sabato 7 novembre 2015

I dieci temi della sfida con Reggio Calabria

Sesta giornata tra passato e presente, tra sconfitte recenti e filo da ritrovare per entrambe, tra ritorno a casa propria e una nuova big da sfidare, tra tempismo e guai fisici, tra sfide al controllo del ritmo, sfide al controllo dei tabelloni e sfide alla mappa di tiro propria e avversaria. A voler guardare, dentro Mens Sana-Reggio Calabria di questa settimana, c'è un bel po'.

L'ultima volta
Tante sfide, anche belle, anche importanti, nel passato. Anche Reggio è passata da un fallimento, in verità anche due (il primo indolore, poteva fare scuola anche a Siena...), è stata anche senza basket due anni, poi nel 2009 è ripartita dalla Serie B e adesso insegue il ritorno in A. L'ultimo campionato nel massimo campionato, e dunque l'ultimo incrocio con la Mens Sana, è stato nel 2005/2006: vinse 84-71 a Reggio all'andata con 23 punti di Kaukenas e mandando in doppia cifra anche Eze, Pecile, Datome, Hamilton e Nicola (pensa te), e finì 103-60 in casa al ritorno con 23 di Jamel Thomas e 22 di Boisa. La settimana dopo arrivò il -19 in trasferta a Udine che qualcosa nell'equilibrio di quella stagione l'ha cambiato... S'era giovani.

Essere più di duemila
Si gioca alle 14.15. Che problema c'è? O almeno, che sia un problema dei bioritmi dei giocatori in campo ma non un tema che tiene lontano la gente dal palazzo. Della capacità di creare l'evento attorno alla partita ci sarà poi da parlare quando i temi di basket daranno un giorno di tregua (e la settimana prossima non aiuta). Intanto vediamo da che punto si riparte, dopo la chiusura della campagna abbonamenti.

Ritrovarsi in casa
La Mens Sana ha vinto fin qui le due partite giocate in casa e perso le tre in trasferta. Messa così, sta andando tutto come doveva andare. In realtà ci sono partite in trasferta che si possono vincere, come era Barcellona, e partite in casa che ci sta di perdere, come quella con Reggio. Non cogliendo l'occasione in Sicilia, alla Mens Sana serve ritrovare altrove quei punti...

Tornare competitivi con le big
C'è modo e modo di perdere: a Scafati la Mens Sana se l'è giocata, a Trapani molto meno. A questa partita c'è da chiedere di vedere la Mens Sana per come ha giocato nell'unico altro precedente stagionale con una big al PalaSclavo: la vittoria con Casale, a prescindere dal risultato finale. Per riprendere il filo.

Fin qui tanta filosofia, ma il basket?
Spinelli. Crosariol. Che per questo campionato hanno lampi fuori categoria. Mordente, che fuori categoria lo è stato anche nella massima serie, se è stato importante a Treviso, a Milano, in Nazionale. Oltre ai nomi, c'è la sostanza. Soprattutto quella di Rullo e Ghersetti, in questa categoria. Di Lupusor, per la freschezza che porta. Di Brackins. Di Freeman, normalmente, ma era dato in rientro la settimana prossima. Se gli altri sono forti forti, lui è illegale. L'unico di quel livello nel roster della Mens Sana, se vuole, è Chris Roberts. Non per mortificare chi gioca a Siena, ma per avere chiaro il gap. E le montagne da scalare per provare a ridurlo più possibile (quello che a Trapani non si è neanche andati vicini a fare).

Meglio o peggio trovare ora Reggio Calabria?
La Viola viene da due sconfitte di fila, senza il suo miglior giocatore, e mediaticamente dalla sfuriata del presidente Branca che ha fatto il giro del mondo. E' vicina a un punto di rottura, anche per lo scarso equilibrio con cui pare che stia vivendo il momento. Le scuole di pensiero sono opposte, per alcuni è meglio trovarla ora che è più vulnerabile, per altri è peggio trovarla ora perché ha alzato la guardia e non la si coglie di sorpresa. Ma anche la Mens Sana viene da due sconfitte consecutive, e perché la Mens Sana dovrebbe avere meno fame della Viola? Comunque, meglio affrontarla finché non ha Freeman...

Tre sconfitte
La Viola ha non ha mai vinto senza Freeman. In trasferta ha vinto a Omegna e ha perso a Ferentino, forse nessuna delle due attendibile in vista di questa partita a Siena, i cui valori stanno forse un po' in mezzo. Le tre sconfitte di Reggio Calabria sono arrivate in modo diverso: le due in casa segnando una sessantina di punti, a Ferentino subendone 91. Ma se è per questo, è ancora più difficile leggere nel campionato della Mens Sana, che ha giocato fin qui cinque partite ognuna diversa dall'altra per ritmi, efficacia, punteggio, divario con le avversarie e risultati.

Ritmi/ 1
Accelerare i ritmi forse conviene alla Mens Sana, ma serve farlo non (solo) col corri e tira, ma con energia, facendo valere la diversa freschezza e la gioventù. Senza Freeman, la Viola gioca in sette, di cui tre sono Mordente, Spinelli (36 anni a testa) e Crosariol (32). La Mens Sana non ha grande vigore per un po' di disavventure settimanali, ma le assenze di DiLiegro erano programmate proprio per averlo più tirato a lucido in partita, e non può essere un virus di massa a impedire di giocare con più energia di Reggio Calabria.

Ritmi/2 
Reggio gioca a un basso numero di possessi. Si sfidano le due squadre che dietro Scafati perdono meno palloni del campionato. Ma si sfidano anche quella che prende più rimbalzi d'attacco, la Mens Sana (12 e spiccioli), contro quella che ne prende di meno, Reggio (5!), e di fronte a dati del genere dev'essere una scelta marcata, oltre che il frutto delle rispettive caratteristiche. Già questo è un terreno su cui è lecito aspettarsi di giocare qualche possesso in più.

Da tre e da due
Servirà avere più palloni tra le mani contro la squadra che tira meglio da due in campionato: la Viola ha un immaginifico 63%. Viceversa, solo Roma fa peggio del suo 28% da tre. E nessuno fa peggio del 63% reggino ai liberi. Sulla carta sembra banale dove mandarla: chiudere l'area anche a costo di spendere molti falli, anzi ben vengano viste le percentuali dalla lunetta, e sfidare al tiro da fuori. Ma banale non dev'essere contro una squadra che ha il talento, il fisico e la personalità per metterla sui propri binari contro chiunque, anche squadre più forti della Mens Sana. E non lo sarà, perché sono andate in direzione opposta fin qui le caratteristiche della Mens Sana, che è la squadra che indirizza più di tutte le avversarie al tiro da due invece che a quello da tre. Buona partita.

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