martedì 6 marzo 2018

Il miglior attacco è la difesa

Nelle ultime sette partite, quelle col nuovo assetto e dunque le uniche su cui abbia senso ragionare parlando della squadra attuale, la Mens Sana ha segnato almeno 85 punti nelle vittorie, mentre nelle sconfitte non è mai andata oltre i 79 punti. E anche le percentuali da tre hanno in linea di massima rispecchiato questo andamento. A vederla così, la solita Mens Sana vista sin da inizio anno che non sa vincere se non in giornate di grandinate offensive. Come si fa a sostenere allora che invece l'ago della bilancia della stagione mensanina si sia spostato in difesa? Non fermandosi ai numeri, o almeno a metà dei numeri.

Attacco e difesa non sono fasi di gioco separate come nel football. Una trae linfa dall'altra nel senso di acquisire su un lato del campo fiducia per rendere meglio sull'altro lato: a inizio anno succedeva di produrre giocate difensive importanti nelle giornate in cui le cose in attacco andavano a gonfie vele; in una squadra sana si presume che debba essere il contrario, ed è in parte quello che sta succedendo adesso, con nuovi giocatori (uno) e una diversa consapevolezza di se stessi (anche in chi non ha indole difensiva naturale). Ma non sono fasi separate anche letteralmente, perché una difesa che lavora bene può produrre canestri a più alta percentuale e un attacco che lavora male concede canestri facili agli avversari.
 
Fin qui le banalità, solo un ripasso di cultura generale. Ma la Mens Sana? C'è un legame tra le migliori giornate difensive e quelle offensive? C'è. Di causa-effetto. Ragionando su queste ultime sette partite, le tre in cui sono arrivate le sconfitte, sono quelle in cui la Mens Sana ha concesso il 50% o più nei tiri da due. Non abbiamo purtroppo la mappa di tiro, ma non sono percentuali che nascono da tiri dalla media distanza contestati e segnati da avversari in giornata di grazia, quando piuttosto da canestri in contropiede subiti o da situazioni di collaborazioni difensive inefficaci (per scelta tattica o per esito dello sforzo difensivo). Sotto quel 50% concesso da due - sotto il 49% per la precisione - la nuova Mens Sana ha sempre vinto. Così come ha sempre vinto quando ha concesso meno del 46% complessivo di tiri dal campo (tiri da due più tiri da tre) e meno dal 51% di percentuale reale (la percentuale complessiva dal campo ponderata al maggior valore dei tiri da tre).

 
Unica eccezione la partita con Eurobasket, e basterebbe a spiegarla il fatto che è una sconfitta arrivata all'ultimo secondo in una gara che era già vinta. Eppure come ogni eccezione aiuta a confermare la regola, nella misura in cui dimostra che non è questione di qualità difensiva fine a sé stessa, ma di ciò che una prestazione difensiva è in grado di generare per l'attacco.

I soli 0.85 punti per possesso concessi a Eurobasket non sono stati statisticamente una prestazione peggiore (anzi) di ognuna delle quattro vittorie di questo periodo, tutti concedendo almeno 0.87 punti per possesso (comunque eccellente). Ma la difesa a Roma non ha prodotto efficacia in campo aperto, nel giorno in cui la Mens Sana ha chiuso col minimo stagionale del 36.1% da due anche perché Eurobasket ha abbassato il passo dell'attacco mensanino tenendolo a soli 75 possessi, il minimo da un girone a questa parte (furono attorno ai 72 all'andata a Scafati e Biella). Per inciso Eurobasket ci è riuscita anche scegliendo di privilegiare la transizione difensiva anche a costo poi a metà campo di sfidare la Mens Sana al tiro da tre (quasi metà dei tiri sono arrivati da oltre l'arco, come all'andata), col vantaggio ulteriore di togliere ai mensanini un'altra delle situazioni di maggiore efficienza, i viaggi in lunetta: i soli tre liberi tirati quella sera non possono che essere il minimo stagionale.


Sul campo di Eurobasket la Mens Sana ha perso 7 palloni. Pochi. Eppure non è un buon segno. Sono stati di meno solo due volte in stagione: 6 a Scafati, e ricordiamo come è andata, 5 in casa con Rieti. Rispettivamente 63 e 69 punti realizzati, due delle peggiori giornate offensive dell'anno, seppur nate in maniera diversa. Tornando a queste ultime sette partite, la Mens Sana ha perso in entrambe le occasioni in cui è rimasta sotto le dieci palle perse, mentre sopra quella soglia ha vinto quattro volte su cinque (unica eccezione Napoli, anche lì una partita non così lontana da essere vinta). Non è l'elogio della palla persa di per sé, ma un modo per parlare di aggressività, campo aperto e del ritmo che ne nasce: da quando c'è l'assetto con Kyzlink, quindi in queste ultime sette partite, la Mens Sana ha sempre vinto nelle partite in cui ha avuto almeno 80 possessi offensivi e ha sempre perso sotto questa soglia.

Ed è anche per questo - per il ritmo, per il campo aperto, per le migliori opportunità di tiro - che nelle quattro vittorie la Mens Sana ha chiuso sopra la media di un punto segnato per ogni possesso, ed è rimasta al di sotto nelle tre sconfitte. Ed è anche per questo - non solo le singole giornate di grazia, ma anche le documentate migliori opportunità generate dalla difesa - che nelle quattro vittorie ha tirato con una percentuale reale mai inferiore al 56% mentre nelle tre sconfitte ha avuto al massimo un picco del 53%. Il filo rosso che lega tutto questo non è la casualità né una grande costruzione teorica di numeri fatti tornare, ma la conferma di quanto notato dall'osservazione recente del campo: il miglior attacco della Mens Sana è la difesa, anche un roster meno talentuoso è in grado di vivere importanti giornate offensive non perché baciato da giornate di grazia ma grazie alle opportunità generate dal lavoro nell'altra metà campo, di cui ha dimostrato di essere capace.


        
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3 commenti:

  1. L'articolo pubblicato oggi 08/03/18 su La Nazione inserto sportivo ha lasciato di sasso tutti noi tifosi!
    Mancato pagamento stipendi, sciopero dei giocatori e quanto altro di conseguenza.
    Un incubo ricorrente degli ultimi anni.
    Questo spiega la mancata presa di un lungo al posto del, quasi, inutilizzato Lestini.
    Questo non spiega le interviste dei Macchi che invece proclamano in modo inequivocabile di voler progettare un duraturo futuro di crescita.

    Dove sta la verità?

    Molto disorientato, molto scorato, sperando in una decisa smentita della società............... non resta che vegliare l'eterna ammalata

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    1. nel pomeriggio la squadra si è allenata. questo ci dice che il gruppo non ha scelto di scioperare, oggi. ma non ci dice che i problemi siano risolti. ed è la soluzione dei problemi, più della smentita o meno, che c'è da sperare che arrivi dalla società

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  2. Intanto é arrivato ieri 9/03/18 il comunicato della società che spiega la situazione!
    Se poi tutti manterranno i propri impegni.... problema risolto!

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