venerdì 10 aprile 2015

Nozze di diamante

Alla Mens Sana è il giorno della presentazione di un nuovo sponsor. Che arriva per essere il quarto sponsor di maglia, e parliamo al momento di una squadra di B2. Così, non c'è notizia. Se non fosse che, come è stato fatto balenare da ambienti vicini alla trattativa (poi la concretezza di certi scenari andrà vagliata alla prova dei fatti), tra le righe filtra il profilo di un'azienda capace (desiderosa?) di accompagnare il ritorno della Mens Sana a livelli più alti. Sparata la bomba, rewind obbligatorio per ripartire dai fatti.

L'azienda si chiama DPI, Diamond Private Investment. E' una società che si occupa di intermediazione bancaria di diamanti. E già qui, con le scuse se la parentesi sarà didascalica per chi già sa, si impone un bignamino, visto che non è un settore particolarmente noto al grande pubblico.

Non parliamo di qualcosa tipo "compro/vendo oro" ma dell'ambito di investimenti - in partnership con gli istituti di credito, tra cui Mps - nei cosiddetti "beni rifugio", quelli non di carattere speculativo ma per proteggere il proprio capitale da eventi esterni negativi. In pratica, senza voler fare spot, è l'acquisto di diamanti sapendo che hanno una rendita sicura del 4%, non si svalutano mai (a differenza dell'oro) vista la difficoltà estrattiva, non sono tassati: se uno ha soldi da far fruttare, può scegliere di spenderne così una parte.

L'azienda: ha la base ad Ancona, a capo c'è Maurizio Sacchi, e ha un consiglio di amministrazione che sembra una cena di gala dell'alta società, tra banchieri, diplomatici e anche l'economista ex senatore e viceministro dell'Economia, Mario Baldassarri. Visto che spesso le sponsorizzazioni sono legate a operazioni compensative generalmente non divulgate pubblicamente, cosa ci guadagna DPI a sposarsi alla Mens Sana? La risposta è stata: immagine, nell'accompagnare il percorso di una realtà che sta crescendo. Sempre per capirsi, si parla di una società che ha appena fatturato circa 80 milioni e che punta ad arrivare - dicono - a 200 l'anno prossimo.

Le capacità potenziali per accompagnare la Mens Sana a livelli più alti evidentemente non mancherebbero, poi è evidente che non basta: da qui in poi, perché si faccia, diventa una questione di volontà, e di ritrovarsi. E' su questo passaggio che al momento si registra il divario tra i dati di fatto (una manciata di migliaia di euro quasi simbolici per entrare subito per il finale di questa stagione, poi l'accordo anche per l'anno prossimo, con un'opzione) e gli scenari paradisiaci fatti filtrare. Non è già oggi una notizia, ma al momento solo una notizia potenziale, proprio per questi tanti "se".

Se ci si dovesse piacere, se ci si dovesse trovare bene insieme, "se son rose...", l'idea evocata nelle chiacchiere è quella di una possibile ascesa alla casella di main sponsor. Casella in cui nel giro di un mese la Mens Sana ha in programma di capire se e in che misura gli sponsor attuali che ne hanno accompagnato la ripartenza sposandone il progetto (Gecom e Conad su tutti) sono disposti a far salire la loro partecipazione di fronte all'eventualità da sempre auspicata di palcoscenici superiori (se ne accennava qui), o desiderosi di restare comunque a bordo anche se con ruoli diversi. Intanto Dpi aggiunge un elemento allo scenario.

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