lunedì 27 aprile 2015

Davide Parente, tanto di cappello

Era la partita più difficile, la gara-1 in cui non si può sbagliare, della serie più difficile, quella "solo" al meglio delle tre partite (in cui non c'è margine di errore) dopo un mese di gare che non contavano contro l'avversaria che più di tutte aveva creato problemi alla Mens Sana nei precedenti stagionali, l'unica capace di vincere a Siena.

Il 69-59 su Piombino non è uno scudetto vinto, né una promozione conquistata e neanche una serie di quarti di finale già archiviata, è solo un pronostico rispettato per l'1-0 al primo turno. Ma schivando un bel po' di bucce di banana e con segnali che fanno iniziare col piede giusto la parte decisiva della stagione. Poi ci sarà da proseguire, intanto è giusto rendere merito all'approccio. E a un giocatore in particolare.

I 27 punti di Davide Parente sono non solo il suo massimo stagionale ma anche meglio, sul piano numerico, di quanto non abbia mai fatto anche nella giustamente glorificata scorsa stagione a Lucca, per quanto in una categoria più alta. E' immediato notare che una prestazione del genere (4/6 da due, 6/8 da tre, 4 assist, anche 8 perse) sia coincisa proprio con LA partita chiave, dopo una stagione non semplice. Anche avesse segnato meno, la Mens Sana era consapevole di averlo ai playoff forse non nello stato di fiducia che lui avrebbe voluto ma sicuramente forte di una maturata serenità su cui già da un po' di settimane aveva fondato un contributo poche volte squillante ma sempre più che costruttivo.

Ovvero l'humus naturale per un'esplosione come quella in gara-1 di cui - senza rincorse ad attribuirsi la paternità nell'avergli sempre confermato fiducia - la cosa più onesta da fare è togliersi il cappello di fronte a una prestazione del genere. Una prestazione che non dice che Parente sarà così da qui fino alla fine. Si sapeva che i suoi margini di miglioramento erano il turbo di cui la Mens Sana poteva avere bisogno nelle eventuali giornate storte in questo momento della stagione in cui non si può più sbagliare. Il discorso resta valido.

Se la Mens Sana ha rotto l'equilibrio per scappare a +15 all'intervallo dopo un secondo quarto da 9 punti subiti è anche perché è stata capace di tenere per cinque minuti Piombino inchiodata a quota 21: gli ospiti hanno chiuso la partita col 36% al tiro. Sul piano tecnico-tattico tutti gli indicatori dicono che la partita l'ha fatta la Mens Sana, nettamente. Accanto allo scintillio di Parente ha avuto la concretezza di Ranuzzi come punte dell'iceberg di una qualità di squadra spalmata (vedi Panzini, e il contributo di Sergio in una giornata normale di Pignatti) su una rotazione a nove giocatori che ha fatto la differenza in quel secondo quarto e sulla distanza, scappando fino a +23 e ancora a +20 a 7' dalla fine.

Si era detto che questa con Piombino sarebbe stata una serie senza riferimenti in cui ogni partita potenzialmente potrebbe essere molto diversa dall'altra, con temi anche molto distanti, per cui non è retorica dire che giovedì (gara-2) è un altro giorno. I ritmi dei playoff, giocando ogni tre giorni, aiutano a circoscrivere la soddisfazione per questa gara-1 nell'alveo della legittima fiducia in tutto il ben di dio che si ha in casa.

Nota a margine: mi hanno girato, e condivido volentieri vista anche l'attinenza col nome di questo blog, un "successe oggi" degno assolutamente di segnalazione. Eccolo qui

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