sabato 6 ottobre 2018

Rimon(Tor)tona

Il primo vantaggio, e anche l'unico, è arrivato dopo 39 minuti e 51 secondi di partita, con Morais, accolto da un'esultanza che pareva già conoscere che in quegli ultimi 9 secondi non sarebbe poi successo niente. Di rincorsa, anche perché la Mens Sana dal -19 al 13' era in parità già 8 minuti dopo. Sarà la stagione a dire se Tortona sarà una schiacciasassi o una bella incompiuta come ce ne sono tutti gli anni tra le aspiranti grandi, e quindi quanto pesa questo colpo di coach Paolo Moretti in casa Derthona per iniziare il campionato (77-78), ma nell'economia di una stagione le vittorie arrivate così fanno la differenza. Già arrivare fin qui e giocarsela fino in fondo (o meglio, perdere due quarti e vincerne due, sempre nettamente) sarebbe stata una risposta interessante da un gruppo di cui non era facile misurare il valore d'insieme, tanto più dopo un precampionato ricco di sconfitte.

Ma quando parti da -3, non è l'anno in cui accontentarsi delle "belle sconfitte", anche con tutta la stagione ancora davanti: certi treni li devi prendere perché poi non ripassano, e sarebbe diventato un bel rimpianto fare una partita del genere senza raccogliere niente, peraltro nella serata in cui una delle big come Tortona era più vulnerabile (la scarsa amalgama della prima di campionato, la pressione di giocarla in casa, al di là poi dell'assenza di Ndoja). Una sorpresa esserci riusciti, super per avanzare da -3 a -1 in graduatoria, che significa che nonostante il colpo di giornata la Mens Sana resta sempre dietro a tutte le altre squadre in classifica. Ma intanto, al netto dell'affidabilità di una singola prestazione (propria e degli avversari), è balenata la possibilità di essere una squadra competitiva. Attorno a una lunga serie di considerazioni.

IL GIOCATORE
Perdonerà Poletti, monumentale (23 punti e 10 rimbalzi, con 5 falli subiti, 8/11 al tiro tra cui 3/3 da tre), se ci concentriamo su Carlos Morais. Alla vigilia era dato in dubbio dalla società, che a inizio settimana ne aveva comunicato il rientro nei ranghi salvo negli ultimi giorni fare retromarcia. Al di là della questione, è evidente che il blitz delle scorse settimane per la partita con l'Angola ne aveva interrotto la preparazione e minato la costruzione di un ruolo, e magari una leadership tecnica, nel nascente nuovo gruppo mensanino. E' partito dalla panchina con Prandin in quintetto, è entrato dopo 3'20" al posto di Ranuzzi, e si è presentato con due palle perse e due falli in tre minuti. Incartandosi, non riuscendo a battere dal palleggio neanche una roccia ferma.
Il suo primo canestro in biancoverde lo ha segnato dopo 16 minuti, da tre punti, gli unici del suo primo tempo. Poi nella ripresa ne ha fatti 16. Di cui 10 nel quarto periodo. E 8 nel decisivo 11-0 degli ultimi 3'30". Stavolta sì cominciando a battere l'uomo in uno contro uno, e non solo con l'interessante campionario di finte. Pareva un canestro a babbo morto il suo 77-69 a 2'20" dalla fine, e anche il 77-71 a 1'50". Già il 77-73 a -1'20" cominciava ad avere un sapore diverso, anche come immagine del suo stato di forma. Ha chiuso col canestro decisivo. E questa è la versione di Morais che alla partita non era arrivato benissimo, e che in campo aveva cominciato la serata ancora peggio.



 
IL MOMENTO DECISIVO
Gli ultimi 200 secondi senza segnare di Tortona. L'ultimo canestro, al 36'30" con Spizzichini, aveva ribadito sul 77-67 un divario maturato di fatto con un 9-0 casalingo in un paio di minuti sul finire di terzo quarto, che col passare dei minuti pareva diventato sinonimo di una partita ormai chiusa. Ma da quel +10 Tortona non ha più segnato: quattro triple sbagliate da Alibegovic (due), Ganeto e Spizzichini, due perse con Touyo e Blizzard più un altro paio di interventi-boomerang a rimbalzo d'attacco di Ganeto e Spizzichini. Zero punti. Di là tre canestri di fila di Morais, e quando ha sbagliato il quarto, da tre punti, c'era Radonjic a raccogliere il rimbalzo per riaprire per Marino che (in una serata fin lì da 2/7 al tiro e 3 perse) ha infilato il -1 a un minuto dalla fine. Poi il canestro decisivo a 9 secondi dalla fine di Morais per il +1 e, dall'altra parte, Knowles che si è preso il tiro da fuori contro Prandin, sbagliandolo. L'11-0 mensanino ha ribaltato il tavolo.

