domenica 8 marzo 2015

Valori della Serie B, bravo chi ci capisce. Con un asterisco sulle rotazioni

Provare a leggere in chiave playoff e promozione la Final Four di Coppa Italia di Serie B era stato il gioco della settimana per chi come la Mens Sana è rimasto a casa a guardare. Si cercavano punti di riferimento per orientarsi, per capire i valori in campo e soppesare il livello dei vari gironi. Magari ci sarà chi sarà stato più bravo, ma l'obiettivo è andato abbastanza a farsi benedire.

Prima semifinale: Palestrina era arrivata all'appuntamento col miglior bilancio (19 vittorie su 21 partite, come Agropoli) e sfidava la quarta del Girone B, Montichiari: alla fine è quella che è andata peggio. E' andata malissimo? A fine terzo quarto Palestrina aveva ancora tutto nelle proprie mani, ancora a -5. Tre minuti dopo era a -15.

Altra semifinale: c'era l'altra squadra fin qui quasi perfetta, Agropoli, con 500 tifosi al seguito. Eppure la partita l'ha fatta Cento: era a +9 al 12', è rimasta avanti quasi tutto il tempo, ancora al 27' era a +8... poi entrata in parità negli ultimi 100 secondi ha mollato. Neanche la soddisfazione, per la Mens Sana, di dire di essere uscita contro una squadra che poi ha fatto strada...

La finale: Agropoli con la sua quasi perfezione e il popolo al seguito domina, super-domina, e a metà secondo quarto è già a +22. Poi in quattro minuti imbarca un break di 23-2 e va al riposo solo sul +1. Naturalmente è l'inizio della fine, come un diesel negli ultimi sette minuti scappa Montichiari. Chiamarla cenerentola sarebbe esagerato, ma di certo era quella che arrivava a Rimini nel peggior stato di forma, l'unica non in testa al proprio girone. Anzi quarta a -6, con un ruolino di 15-6.

Vuol dire che il Girone B è quello col livello più alto? Lo si è pensato spesso, ma sono arrivati anche segnali di segno opposto. Tra questi, l'esito di Agropoli-Cento. Oppure le indicazioni di Cento-Mens Sana. Altra serie che non ha aiutato a capire niente dei rapporti di forza tra gironi. All'andata la Mens Sana era a -15 dopo 15' di un primo tempo da 41 punti subìti, poi è rientrata con un 18-2 in una ripresa da 26 punti subiti. Al ritorno la Mens Sana era sempre in parità, quando ha imbarcato il 24-4 in 7' che l'ha fatta sprofondare a -20.

Come si fa a dare una valutazione univoca e coerente quando, tornando anche alla Final Four, si giocano così tante partite in una? C'entrano i quintetti in campo, le difese a zona, gli adeguamenti tattici... Ma sui valori assoluti si ragiona male.

Se c'è una cosa che la Coppa ha detto, piuttosto, forse, tirando qualche conclusione per i capelli, può essere l'importanza delle rotazioni. Certo, è banale nell'ottica delle due partite in due giorni, ma ha inciso anche solo fermandosi alla semifinale (quando il ragionamento è su una partita in un giorno). Agropoli in otto giocatori e mezzo ha battuto Cento in otto giocatori. Montichiari in nove giocatori ha battuto Palestrina che ne ha usati sette e mezzo. In finale Montichiari in nove ha battuto Agropoli che ha giocato in otto. In chiave mensanina, questo può essere interessante.

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