giovedì 3 marzo 2016

Consorzio, Associazione: qualche numero

Per giocare d'anticipo su scenari futuri, consapevole dei mutui a proprio carico, la Polisportiva ha la necessità di un piano per mettere a reddito le sue proprietà, oggetto meno di due anni fa della rivalutazione immobiliare che ha permesso alla casa madre di assorbire il colpo della perdita patrimoniale (e non solo) legata alla fine della Mens Sana Basket. E' lo scenario in cui inserire le voci non confermate di un'accelerazione nell'accordo tra la Polisportiva e la proprietà della Robur per il progetto di Torre Fiorentina.

Sin da quando si è delineato la settimana scorsa, l'affare formalizzerebbe una fotografia che era già nei fatti, in mancanza di una notevole forza economica da parte del Consorzio/Associazione: trovata la liquidità da mettere nel salvataggio del basket, il mantenimento da parte della Polisportiva della maggioranza delle quote sarebbe consequenziale. La volontà di alleggerimento espressa dalla casa madre lascia intendere che possa essere una situazione momentanea, per affrontare il momento, e poi riaggiornarsi più avanti, magari a campionato concluso, per soggetti interessati all'acquisto di altre quote. Tra cui sicuramente il Consorzio/Associazione.

L'unico modo in cui Consorzio&Associazione possono salire in maggioranza è legato al fatto che siano loro, e non la Polisportiva, a coprire la maggioranza di quanto serve mettere dentro adesso (che oscilla dai 300mila euro per ripianare la semestrale ai 5-600mila complessivi per finire la stagione). I conti sui soldi che c'è bisogno che portino sono presto fatti, trascurando l'avviamento, e anche qui non c'è niente di nuovo.

Il lavoro del Consorzio/Associazione, che ha sempre detto ai propri aderenti di puntare al 51% o più puntando su cifre più basse per acquisire una società di basket economicamente in difficoltà, è al momento in stallo sulla costituzione del Consorzio, che ha già una decina di aderenti sicuri - secondo quanto comunicato nell'incontro del Garden - ma per andare dal notaio aspetta di aggiungere qualche posto a tavola per partire subito con la necessaria massa critica. In una situazione normale, sarebbero i normali ritmi di un'aggregazione tra imprenditori che hanno bisogno di tempi per decidere: sotto gli occhi di tutti, nel momento in cui si cercano soluzioni e soprattutto risorse col tempo che sta scadendo per il salvataggio della Mens Sana, anche passaggi normali sono vissuti con l'urgenza del momento.

E con l'urgenza di sapere che l'8 marzo è in calendario l'assemblea che potrebbe decidere lo spegnimento della Mens Sana Basket 1871: non avere ancora messo in programma entro quella data nuovi incontri tra Consorzio/Associazione e Polisportiva formalmente non è un bel segnale, anche se è nota l'idea di un'ulteriore dilazione dei tempi, e la semplice necessità di sviluppare questo oggettivo fronte di trattativa Polisportiva-Consorzio/Associazione pare un motivo sufficiente per giustificare di fronte al codice civile un ulteriore rinvio.

In attesa di costituirsi, il Consorzio conta sull'effetto spot della partecipazione ai lavori di nomi che un po' di attenzione la suscitano, da Fabio Bruttini a Pietro Mele, da Emilio Tonini al presidente dell'Ordine dei Commercialisti Marco Tanini, contando evidentemente attraverso questi nomi di comunicare la solidità del progetto a prescindere dai tempi in cui si sta sviluppando. Anche se poi conteranno le risorse raccolte e quelle con cui si andrà dalla Polisportiva. I paletti per l'adesione al Consorzio sono stati stilati in 1500 euro di iscrizione più contratti triennali con quote che partono da un minimo di 5000 euro annui per l'acquisto fino a cinque multipli (fino a 25mila euro, dando evidentemente in cambio cinque volte tanto di spazi pubblicitari). Questa quota di partenza, analoga a quella di Trento, è per venire incontro a imprese più piccole come gli esercizi commerciali, ma è normale che dai soci fondatori ci si aspetti una quota almeno del doppio. I conti sono presto fatti.

Così come quelli dell'Associazione, di cui non si hanno dati certi, ma giusto per capire l'ordine di grandezza si parla di circa 250-280 persone che stanno contribuendo con quote da 50 a 3000 euro, e anche qui le moltiplicazioni sono presto fatte. La stessa Associazione ha abbassato da qualche giorno la quota minima a 500 euro per l'adesione diretta (anche associandosi in più persone, come noto), parallelamente al lavoro di sottoscrizione di quote anche diverse a cui continuano onorevolmente a lavorare i tre gruppi di tifosi che si erano spontaneamente mossi da subito. A prescindere da come finirà, questa mobilitazione collettiva resterà comunque un patrimonio, di passione.

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