mercoledì 11 novembre 2015

La batosta di Omegna

Dopo una partita molto convincente, una terribilmente irritante. Perdere a Omegna senza mai essere in partita vuol dire che la qualità di chi c'è di fronte non conta. Perdere di 6 una partita del genere è quasi una buona notizia a guardare la differenza canestri e insieme dice quanto sarebbe bastato poco... come a Barcellona: bella sfida dire in quale delle due trasferte si è vista la Mens Sana peggiore. Fa pensare anche di non averci capito niente ad aver aperto un credito di fiducia così ampio dopo la gara di domenica.

Una partita del genere, dopo quella con Reggio Calabria, dà l'impressione di costruire sulla sabbia. Sarà anche la gioventù, ma non è neanche normale. Onore alla prestazione di Borsato, per il resto ragionare su statistiche, momenti della partita o giocate specifiche, dopo una serata del genere, lascia il tempo che trova. La classifica dice che la zona playout è solo due punti sotto alla Mens Sana, ora che anche chi si era attardato ha cominciato a vincere o almeno a essere competitivo. Ci vorrebbe più equilibrio nelle valutazioni? Ma come si fa di fronte a segnali così diversi...

Parola di Ramagli/ 1
"Tranne Scafati in cui siamo stati 'noi', le altre volte non lo siamo stati, come questa. Errori di atteggiamento e di presenza mentale in trasferta non puoi permetterteli. Siamo stati morbidi, arrendevoli, costantemente non collegati alla gara. Trovo inaccettabile che dopo una vittoria importante in casa come quella con Reggio Calabria non si trovi la forza mentale ed emotiva per andare a giocare una partita diversa su un campo in trasferta, qualunque esso sia. Una sconfitta fa parte dello sport, non giocare no". 

Parola di Ramagli/ 2
"Siamo stati presenti solo per pochi minuti, soltanto in momenti che non ci hanno consentito di avere in mano il ritmo della partita mai, siamo stati sempre sotto, a inseguire, non abbiamo mai avuto quell'impatto emotivo, caratteriale e di energia che è indispensabile per giocare una partita di pallacanestro. Il problema l'abbiamo già identificato soprattutto a Barcellona, non è che schioccando le dita si risolve. Ho avuto la sensazione che la partita di Reggio Calabria ci abbia appagato e per una squadra che deve salvarsi l'appagamento è una parola che non esiste sul vocabolario".

E merita una riflessione anche una parte del commento di Alessandro Magro. "Abbiamo puntato a escludere dal campo Bryant, e credo che ci siamo riusciti bene. Abbiamo fatto una difesa un po' alla "Obradovic su Stonerook", cioè cercando di lasciare spazio a Mattia Udom per premiare l'area, e anche questo ha premiato, un azzardo che i numeri stanno sostenendo". E' il segreto di Pulcinella, Omegna non è mica la prima a fare scelte del genere, che sicuramente già da tempo sono fonte di riflessione per la Mens Sana. Che si fa? In certe giornate la Mens Sana rende il piano partita delle avversarie fin troppo facile.

2 commenti:

  1. Sin dall'inizio della stagione coach Ramagli aveva detto che il gioco della Mens Sana di quest'anno, per come costruita, si sarebbe dovuto basare sulla efficacia della difesa.
    L'impressione è che ancora la squadra non abbia pienamente assorbito questo "credo".
    Abbiamo visto buoni sprazzi di difesa solo quando anche l'attacco della Mens Sana ha ben funzionato.
    Mentre quando l'attacco fa cilecca ci si disunisce anche dietro.
    Continuo a pensare che il salto di qualità questa squadra lo possa fare, ma non puntando ad un gioco "stellare " (stelle non le abbiamo) ma puntando ad essere tignosi, a far sbagliare gli altri e metterne uno, o anche solo mezzo canestro in più degli altri.
    Partite come questa di Omegna e quella di Barcellona potrebbero essere alla portata ma, almeno per ora, solo con la assoluta dedizione e tigna difensiva e non col festival delle palle perse in modo spesso banale e molle.
    Continuo a credere sia possibile scocchi una scintilla quando tutti capiranno di doversi calare nei panni di difensori tignosi e operai e capire che quella è la strada per portare a casa qualche partita in più.

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  2. a costo di essere ripetitivi: l'importanza della difesa è innanzi tutto nei punti concessi, ma molto anche nel fatto di richiedere un alto livello di energia (che ci si ritrova anche in attacco) e di mettere in partita più giocatori di quanti potrebbero giocarsela solo col talento

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