martedì 5 maggio 2015

La Mens Sana Basket e i rapporti con la banca dal 1998 al 2014

Tempo fa i tifosi chiesero che non calasse il silenzio sull'inchiesta Time Out. Silenzio mediatico, forse, prima che investigativo, dal momento che le indagini hanno le loro modalità raramente pubbliche. Le notizie di movimenti in tribunale probabilmente soddisfano in parte il bisogno di sapere che c'è attività, anche se l'attività c'è sempre stata, e anche se la soddisfazione effettiva arriverà al momento dell'accertamento delle responsabilità. Dei movimenti di oggi ne ha dato notizia l'Ansa con un lancio in serata, che incollo:

L'ad di Mps Fabrizio Viola è stato ascoltato come persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento per bancarotta fraudolenta della Mens Sana Basket. Viola è stato ascoltato per circa tre ore dal pm Antonino Nastasi e si sarebbe trattata di «normale attività istruttoria», secondo quanto riferisce una fonte.
Al centro dell'inchiesta denominata `Time Out´ e dal 2012 condotta dalla Gdf di Siena, ci sarebbero anche le sponsorizzazioni dal 2004 al 2014 da parte di Mps alla plurititolata squadra di basket. Gli uomini delle fiamme gialle entrarono l'ultima volta a Rocca Salimbeni nel luglio scorso per acquisire documenti e contratti di sponsorizzazione. 
Attualmente sarebbero oltre 30 le persone iscritte a vario titolo nel registro degli indagati ma il numero, secondo quanto si apprende, potrebbe essere destinato a crescere.Sentito questo pomeriggio, sempre come persona informata sui fatti, anche Pier Luigi Fabrizi, presidente di banca Mps dal 1998 al 2006. 

Viste le tempistiche ipotizzate a suo tempo, forse è finito o in dirittura di arrivo un certo tipo di lavoro (le consulenze sui conti) e si stanno tirando le fila. E' un'ipotesi. Non avendo di recente lavorato direttamente sugli sviluppi dell'inchiesta, non ho particolari da aggiungere rispetto al lavoro del collega dell'Ansa. Le cui informazioni però qualche altro spunto lo forniscono.

Innanzi tutto, perché Fabrizio Viola? Perché era alla guida della banca (prima come direttore generale dal gennaio 2012, poi come amministratore delegato dal maggio 2012) al momento dell'interruzione del rapporto con la Mens Sana Basket, al momento dell'inizio e poi della notorietà dell'inchiesta Time Out e, aggiungo, al momento dell'operazione di cessione del marchio. Con quale ruolo in questi passaggi, e facendo quali considerazioni, è probabilmente al vaglio del magistrato, al di là delle idee che si sarà comunque fatto. E perché Pier Luigi Fabrizi? Perché è con lui alla presidenza che la banca avviò la propria sponsorizzazione della Mens Sana Basket.

Generalmente si tende a identificare i rapporti tra club e istituto bancario con quelli tra Ferdinando Minucci e Giuseppe Mussari. Un ragionamento sui rapporti tra Mens Sana e Monte dei Paschi a più ampio raggio - sia quando c'era Viola e Mussari era già in annunciata uscita, sia quando Mussari ancora non c'era (per quanto in una posizione di grande influenza a capo della Fondazione) e il presidente era Fabrizi - aiuta a farsi un'idea meno superficiale e stereotipata non delle ipotizzate fattispecie di reato ma di certi passaggi e certe decisioni, oltre al mondo che c'era dietro. Nè più colpevolista né più innocentista, almeno a priori, anche se potrebbe rivelarsi sia l'una che l'altra. Solo più ampia.

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