martedì 18 agosto 2015

Sponsor a due velocità

Come un anno fa, la Mens Sana si presenterà al raduno delle prossime ore senza sponsor. Allora passarono tre settimane prima dell'annuncio. Con la differenza che dodici mesi fa l'accordo c'era, ignoto a quasi tutti, ma andava solo formalizzato. Stavolta le piste intraprese, da qualche tempo è evidente, si sono rivelate infruttuose.

Rispetto ancora all'anno scorso, la Mens Sana si presenta al raduno delle prossime ore ancora non al completo: manca il secondo americano, mentre Darryl Bryant e Lorenzo Bucarelli devono solo essere ufficializzati. Auspicando fortemente il contrario, proprio per motivi di risorse l'ultimo giocatore sarà dello stesso "livello salariale" di Bryant, e dunque difficilmente sarà il botto finale, di quelli che accendono la campagna abbonamenti che sarà lanciata all'indomani del raduno.

L'obiettivo del mercato era diventato costruire una squadra giovane e poi alla fine puntare tutto su due grandi americani, presupponendo che nel frattempo arrivasse uno sponsor. Si sa com'è andata. Giocatori anche interessanti si erano dimostrati aperti a venire a Siena ma per cifre che, per quanto scese in fase di trattativa, sono state ancora più del 50% al di sopra delle risorse disponibili: per ognuna delle ultime due caselle è rimasta da spendere una cifra di qualche migliaio di euro superiore agli stranieri meno pagati della categoria, attorno alla metà dei migliori stranieri del campionato.

Per quanto nonostante l'assenza del primo sponsor si sia apprezzabilmente costruita una proiezione di budget già sui livelli di quello della scorsa stagione, con tante spese molto più alte la corda è già tiratissima. Per cui è andato maturando per forza di cose un cambiamento nel lavoro di ricerca dello sponsor, il cui reperimento - anche vista l'urgenza del tema - è diventato ora un affare più collegiale, o comunque affidato anche ad altri canali societari. 

Cambiamento significa che si continua a lavorare su abbinamenti a carattere pluriennale (realisticamente triennale) per accompagnare un processo di solidificazione e crescita con risorse che permettano una programmazione. Si coglie anche dell'ottimismo sul fatto di aver trovato interlocutori "interessanti", nel senso di importanti, ma lo si è sentito troppe volte - soprattutto da altri - per farsi contagiare dall'ottimismo prima che ci siano dei fatti a giustificarlo.

Ma siccome ragionevolmente un accordo del genere partirà quasi sicuramente dalla prossima stagione (e infatti in un mondo ideale - come detto spesso - questo lavoro doveva cominciare a settembre 2014 dopo l'annuncio di Gecom), l'obiettivo realistico può spostarsi sull'affiancamento intanto per quest'anno di un altro marchio, "di transizione", che possa portare risorse per questa stagione. Se trovarlo fosse banale, forse non saremmo ancora qui a parlarne. Ma di certo chiedere alle aziende un impegno annuale, invece di vincolarle più a lungo, riduce una parte del coefficiente di difficoltà. L'attesa continua.

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