mercoledì 16 marzo 2016

Accordo-quadro

Dopo circa venti anni il basket della Mens Sana cambia proprietà. Era stato Giuseppe Ciupi, fino alla metà degli anni Novanta, l'ultimo padrone della pallacanestro mensanina a non chiamarsi Polisportiva. Da oggi - anche se sarebbe più corretto dire dalla prossima assemblea dei soci - il padrone sono i tifosi. I tifosi dell'Associazione Io Tifo Mens Sana, che hanno trovato con la casa madre l'accordo per rilevare il 70% delle quote. Dopo aver parlato per anni di public company, questo è l'assetto che ci si avvicina di più. Adesso serve che l'utopia si riveli realizzabile. O almeno funzionale allo scopo di salvare il giochino, di tenerlo in vita, in attesa di tempi migliori.

Il fatto che la partita si sposti ora sulla copertura dello sbilancio previsto per il periodo gennaio-giugno dice che ancora la Mens Sana non è in sicurezza, ma dice anche che su quella strada sono stati fatti passi importanti: su tutti la copertura dei 300mila euro di perdita della semestrale al 31 dicembre 2015 e il passaggio della maggioranza dalla Polisportiva all'Associazione Io Tifo Mens Sana. Di passaggio, anche il pagamento fifty-fifty delle tasse federali scadute lunedì (i 32mila euro arriveranno con un finanziamento soci, di cui la Polisportiva decurterà poi la sua quota di 16mila dall'impegno complessivo). Non erano però evidentemente il nodo della questione, ma la prima ricaduta del vero nodo sul tavolo: il nuovo assetto. Per quanto ruvida a tratti, è una trattativa da cui tutti escono con la sensazione di aver vinto. Vale la pena ripercorrerne l'epilogo.

La Polisportiva scende al 20% del capitale: più del 10% desiderato, ma col diritto di opzione a cedere un ulteriore 10% al Consorzio quando entrerà. Dunque contribuirà per 4mila euro alla ricomposizione del nuovo capitale sociale da 20mila euro. Per il resto delle quote, è sul tavolo la salita di Danilo Bono al 10%, col 70% all'Associazione. Se dovesse saltare, cambia poco, con Bono al 6% e il 74% all'Associazione. L'orizzonte intorno a giugno con l'ingresso delle aziende attraverso un aumento di capitale prevede un'idea di massima di Associazione e Consorzio entrambe al 40%, per poi più avanti arrivare ad avere il Consorzio al 50% e l'Associazione al 30%.

Capitolo semestrale al 31 dicembre 2015: era nota la discesa dai 300mila euro di perdita, con 90mila euro tra capitale sociale e riserve, più 57mila di rinuncia al credito. Per i restanti 150mila euro è passata la linea della Polisportiva: 70mila li mette la casa madre, come aveva già annunciato nel precedente incontro, 70mila l'Associazione dei tifosi, 10mila Bono. In breve: se l'Associazione ha un tesoretto di circa 70mila euro di soldi in banca, lo spende quasi interamente per la sua quota di copertura della perdita al 31 dicembre. Si era partiti scornandosi subito di brutto, poi trovando rapidamente una strada costruttiva per gran parte delle quasi quattro ore di incontro a dispetto della distanza dei punti di partenza iniziali e delle ruggini e tensioni emersi.

Tra i temi toccati anche il passaggio del settore giovanile alla Polisportiva, da valutare la formula praticabile. L'ideale sarebbe attraverso una società satellite in carico alla casa madre con doppio tesseramento con la sezione basket, contando sul fatto che si tratterebbe di una soluzione simile ma non identica a quella per cui in estate la Fip ha detto no, e a giorni ci sarà un viaggio a Roma per parlarne. In tutti i casi sarà a costo zero per la sezione basket e se ne farà carico totalmente la Polisportiva (che così risponde anche a una sua mission coi ragazzi), non interrompendo la strada intrapresa l'estate scorsa con l'arrivo di Catalani. Resta nel pacchetto anche lo stralcio della parte che resta da pagare della convenzione di quest'anno per il palazzetto e tutto il resto, circa 37mila euro, con gli incassi che resteranno al basket.

