domenica 8 novembre 2015

Le risposte, forti

In un giorno solo la Mens Sana ha risposto a tutte le questioni sollevate dalle ultime due partite, perse, e più in generale dalle precedenti cinque di inizio campionato. Quella con Reggio Calabria è stata la miglior partita fin qui della Mens Sana in A2, insieme a quella con Casale. Coincisa non per caso con le due prestazioni di maggiore personalità di Chris Roberts, e sarebbe riduttivo fermarsi a lui. Poteva arrivare la terza sconfitta in fila, si è riusciti a infliggerla alla Viola che aveva la stessa urgenza - forse di più - di uscirne. L'unica risposta che non è arrivata è quella della gente. Non di chi c'era, che ha ricreato nonostante l'orario e gli ampi spazi vuoti un importante fattore campo. Il problema è di chi non c'era. Si sono persi qualcosa.

GIOCARSELA
Reggio Calabria forse non era in forma da schiacciasassi ma non ha giocato neanche come una squadra in crisi, certo senza Freeman ma una risposta di gioco e di impegno l'ha data, quindi è stata un test attendibile. Un primo assunto con cui si esce da questa domenica è che la Mens Sana queste partite contro le big può giocarsele. Era già successo, ma non sempre. Non parte battuta come l'andamento della partita di Trapani aveva fatto temere. Poi la Mens Sana gioca un altro campionato, finirà molto sotto in classifica, ma dimostrare di poter stare in campo con tutti sulla singola partita, ogni singola partita, era qualcosa da cui non si poteva prescindere. "Non dipendiamo dalle percentuali, dipendiamo dall'energia - ha detto Ramagli -: quando ci mettiamo cazzimma ed energia siamo molto competitivi. Mi aspetto una crescita più rapida in trasferta dove la spinta ulteriore non te la dà la gente di Siena ma devi trovarla dentro te stesso".

BRYANT
E' stata la partita che più di tutte ha visto gli americani protagonisti. Molto intraprendente Roberts, molto efficace Bryant: 48 punti in coppia tra di loro non saranno ripetibili spesso, 54 in tre compreso DiLiegro forse sarà più facile. E' stato il miglior Truck della stagione, che non vuol dire che adesso sia diventato l'mvp del campionato, tante cose sarà giusto non aspettarsele da lui, ma una partita così aiuta a trovare la propria strada: allora non ha disimparato a fare canestro nel viaggio dai campionati mitteleuropei a Siena... Per entrambi ha aiutato molto giocare una gara in cui la Mens Sana puntava molto a correre e spingere la palla, trovando tiri ad alta percentuale: la giornata da 10/16 da due di Bryant (63%) è anche in questo.

ROBERTS
Roberts ha chiuso con 15 tiri. Erano stati 15 anche con Casale, 13 a Scafati. Sotto questa soglia non si può scendere: non è un mangiapalloni, quindi non li prende tanto per prendere, ma questo numero è l'indicatore del suo coinvolgimento in partita, da cui (al momento, forse per sempre) non si può prescindere. I tre americani, DiLiegro compreso, hanno settato da subito il tono della partita, con 21 punti dei 24 di squadra nel primo quarto. Dei 14 in coppia del quarto periodo, 12 sono arrivati consecutivamente a girare la partita nella fiammata da 17 in 5 minuti da -5 a +5 con in mezzo anche una serie di 3-4 interessanti stop difensivi tra cui due recuperi proprio di Roberts. E' stato il momento decisivo della partita.

DILIEGRO
In mezzo tra un Borsato impreciso ma di personalità e l'escalation finale di Udom, con giocate a effetto oltre che efficaci, c'è stato anche un DiLiegro da segnalare. Imperfetto, con 3/10 al tiro, 0/3 ai liberi, 5 perse. Ma ha messo in campo una prestazione di quantità ed è di questo che la Mens Sana ha bisogno da lui, e il risultato finale (affatto condizionato dai suoi errori, ma più dalla sua mole di gioco) lo conferma. E anche averlo bello presente sotto (15 rimbalzi, 6 d'attacco, due recuperi), contro un reparto lunghi di stazza come quello di Reggio, lo ha portato a sbattere più del dovuto ma è stato importante. Che sia il frutto del diverso regime di allenamento settimanale per agevolarne il recupero del ginocchio non si può dire, forse può dirlo meglio chi gli è più vicino o chi lo sta curando, forse non c'entra niente. Ma averlo così è un'altra cosa.

LA DIFESA (DIVERSA)
La Mens Sana ha avuto la forza di cambiare le proprie caratteristiche di squadra abituata a indurre le avversarie al tiro da due molto più che da tre. Il tiro da due era il punto di forza di Reggio (aveva il 63% in stagione), il tiro da tre la debolezza (28%). E la Mens Sana ha cambiato, anche ripensando il proprio atteggiamento tattico, e in settimana meriterà un approfondimento. Ci battano col tiro da tre, in area però non si entra. Sul 35 pari al 18' la Viola aveva il 30% da due ma un 6/9 da tre che ha richiesto la pazienza di credere in quello che si era deciso. Alla fine Reggio ha chiuso sì con 10/22 da tre (non aveva mai segnato più di 8 triple) ma con un 44% da due mai visto (mai meno del 56% finora) che le ha tolto i riferimenti abituali: Brackins, Crosariol, i lampi di Spinelli. Una scommessa, vinta dallo staff tecnico. Capacità di mutare pelle tatticamente e di impostare i temi tattici anche contro una big sono l'eredità di lungo termine che questa partita lascia al di là dell'emotività del successo e delle prestazioni dei singoli.

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