giovedì 21 giugno 2018

Senesi brava gente

Il miglior dirigente della stagione è senese, ma non lavora a Siena. La Lega Pallacanestro ha assegnato il riconoscimento (per la Serie B) a Giacomo Rossi, che alla Stella Azzurra Roma è il responsabile del reclutamento e una figura - si può chiamare direttore sportivo o general manager - che di fatto si occupa di tutto quello che non fa il coach e padre fondatore Germano D'Arcangeli.

L'ultima volta che un dirigente di basket senese ha ricevuto un premio del genere, naturalmente due o tre livelli più in alto, in Serie A ed Eurolega, era stato Ferdinando Minucci. Fa molto ridere perché è colui che nell'estate 2004 tolse di fatto l'accredito stampa stagionale per seguire la Mens Sana a Giacomo - che non era gradito (e poco faceva per farsi gradire per forza) -, ottenendo dalla testata per cui scriveva (basketnet, ai tempi il sito di basket più letto) che cambiasse corrispondente da Siena per la Mens Sana.

Non è mai facile parlare con obiettività (ma chi se ne frega dell'obiettività) di un amico con cui si sono condivisi gli inizi, a Siena Oggi, Il Cittadino Oggi, La Nazione e il mitico Basket Minors. Il punto è che a parlare sono i fatti.
 
Da dirigente di riferimento della Stella Azzurra, Giacomo Rossi - classe 1984 - ha vinto otto scudetti giovanili in quattro anni. Per ora, perché alle finali nazionali Under 16 in svolgimento a Bassano la Stella Azzurra è la favorita, davanti a Cantù, Bergamo e Mens Sana. La più forte. Un paio di scudettini però li aveva vinti anche ai tempi della Virtus Siena, dove, abbandonate trascurabili velleità da giocatore, ha fatto l'addetto stampa cominciando a scaldare le mani sul reclutamento: andando a scovare, su tutti, Corrado Bianconi, che poi si è un po' perso, Pierfrancesco Oliva, da tre anni al college Usa di St.Joseph's, e un certo Amedeo Tessitori.

Poi la chiamata della Stella Azzurra, storica società romana con radici che vanno ben oltre la "produzione" di Andrea Bargnani, club rinato a nuova vita attorno all'attività giovanile approfittando degli spazi che si sono aperti negli anni in cui sono crollati i vivai storici del basket italiano, con una ricetta discussa e discutibile ma un'identità chiara, in passato economicamente a volte non sostenibile ma adesso sostenuta anche da un finanziatore con un progetto di business.

Tra i tantissimi, molti stranieri, Giacomo - che sta finendo l'ottavo anno alla Stella - ha portato Amar Alibegovic (oggi a St.John's), Andrea La Torre (ai tempi il miglior 1997 forse d'Europa), non scoperto ma convinto Davide Moretti (miglior 1998 italiano), e infine scovato e venduto al Real Madrid Matteo Spagnolo, classe 2003. Viene da lì Mattia Palumbo, classe 2000 l'anno scorso compagno di Marino a Treviglio. Mentre per Paul Eboua, altro classe 2000, mvp delle finali Under 18 appena concluse con lo scudettino, si annuncia una scelta al primo giro nelle proiezioni del draft Nba 2019.

E ora ha anche una squadra di A2 da fare, Roseto, il club con cui la Stella Azzurra ha stretto un accordo biennale, piano B dopo aver sfiorato l'acquisto del diritto di Mantova (ed essere stati contattati anche per titoli sportivi vicini a voi...). A Roseto giocheranno 5-6 dei giovani della Stella Azzurra, gli altri giocheranno ancora nella squadra che in Serie B già quest'anno con soli ragazzi non è andata lontana dalla promozione, arrivando in semifinale, oltre al secondo posto continentale nel torneo giovanile dell'Eurolega (come la Mens Sana di Marino & c.).

Ripartita da Matteo Mecacci e Lorenzo Marruganti in Serie B, voluto un anno dopo per l'A2 anche Andrea Monciatti, richiamato la stagione successiva Giulio Griccioli, arrivato questa estate trionfalmente Tommaso Marino, all'elenco di tanti senesi che sono tornati dopo essersi affermati (anche) altrove manca solo lui. Prima ancora di stabilire se e quanto farebbe comodo una professionalità del genere (quelli bravi fanno comodo sempre), il punto è che se non ci sono qui le condizioni che ha trovato altrove, non gli si farebbe un gran piacere a immaginarlo di ritorno a Siena. Allora solo in bocca al lupo. E complimenti. Non si tifa solo per i giocatori.


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5 commenti:

  1. Su come la Stella gestisce il giochino però si potrebbero chiedere lumi a chi ci ha giocato (e allenato) e abbastanza velocemente se ne è andato....

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    1. "con una ricetta discussa e discutibile". per discuterla non basterebbe un post dedicato.
      qui piuttosto l'argomento non era il modello Stella Azzurra, ma le doti di chi ci lavora.
      comunque ogni modello ha pro e contro. già averne uno mi pare interessante

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    2. Infatti Bassano, HSC lo stanno copiando... E non è bene... Guerrieri è andato a Barcellona un anno più giovane di wuandq ci andrà Spagnolo... Ma nessuno ha esaltato il lavoro di Colle prima e Pontedera poi (che ha prodotto anche Tintori.

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  2. Oltre che apprezzare il loro rapporto con le anagrafi dei paesi africani

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