LA STATISTICA
I 77 punti subiti dalla Mens Sana nel giorno in cui ha perso 19 palloni, concedendo tanto in campo aperto, a un'avversaria che ha tirato 29 tiri liberi (segnandone 27!) lascia intravedere cosa può essere la difesa biancoverde se riesce a limitare questo tipo di punti facili concessi a uno degli attacchi migliori del campionato. Un saggio si è visto nel quarto periodo in cui Tortona si è fermata a soli 8 punti segnati, ha sbagliato 11 dei 14 tiri, di cui solo 5 da due e ben 9 da tre (tutti sbagliati, abbattendo il dato finale da oltre l'arco a 4/28, 14%), ha tirato solo 2 tiri liberi dopo i 27 dei primi tre quarti (e 12 nei primi 6', un dato più unico che raro) e ha perso 6 palloni, più di quanti (5) ne aveva persi nel resto della serata. Ecco, dopo le tante preoccupazioni estive, alla prima prova, e contro un reparto doc, la Mens Sana ha anche vinto la battaglia a rimbalzo, conquistandone il 90.6% di quelli disponibili sotto il proprio canestro e il 25.8% sotto quello avversario.

LA CHIAVE
Le rotazioni. Prima Poletti (nei primi 6'30" aveva segnato solo lui), poi Lupusor, poi Pacher, poi di nuovo e per tutta la serata Poletti. A lungo la Mens Sana si è retta sul reparto dei lunghi: chi con la dinamicità, chi con la tecnica, chi con la mano morbida da sotto e da fuori, hanno dimostrato (anche grazie ai 10 assist in coppia di Marino e Sanguinetti) di saper dar del tu al canestro più degli esterni. Rischiava di essere la partita in cui andavano sotto di brutto contro Tuoyo e Garri, e qui ci sono anche demeriti di Tortona per non aver fatto valere la loro superiorità in termini di atletismo e gioco spalle a canestro. Ma poi, per i problemi di falli che hanno di fatto tolto dalla partita Pacher già a metà terzo quarto e per il calo di Lupusor dopo il bell'inizio, la serata si è chiusa col gran finale in cui in campo c'era solo Poletti. Non è una contraddizione che una partita fatta a lungo dai lunghi (36 sui 46 punti segnati sulla parità di inizio ripresa erano arrivati da Poletti-Pacher-Lupusor) si sia decisa - positivamente - con i quattro piccoli, con Radonjic "4".
Non è una contraddizione ma la dimostrazione di aver saputo trovare il contributo da nove giocatori veri: il meno utilizzato è stato Ranuzzi, per 13'. Proprio le rotazioni hanno svegliato la Mens Sana dal naufragio del 24-6 dopo 6'30". Ma al 5' avevano toccato il campo già 9 giocatori: Lupusor ha portato vivacità, Sanguinetti ordine, Radonjic nei quintetti migliori c'era sempre, e con loro in campo hanno trovato un equilibrio anche Marino, che si è acceso, e Pacher, e poi si sono messi via via in partita (anche con singole giocate di presenza, quando non per costrutto generale) anche Prandin, Ranuzzi e alla lunga Morais. La rivelazione è stata Radonjic, in teoria 9° uomo delle rotazioni, alla fine in campo 19' spesso facendosi preferire ai pariruolo e dalle cifre non si direbbe: 0/2 al tiro e 1/2 ai liberi, 1 solo punto, ma 4 rimbalzi, 3 falli subiti e un +21 di plus/minus che in una serata in cui si è vinto di 1 dice tutto su quando si è andati bene e quando meno.

LA DICHIARAZIONE
Paolo Moretti, coach Mens Sana: "Eravamo venuti a Tortona con l'idea di cercare delle risposte, capire quanto questo gruppo poteva essere competitivo. Oltre ad aver strappato la vittoria con un grandissimo quarto periodo, la cosa che mi è piaciuta di più è che non abbiamo mai  mollato, abbiamo reagito e trovato le risorse psicofisiche per tornare in partita e alla fine siamo stati premiati di questi sforzi".



***

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