mercoledì 4 novembre 2015

La storia (di nuovo) all'asta. Qualche piccola novità. Si riparte così

A quasi otto mesi dalla precedente inserzione, un nuovo annuncio pubblicitario sulle pagine della stampa locale ha reso pubblica l'attesa nuova "procedura competitiva per vendita trofei, coppe e materiale sportivo del fallimento della Mens Sana Basket SpA". Magari, chissà, forse no, è l'ultimo tassello che manca per la chiusura dell'inchiesta Time Out.

L'esito del 3 giugno - a cui seguirono polemiche - è una ferita ancora aperta, che ha spinto ad esempio il Comitato a dire che stavolta sarà pronto, presupponendo quindi un cambio di strategia rispetto a quella scelta allora dalla società. La data è il 25 novembre, un mercoledì. Con una novità, che l'Istituto Vendite Giudiziarie - che già l'altra volta si spese in una lunga nota stampa - dovrebbe annunciare tra una settimana in una conferenza stampa, relativa alla quinta fase di gara, quella "alla maggiore offerta".

L'idea dell'Ivg, per agevolare la partecipazione, sarà di sfruttare l'intera giornata dalle 8 di mattina fino alle 20, e soprattutto di dividere quell'ultima fase a offerta libera in quattro gruppi da una decina di lotti, così che le aste da seguire contemporaneamente siano quelle: una decina per volta. Chiuso un gruppo, si procede col successivo. I lotti dovrebbero essere 48: 42 per tutti i trofei compresi quelli giovanili, tre per il megalotto di 96 altri riconoscimenti, tre per l'abbigliamento.

Un'altra novità è che iscrivendosi a un lotto alle 8 di mattina, si potrà concorrere con la stessa iscrizione fino alla fine dell'asta con la stessa cauzione di 50 euro versata a inizio giornata. La cauzione era stato un problema individuato lo scorso 3 giugno. Stavolta per partecipare a tutte le aste serviranno 50 euro di cauzione (evidentemente poi saranno restituiti) da moltiplicare per una cinquantina di lotti: fa circa 2500 euro di disponibilità iniziale.
 
Non tragga infine in inganno il fatto che si parli di "procedura competitiva ANCHE con modalità telematiche", che presuppone che sia anche con modalità non telematiche: questa parte si riferisce alla vendita dell'abbigliamento che avverrà fisicamente all'Ivg nel paio di giorni precedenti all'asta.

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Per il resto tutto uguale (perché? se è andata deserta l'altra volta...), per un lotto che torna all'asta con modalità e soprattutto prezzi analoghi a quella del 3 giugno scorso, in pieni playoff: 2000 euro di base d'asta per i trofei degli scudetti, rimasti cinque, 1000 per le varie coppe di altre competizioni ufficiali, più altre 96 coppe di altri titoli a 200 euro ciascuno, più vario materiale sportivo a 10 euro che non dovesse andare venduto dal 23 novembre alla sede Ivg di San Martino. Parliamo di base d'asta, poi si procederà come l'altra volta a un totale se necessario di altre quattro fasi: un primo ribasso del 15%, poi un altro 15%, poi un altro 10% e infine l'offerta libera.

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E' quest'ultima la fase in cui il 3 giugno fece acqua la tattica scelta l'altra volta dal club, che aveva raccolto ampia disponibilità al supporto da parte del Comitato La Mens Sana è una fede. I trofei di tre scudetti (e uno giovanile) furono acquistati con un gesto di amore, da un tifoso e dai Goliardi, evidenziando però una falla nella strategia scelta (e nella mancanza di un piano-B) che avrebbe potuto lasciare campo libero ai malintenzionati.
 
Tanto più che le restanti 116 coppe, a 10 euro ciascuno (13 con le spese), potevano essere acquistati dalla società o chi per essa a una cifra irrisoria (basta moltiplicare), sicuramente inferiore rispetto ai circa 60mila richiesti a suo tempo dal curatore fallimentare. E una cifra concorrenziale PERFINO rispetto all'idea particolare e discutibile, ma a un certo punto molto accreditata, di farsi fare una riproduzione tarocca di ognuno di quei 116 trofei.

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Fermo restando che la battaglia vera resta e resterà sempre quella del riconoscimento in capo alla nuova società di quei titoli NEL PALMARES E NON IN QUALCHE BACHECA FISICA, la consapevolezza del costo reale anche della "latta" vinta sul campo ha cambiato la considerazione - rispetto alle premesse - sulla fattibilità di riportare a casa materialmente anche i trofei. Servirà una strategia, perché così come l'esito della prima asta ha dato qualche lezione ai tifosi mensanini, avrà detto qualcosa anche ai "temuti" collezionisti, di cui si parlò a suo tempo.

Le risposte arriveranno nei prossimi giorni, al momento solo domande, tante. Prima che ne parli qualcuno, va sgombrato subito il campo dall'argomento del difficile equilibrio economico del club di questa stagione, perchè se non si è trovato un main sponsor non può essere la memoria storica a rimetterci: le squadre passano, la storia resta. Ed è un pezzo di storia a cui la gente della Mens Sana ci tiene. Al giusto costo. Allo stesso tempo non aspettiamoci dichiarazioni ufficiali della società, perché - imparammo già l'altra volta - ogni posizione pubblica rischierebbe di essere configurabile come turbativa d'asta. Stay tuned.

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