Tra le parti c'è l'accordo su tutto, da vidimare ai rispettivi interni: in serata si è svolta la Giunta della Polisportiva (che a giorni terrà anche un'assemblea per approvare l'accordo già pronto con Anna Durio), all'indomani è in programma la riunione dei soci dell'Associazione. Materialmente potrebbe esserci la settimana prossima l'assemblea in cui la Polisportiva vota la ricapitalizzazione ma rinunciando ai diritti di opzione a favore dell'Associazione. Si è fatta anche strada l'idea che la presenza di un documento sottoscritto faccia cadere l'obbligo davanti al codice penale di convocare un'assemblea dei soci per chiarire le misure da intraprendere per la copertura della perdita della semestrale: sarà il cda di venerdì sera a chiarire se sarà sufficiente la comunicazione per scardinare la responsabilità civilistica degli amministratori o se servirà un passaggio formale in assemblea.

***

Non sfugge che adesso resti ancora molto da fare. Oltre al pagamento delle tasse federali, l'immissione di liquidità per circa 140mila euro (70mila l'Associazione e altrettanti la Polisportiva) permetterà anche di affrontare il pagamento degli stipendi, e altre spese si sta lavorando per spostarle in avanti. Il lavoro del Consorzio è atteso ai primi frutti, con l'obiettivo di raggiungere 30-40 aziende entro giugno: ci sarà bisogno prima possibile delle decine di migliaia di euro delle loro iscrizioni da 1500 euro ciascuna. In parallelo, la tabella di marcia indicata dall'Associazione sul proprio sito ha lo scopo di portare avanti per step la raccolta di sottoscrizioni.

Per continuare a raccogliere risultati sul fronte dei privati - e dopo qualche giorno di rallentamento si è tornati alla media di 5-6mila euro di entrate quotidiane - servirà ora un approccio sempre più "commerciale" (vedi Trento): dai match-sponsor all'idea di gazebo per raccogliere le sottoscrizioni fuori dal palazzo domenica con Roma, passando per l'obiettivo che ognuno dei sottoscrittori porti un amico. Se gli aderenti al momento sono circa 300 su un parco di 1500 abbonati e 2000 spettatori medi, e allargando lo sguardo c'è un bacino d'utenza sicuramente ancora più ampio, secondo l'Associazione c'è il margine per crederci, nell'ambiente di una città che ha una classe media disposta a spendere. E' iniziato un nuovo percorso.

2 commenti:

  1. Citando qualcuno, ma la domanda mi sembra legittima:

    1) da qui a Giugno l'Associazione sarà titolare del 70% della Basket, giusto?
    2) Questo 70% comporterà un "accollo" per l'associazione di circa 165000€ per coprire le spese da qui a fine stagione, giusto?
    Queste risorse ci sono?
    3) se diciamo a fine Maggio il Consorzio si rende conto di essere estremamente lontano dalla cifra che necessita per salvare il futuro della squadra c'è la possibilità che non entri in Società e che quindi all'associazione rimanga il 70%?
    Se questa ipotesi esiste quali responsabilità GIURIDICHE comporta ciò per l'Associazione e per i suoi iscritti?

    Grazie

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  2. rispondo sulla base di deduzioni giornalistiche dopo giorni di contatti con le parti in causa, ma è naturale che poi una risposta vera possono darla solo loro.

    1 - corretto

    2 - in base a quanto emerso, è una stima plausibile e realistica. l'obiettivo si sposta sul trovare quelle risorse, dopo aver coperto le perdite della semestrale. ma per dare una risposta diretta: no, oggi queste risorse non ci sono, nel senso di "non tutte", ce n'è solo una parte. e non la maggior parte (considerando 70mila euro già erosi dalla copertura della semestrale). certo non la totalità ma una parte di quella cifra, verosimilmente, è previsto che arrivi dall'ingresso del consorzio, attraverso l'aumento di capitale con cui entrerà nella compagine sociale

    3 - se a fine maggio saranno molto lontani dalla cifra necessaria, non credo che il problema sarebbe che l'associazione resterebbe col cerino in mano del 70%. il problema sarebbe che la mens sana chiude. e certo, i soldi che i tifosi hanno messo andrebbero dannatamente persi. ma se non ci si avvicina alla cifra necessaria, andrebbero persi anche se l'associazione fosse al 40, al 30 o al 20%. responsabilità: i soci dell'associazione perdono i versamenti fatti, ma viste le forme giuridiche scelte non è previsto che ci si possa rivalere su loro individualmente per la copertura delle perdite, se ho capito bene la domanda.

    Grazie a te dello spunto di riflessione

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