lunedì 21 marzo 2016

Testimonial

Perché il passaggio di proprietà della Mens Sana sia una soluzione, e non uno spostamento dei problemi in avanti di qualche mese, serve che l'Associazione più o meno raddoppi i risultati già importanti raccolti, messi insieme col sacrificio vero di tanta gente (oltre a immaginare un ruolo del Consorzio già prima dell'inizio della prossima stagione).

L'unico modo per provare a mettere su i numeri per farcela è farne una febbre collettiva, che ci sia qualcosa di cui sentirsi parte, e il coinvolgimento si allarghi per contagio. E' questione di messaggio, e di chi lo lancia. Per questo la partecipazione di Daniel Hackett, Marco Crespi, Davide Parente è bella a titolo individuale perché è una bella storia il loro legame con Siena. Ma diventa una svolta se si capisce che segna una strada.

Non si tratta di sposare acriticamente nulla e nessuno (soprattutto "acriticamente"), si tratta di realizzare che l'alternativa è che la Mens Sana non ce la fa. Come già notato, molto di quanto si è già fatto fino a ora non ha precedenti. Si tratta di un mix unico di quantità persone coinvolte, entità dell'impegno richiesto e ruolo decisivo nell'obiettivo finale. Per un'ambizione del genere, purtroppo in una situazione del genere, tanto non basta, neanche il tantissimo: serve il di più. Ed è il momento del di più.

Al momento sono circa 150 i soci il cui nome appare sul sito dell'Associazione. Aumentano di molto contando chi ha aderito alle altre raccolte promosse dai tifosi. Ma c'è ancora margine: 1500 sono gli abbonati. E per non andare ad attingere sempre ai soliti, 2000 erano l'anno scorso: non potrebbero salire i numeri se aderisse alla raccolta l'intera squadra della Serie B vinta l'anno scorso? Il doppio, più del doppio, erano le tessere in Serie A, in Eurolega: se aderisse alla raccolta l'intera squadra dell'ultimo anno in A, quello di Crespi, non potrebbero salire i numeri?

E non potrebbero salire se aderisse l'intera squadra dell'ultimo scudetto? E non potrebbero salire ancora se aderissero in massa i tanti uomini che da metà anni Duemila a Siena hanno fatto la storia del basket italiano? Senza la facile morale sui soldi che hanno fatto alla Mens Sana e grazie alla Mens Sana, semplicemente per il legame di cui sopra. E non potrebbero salire ancora se aderissero anche i giocatori dei primi anni Duemila? Gli uomini in biancoverde degli anni Novanta? E via di seguito...

Da giorni si parla di adesioni alla raccolta fondi da parte di alcuni protagonisti del passato, ma nell'anonimato. Senza disquisire sulla legittimità di farlo in silenzio nei singoli casi, farebbe ancora più bene alla causa partecipare pubblicamente, perché più dei soldi versati conta il nome, il nome che gira e fa da moltiplicatore, da attrattore di ulteriore risorse, per febbre, per contagio, di entusiasmo, di vibrazioni. L'Associazione e i singoli tifosi si sono già mossi per contattare biancoverdi del passato. Farlo ora sistematicamente, a tappeto, aprirebbe un mondo.

***

A margine, ci sono altri ambiti in cui non importa quanto danno alla raccolta, ma importano i nomi, importa il messaggio. Uno è quello delle istituzioni politiche. Il Comune, per dire. Andare in Palazzo Pubblico e chiedere l'adesione di tutti: tutta la Giunta, tutto il Consiglio Comunale, tutto l'arco parlamentare - pardon, consiliare -.

Lo scopo non è additare gli amministratori locali a esempio da seguire, anzi questa vicenda ha allontanato molti mensanini dalla politica, ma è lanciare un messaggio: le istituzioni sono a bordo, nell'unico tentativo di salvataggio della Mens Sana in piedi in questo momento. Non per dare cambiali in bianco al nuovo corso mensanino che obiettivamente ha ancora tutto da dimostrare, ma solo per dire "al salvataggio della Mens Sana ci teniamo". In altri tempi le istituzioni provvedevano e hanno provveduto in ben altri modi a salvarla, mettere il proprio nome è il minimo.

E poi sarebbe bello vedere in quella lista anche tutta la Giunta della Polisportiva e tutti i suoi esponenti apicali. E' rimasto nell'aria, nelle chiacchiere a mezza bocca più che pubblicamente, un clima nei confronti della nuova proprietà del basket da "avete voluto la bicicletta e adesso pedalate", "adesso vediamo che carte avete". Sarebbe bello un fronte comune, compatto, una foto di tutti che spingono nella stessa direzione. Il messaggio unanime che alla salvezza della Mens Sana ci tengono tutti.

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