giovedì 25 febbraio 2016

Annusarsi

Resta ancora molto di non detto. Forse quasi tutto. L'incontro che i rappresentanti del trust/consorzio hanno richiesto alla Giunta della Polisportiva è stato diverso da come forse ci si aspettava all'esterno. Il trust/consorzio aveva chiesto alcuni documenti contabili, li ha ricevuti dalla Giunta, e si è riservato qualche giorno per vederli e poi riaggiornarsi con una proposta vera. La Polisportiva ha fatto una dichiarazione di intenti a cui ha dedicato anche un comunicato stampa. Uno a uno. Non passerà alla storia come il giorno che ha salvato la Mens Sana, né come quello che l'ha condannata. Ma offre degli spunti.

I fatti innanzi tutto. Era presente all'incontro la Giunta della Polisportiva. Per il trust/consorzio erano presenti il presidente Alfredo Barlucchi e Giangastone Brogi, l'avvocato La Spisa e il commercialista Mastrandrea. Era presente Lorenzo Marruganti. L'incontro è durato un paio d'ore, quindi o si è parlato un po' a vanvera o ci si è detti più di quello che è emerso (o forse entrambe). Il trust/consorzio aveva chiesto alla Giunta alcuni documenti (se n'era parlato qui). La Giunta glieli ha portati. Bene, è stato bello, ci si: il trust/consorzio si è preso due-tre giorni per fare la due diligence con le proprie verifiche, poi ci si riaggiorna (lunedì?) con una proposta sulla base di quanto emerge dall'analisi dei conti ma anche evidentemente di come andrà nel frattempo la conta dei soldi raccolti.

La Polisportiva ha dichiarato "la propria disponibilità alla cessione della partecipazione in suo possesso", con riferimento anche alla "nomina della nuova governance", anche se la formula usata è un po' ermetica. Nella riunione sarebbe andata oltre dicendosi disposta a scendere anche in minoranza, in teoria fino allo zero per cento, anche se - come detto nei giorni scorsi - c'è una delibera di Giunta che stabilisce nell'80% le quote che la Polisportiva ha disposto di mettere sul mercato (anche perché detiene il marchio e le strutture del club, quindi difficilmente potrebbe uscire del tutto).

Non è per fare per forza delle dietrologie, ma la disponibilità a cedere quote non è una notizia: non è altro che una ripetizione di quella delibera di Giunta, quindi niente di nuovo, la questione è a quali condizioni. Ovvero quanto sarà valutato in termini di quote quello (ancora non si sa quanto) che il trust/consorzio metterà sul piatto: 100mila euro valgono il 51% delle quote? il 100%? il 10%? Il trust/consorzio nell'incontro si è dichiarato disposto a recepire le quote a copertura di tutto il debito o parzialmente. "Tutto" pare complesso, se sarà "parzialmente" che strategia c'è per l'altra parte? Ancora non se n'è parlato. Ma è filtrato, anche se è materia di doveroso approfondimento per le prossime ore, che dalla Polisportiva sarebbe trapelata l'indisponibilità/impossibilità a mettere soldi sul tavolo della salvezza, e pur di non farlo sarebbe disposta a cedere tutte le quote.

Ora, che la Polisportiva possa essere nell'impossibilità di risanare i conti del basket con risorse proprie non sarebbe niente di nuovo. Ma è evidente che ci sono altri modi per partecipare alla salvezza del basket. Dal lasciare lì sul tavolo i 57mila euro versati dall'azionista di maggioranza in conto finanziamento soci, o la parte restante della convenzione annuale per l'affitto del palasport, per non parlare del famoso accordo con Emma Villas, che ha come tramite necessario la Polisportiva (che, non avendo risorse straordinarie, potrebbe trovarne ad esempio da operazioni di anticipo di cassa come quella concordata grazie alla disponibilità di Bisogno). Chiediamo venia se mettiamo insieme le pere con le mele, la moneta sonante e le voci utili "solo" contabilmente, ma sono esattamente i due fronti che sono da affrontare: la copertura della perdita dei 300mila euro della semestrale sul piano contabile e la necessità di liquidità per affrontare il resto della stagione.

Ma non risulta che si siano condivise o anche solo accennate strategie, forse non era il giorno per farle emergere, e ognuno le ha tenute per sé. Così quelle della Polisportiva restano coperte: se non ci fosse stato il trust/consorzio, quale sarebbe stata la strategia? Una parte sarebbe stata sicuramente il contenimento dei costi da qui a giugno, anche attraverso la cessione dei giocatori, su cui invece il trust/consorzio sembra non transigere in senso opposto: poteva essere un terreno di scontro, o anche di confronto, o anche di compromesso, parlandone. Aggiornarsi alla settimana prossima, a mercato praticamente chiuso, sembra il sinonimo che è una strada che non verrà percorsa. E ancora a proposito di strategia della Polisportiva: Esiste, e chi è, il possibile nuovo socio a cui ha lavorato? Quanto è forte? Con quale quota entrerebbe? Con quali velleità/possibilità? C'è? C'entra qualcosa, e nel caso cosa c'entra, l'ingresso sulla scena di Scaramelli, con un intervento di sostegno alle iniziative di "azionariato popolare" sul Corriere di Siena? Fine a sé stesso o sinonimo di altro?

Il ragionamento approda a un altro dato di fatto: che non c'è più tempo, da una parte e dall'altra, per tenere in tasca la soluzione. L'assemblea dei soci è stata fissata per l'8 marzo prossimo, un martedì. La stessa assemblea che se si fosse svolta nella data originale, il 18 febbraio, poi rinviata perché andata deserta, avrebbe portato alla messa in liquidazione della Mens Sana. Il conto alla rovescia è ripartito. O forse non si è mai fermato. Mancano dieci (undici) giorni, che con in mezzo due weekend fanno sette giorni lavorativi. E' il tempo che manca per trovare LA soluzione, nei fatti oltre che nei propositi. Altrimenti i libri saranno portati in tribunale. La settimana prossima è decisiva. Rispetto al 18 febbraio c'è molto più movimento, serve adesso che diventi concreto.

Diventerà concreto in queste ore il sito www.iotifomenssana.org aperto dal trust ("associazione sportiva") per trasformare le sottoscrizioni, le promesse di impegno, in moneta sonante. Con un iban, un bonifico, i soldi restituiti in automatico qualora malauguratamente questo tentativo di salvataggio andasse a vuoto, previa adesione allo statuto dell'associazione. Da un paio di giorni tutte le iniziative di raccolta fondi, dopo qualche mancanza di coordinamento iniziale, sono sotto lo stesso cappello, a quell'indirizzo internet. Bonificare prima possibile avrà anche l'utilità di dare quanto prima una misura del denaro vero già in cassa, e non solo su carta. Martedì poi si costituisce il consorzio, la cui attività di raccolta con le aziende si pensava potesse essere utile per l'anno prossimo, e invece nelle ultime ore viene indicato come fondamentale già per il salvataggio di quest'anno, di supporto alla raccolta tra privati del trust. Meno dieci all'alba.

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