domenica 20 marzo 2016

La Mens Sana ai playoff

"Su Righetti era fallo" reloaded. L'ultimo tiro sbagliato da Callahan col corpo di Ranuzzi addosso, ma soprattutto le scempiaggini finali in serie di Olasewere, i canestri decisivi di Bryant per cui non è più fuoriluogo usare la parola leadership, il 4/4 da tre di Udom a punire le scelte romane... Per la seconda settimana di fila, dopo Agropoli, la Mens Sana vince una partita non bellissima, nel pantano delle reciproche scelte tattiche, stavolta anche con un po' di fortuna, ma anche questi sono segnali di una stagione che va per il verso giusto.

"Una partita molto complicata - ha detto a fine partita coach Alessandro Ramagli -, Roma è una squadra con cui ci accoppiamo male, contro i cui giocatori atipici abbiamo dovuto fare scelte molto estreme, come invertire l'accoppiamento dei lunghi o cambiare in difesa su Callahan. All'inizio eravamo un po' spenti, come tutta la settimana dopo Agropoli, e non è facile prendere ritmo contro chi a sua volta difende in modo molto speculativo. Una vittoria importante in termini numerici, e importante per l'autostima per aver saputo battere una squadra contro cui ti accoppi male". 

Dell'autostima del saper vincere anche in giornate imperfette si è detto, pur con l'onestà di ammettere che sarebbe bastato che un mezzo episodio fosse andato diversamente per raccontare un altro epilogo. E poi ci sono i "termini numerici". Manca solo la matematica, ma battendo Roma la Mens Sana ha raggiunto quel traguardo che a inizio stagione certo speravano tutti ma che, in un basso profilo forse esagerato ma in buona parte giustificato, sarebbe stato possibile solo con un'annata sopra le righe.

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Qualche big che sbaglia stagione c'è sempre, alla fine sono state due-tre, si trattava di insinuarsi negli spazi che si sarebbero creati. Alla faccia: a quattro giornate dalla fine della stagione regolare, meglio della Mens Sana hanno fatto solo Scafati e Tortona. Pensare di perderle tutte e che chi oggi è al nono posto le vinca tutte non è verosimile. A oggi sono 8 i punti di vantaggio su Casale e Latina, con cui c'è il 2-0 negli scontri diretti, su Roma, con cui si è in svantaggio per differenza canestri, e su Casalpusterlengo, con cui si gioca la prossima partita in casa tra tre settimane.

Già, perché ora c'è una bella cesura: la settimana di riposo per Pasqua, più un paio di giorni in più perché la partita di Rieti sarà posticipata per gli impegni di Bucarelli al Torneo di Mannheim, così le ultime quattro partite finiranno per essere quasi un campionato diverso, staccato da quello già abbastanza frazionato (vedi pausa Coppa Italia) delle ultime settimane. Una prova generale dei playoff, sapendo che il piazzamento - soprattutto la possibilità di finire tra le prime quattro e avere il fattore campo - è un obiettivo ambizioso ma importante anche dal punto di vista economico per il club, sul fronte dei possibili incassi playoff.

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Futuro e ambiente sono stati tra i temi della serata. L'ambiente: 2100 persone, contro Roma (mancava Toti, ma non si sapeva prima della partita), aveva senso aspettarsi il nuovo massimo stagionale di presenze. Ma il palazzetto è stato caldo come le sfide degli anni d'oro. Era anche la serata del "debutto in società" dell'Associazione Io tifo Mens Sana: in settimana ci saranno le firme per dare ufficialità a tutto, ma era di fatto la prima partita dopo il cambio di proprietà. E la presenza dell'Associazione, quindi l'ingresso nel futuro (in attesa di capire se sarà un futuro duraturo), è stata ben visibile con le "vele" alle entrate del palazzetto e il volantinaggio informativo sulla raccolta fondi in collaborazione con i ragazzi delle giovanili.

La salvezza della Mens Sana, per le carte che sono sul tavolo oggi, passa da qui. Per questo anche per l'Associazione è una settimana e un momento importante, quello di un salto di qualità imposto dall'ambizione e dalla serietà dell'obiettivo che ci si è posti, salvare la Mens Sana. Un salto di qualità sul piano sia dell'organizzazione, rispetto all'estemporaneità obbligata dai tempi stretti in cui è nata l'iniziativa, sia della comunicazione, perché la possibilità di farcela è legata in gran parte alla penetrazione a nuove fasce di potenziali associati rispetto a chi ha già testimoniato con prontezza la propria vicinanza con l'adesione.

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