, e di questo va reso merito. Piuttosto la questione è chi al palazzetto non viene. No, basta dire sempre le stesse cose, almeno non stavolta: non se ne parla per dire cosa si potrebbe fare di più e meglio. E' solo per mettere in una prospettiva più ampia dati che sembravano banali. E che in parte sono spiegabili, in parte sono normali, in parte non cambieranno mai, ma che qualche riflessione la impongono. Di consapevolezza, poi magari di stimolo. In questo momento la Mens Sana è la nona piazza della Serie A2.

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