venerdì 26 febbraio 2016

Soci

Per un'intera giornata il nome di Anna Durio, la nuova proprietaria della Robur, ha riempito la bocca di chi cerca di capire che futuro abbia la Mens Sana, e forse sarà così anche nei prossimi giorni. Tutto nasce da alcuni avvistamenti, su tutti quello della referente senese di Anna Durio, l'avvocato Alessandra Amato, direttore generale del Siena, insieme all'assessore allo sport del comune di Siena, Leonardo Tafani, al palasport, nel giorno in cui tutti gli occhi erano sulla Mens Sana, giovedì, per l'incontro tra "Associazione sportiva" e Giunta della Polisportiva. Le trattative riservate, per capirsi, in genere si fanno diversamente...

Mettere insieme alle reazioni dell'Associazione, al varo del suo conto corrente e al nuovo incontro convocato. Mettere insieme agli unici numeri alle cui condizioni potrebbe essere possibile alla Polisportiva e all'Associazione lavorare insieme al salvataggio della Mens Sana. Mettere insieme il pagamento degli stipendi ai tesserati della Mens Sana. Lampeggiano anche voci di notizie di carattere giudiziario, anche se non è dato sapere di che tipo e di che tinta, che però per ora alla fine della giornata restano solo voci, sarà per un altro giorno. Mescolare bene, ed ecco un'altra giornata di fibrillazioni ingestibili. Se tutte le giornate devono essere così, non ci si può fare.

Nelle chiacchiere da bar, le indiscrezioni su Anna Durio paiono offrire la risposta a tante domande. Ecco chi è il socio al cui ingresso sta lavorando la Polisportiva (se ne parlò qui). Ecco la mossa di Leonardo Tafani per rilanciare dopo la ritirata strategica seguita alla nota intervista sul downgrade e alle reazioni che ha suscitato. Ecco spiegato l'ingresso sullo sfondo delle ultime ore, per battere un colpo, di Stefano Scaramelli (e di un livello politico diverso rispetto a quello a cui si ragionava finora). Occasione ghiotta per mettere insieme tutto, comprese le voci del grande ritorno di un progetto di polisportiva (per ora con la "p" minuscola, finché non prenderà il posto di quella con la "P" maiuscola) che metta insieme calcio e basket come ai bei tempi, e anche pallavolo. E comprese le voci di un rilancio dell'idea di una Cittadella dello sport. C'è tutto.

Poi un più approfondito livello di verifica impone di farla un po' meno semplice. Anna Durio, imprenditrice di successo nel settore dei cantieri navali (sfugge il legame con Siena, se non per motivi familiari), era a Siena per un incontro con Ponte e Tafani a tema Robur. Una prima alternativa è che possa avvicinarsi alla Mens Sana non da sola ma come componente, magari di spicco (capofila),  di una cordata disposta a investire nella Mens Sana. Poi, secondo quanto riferito dal suo entourage, si risponde che non possono esistere collegamenti tra Robur e basket; che un possibile intervento nella Mens Sana può anche essere oggetto di studio, ma da qui a qualche settimana (che non pare conciliabile con la scadenza dell'assemblea dell'8 marzo entro cui andranno ridate le carte, delle quote).

Infine, da fonte Polisportiva, risulta che se ne sta parlando, che c'è un ragionamento complessivo in atto sullo sport senese, ma che questo tipo di mossa non risponderebbe a esigenze urgenti: essendosi già assunta un forte rischio di impresa col calcio, non è al momento una opzione quella di entrare come soci nel basket; ma per dare una mano, magari con un contributo alla Polisportiva, non ci sarebbe problema. Poi l'uomo della strada può obiettare che per chi investe due milioni nel calcio può non essere proibitivo mettere 300mila euro per salvare il basket, e anche questo è un buon argomento. Ma al momento, come detto, non trova riscontri nelle verifiche.

Il possibile passaggio dall'ambizione di prendere la maggioranza delle quote alla possibilità di ritrovarsi nonostante gli sforzi in minoranza per l'arrivo di soggetti con maggior potere ha spiazzato l'Associazione, che rivendica il ruolo di aver scatenato l'interesse attorno alla Mens Sana, chiedendo di essere considerata per fare parte della governance anche nel caso in cui arrivi un socio forte (arriva?). Fatto sta che per le 17.30 di questo sabato pomeriggio è in programma un nuovo incontro al Garden dell'Associazione. Inevitabile che si parli anche di questo, anche se l'idea dell'incontro è guardarsi in faccia, confermarsi con la presenza reciproca che è un'idea che sta coinvolgendo diverse persone, anche se prevedibilmente i presenti saranno meno rispetto al primo incontro. Par di capire che sarà l'occasione per scorgere, al Garden o alla partita di domenica con Agrigento, anche personalità cittadine che sostengono l'iniziativa, magari una risposta alla presenza sulla scena di altri politici: al di là di ogni altra valutazione, tutto contribuisce a svelare le carte, che è sempre positivo.

Sarà l'occasione per parlare anche del lancio del sito per aderire all'Associazione, molto ben fatto, che ha fatto discutere per la scelta un po' respingente di porre come quota minima per l'adesione i mille euro di sottoscrizione. Al Garden si parlerà di ridurre a 500, ma restano tanti: non sfugge che viene data la possibilità di associarsi in più persone per arrivare alla quota di 1000, ma si rischia ugualmente di perdere chi ha aderito alle tante sottoscrizioni dei tifosi che partivano da quote più ragionevoli di 100 o 300 euro. La motivazione di questa soglia è la distinzione tra associati con e senza diritto di voto nelle assemblee dell'Associazione, per ridurre la confusione. Se la logica è questa, avrà più senso integrare il sito con una scelta tra aderire all'associazione con due profili possibili: uno con diritto di voto da 1000 euro e uno senza diritto di voto da 100 (o quanto sarà stabilito), che secondo quanto si capisce è la quota associativa che sarà richiesta in futuro per confermare l'adesione all'associazione.

Di certo le prossime ore sono quelle per vedere se anche l'Associazione, più il Consorzio che sarà costituito martedì, ha dei santi in paradiso per affrontare gli scenari che si delineano. In questa situazione la Polisportiva ha più interesse a trovare soci per l'80% del capitale (o 70, o 60, comunque una quota elevata) piuttosto che per il 51%, perché questo secondo scenario presupporrebbe per la casa madre la perdita del controllo decisionale (che comunque pare non interessare più) di dover coprire comunque il 49% del fabbisogno in caso di ulteriori situazioni future di perdita. Meglio scendere anche di più. Il metodo attraverso cui avverrebbe per la Polisportiva sarebbe non la cessione delle quote prima dell'assemblea dei soci, ma arrivare all'assemblea dell'8 marzo, votare la ricapitalizzazione e rinunciare al diritto di opzione, lasciando che siano altri a sottoscriverlo. Naturalmente serve che nel frattempo si sia raggiunto un accordo con questi altri, altrimenti c'è la messa in liquidazione.

La scelta della Polisportiva è di cercare adesso la soluzione solo alla copertura dei 300mila euro di perdita della semestrale ma anche a coprire il resto della stagione sportiva per non trovarsi a giugno nella stessa situazione, essendosi già giocati carte importanti e avendole vanificate. Per questo la cifra emersa nell'incontro di giovedì sulle risorse da trovare si attesta attorno ai 600mila euro. Per chiarezza: si parla del denaro mancante per garantire la copertura all'intera stagione. Resta da vedere in che misura la cifra sarà confermata dalla due diligence dell'Associazione, ma è difficile ipotizzare che si vada molto lontani o che si torni ai 400mila abbondanti di cui si parlava dall'inizio della vicenda.

La bussola della Polisportiva è non mettere a rischio i propri conti in questo momento in equilibrio. E così forse si spiega che durante l'incontro sia emerso che la casa madre non può impiegare risorse proprie per il salvataggio del basket. Ma incrociando le fonti emerge che la Polisportiva, al di là della rinuncia a crediti verso la partecipata (i famosi 57mila euro), avrebbe comunque messo in conto interventi di una certa entità. Tra questi interventi, c'è molta più cautela nel considerare anche quello concordato con Emma Villas, perché a fronte dell'apprezzata disponibilità ad anticipare canoni d'affitto da 100-120mila euro per i prossimi due anni, la Giunta in scadenza si fa oggi lo scrupolo di non lasciare in eredità alla successiva un mancato introito di questa portata per il prossimo biennio, a fronte di utenze attestate in circa 250mila euro all'anno di gas e 70mila di luce (per tutte le attività della Polisportiva, certo, non solo volley, o basket o altro: tutto). Chiaro che se diventasse la misura mancante per chiudere il cerchio, sarebbe delittuoso rinunciare.

Quindi attraverso misure varie di cui non è nota la natura ma che non mettono in crisi i conti della casa madre (come detto forse non Emma Villas, ma misure analoghe allo studio: c'entra qualcosa l'incontro con la Durio?), la Polisportiva secondo indiscrezioni pare poter arrivare a coprire - se altrove si troverà il resto - circa un quarto o un terzo di quei 600mila euro, sommando interventi con effetti sul bilancio ad altri di liquidità vera e propria. L'altra faccia della medaglia di questo intervento che a un certo punto pareva non esserci (e che comunque non risulta ancora comunicato tra le parti, né nell'incontro di giovedì né in altri momenti) è che il resto del fabbisogno devono coprirlo altri soci, ovvero in questo momento l'Associazione insieme al Consorzio e alle misure che riuscirà a mettere in campo. L'Associazione non pare spaventata da una cifra che, a spanne e in attesa della due diligence, è quindi al momento quantificabile in 400-450mila euro. Saranno le prossime ore a dire se è per incoscienza, leggerezza, sicurezza di sé o ottimismo per i risultati raccolti in una settimana di lavoro.

Martedì o mercoledì Associazione e Giunta si rivedranno dopo l'analisi dei conti da parte dei soci interessati a entrare. Ovvero dopo la chiusura del mercato. Certo, resta teoricamente ed effettivamente aperto il mercato verso l'estero e verso la Serie A, ma la strada della riduzione dei costi paventata doveva essere diversa. La conferma che i giocatori sono stati bloccati è piuttosto un'altra. Ovvero il pagamento della mensilità mancante: adesso i tesserati sono in pari, perfino meglio di altre società. Il pagamento era in partenza nelle scorse ore e in arrivo prevedibilmente nei prossimi giorni, non in tempo per la partita di domenica con Agrigento, ma magari aiuterà - pur non essendo la panacea di tutti i mali - a recuperare almeno in palestra e in campo un po' di quella tranquillità (serenità è eccessivo) che chi sta lavorando alla Mens Sana merita.

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