sabato 23 maggio 2015

Come è cambiata Cecina ai playoff

Antonio Gambolati e Massimiliano Sanna erano già i giocatori più importanti di Cecina e sono cresciuti ulteriormente quando il gioco si è fatto duro (ma non durissimo, visto il cappotto sia nei quarti che in semifinale). Accanto a loro è cresciuto Giovanni Bruno. Guarda un po', i tre giocatori più esperti, sicuramente i meno giovani (due di quasi 34 anni e uno di 27), dell'organico di Federico Campanella.

I numeri non sono tutto, soprattutto in una squadra che gioca di sistema e non come somma delle individualità, e in cui oltre alle cifre pesa l'impatto fisico e gli accoppiamenti, come per la prossima avversaria della Mens Sana in finale playoff. Ma qualcosa si può provare ad azzardare anche solo su questa base.

I playoff vissuti col vento in poppa da Cecina, che sia per il suo momento di forma o per lo scarso livello di chi c'era di fronte (Bottegone e Varese), sono già nell'incremendo di alcune cifre di squadra: da 75.2 a 77.6 punti segnati di media, dal 34 al notevole 37% da tre, da 15.8 a sole 13.4 perse di media. Il crollo dei falli (da 23.4 a 20.8 i commessi, da 23.6 a 21.2 i subiti) e annessi (da 23.8 a 21 liberi tirati) non testimoniano in realtà a favore della competitività delle partite giocate.

Tornando alle individualità: Sanna era la prima bocca da fuoco a 13.6 punti di media, e si è confermato nelle cinque partite di playoff a 16.4, passando da 26' a 30', da 9.2 a 13.4 tiri totali, dal 47% al 57% da due, e non guasta anche da 5.5 a 6.6 rimbalzi. Gambolati era il secondo realizzatore a 12.4 di media ed è salito a 13.8 perché è salito dal 37 al 75% da tre (e parliamo del centro), e tira meno da due (da 7.3 a 5.8) solo perché subisce più falli (da 2.8 a 4). Le gerarchie che già c'erano si sono rinforzate, con Fratto leggermente sceso di colpi (da 10.1 a 8.4 punti, tirando un paio di volte in meno a partita), e c'entreranno anche le avversarie.

Laddove  sono un po' cambiate le gerarchie è sul perimetro: Rossato dalla panchina ha perso minuti (da 23'30" a 20') e produzione (da 9 a 7 punti), ma soprattutto è Caroti a essere sceso da 10.6 a 6.2 punti e da 30' a 25', crollando dal 44% al 18% da due. Sull'altro piatto della bilancia però - come detto - sale Bruni: da 9 a 11.6 punti di media pur giocando meno (17'40" invece di 21') ma di fatto principalmente grazie all'ascesa dal 31% al 43% da tre.

Cosa vuol dire tutto questo? Sono cambiati i protagonisti? O c'è invece da aspettarsi che Fratto e Caroti, che con la Mens Sana hanno fatto abbastanza bene, tornino ai loro livelli portando una marcia in più? Questi sono gli stati di forma al momento, e la lunga sosta fa già abbastanza per annacquarli, poi - banalità, pardon - bisogna vedere cosa ne resterà a contatto col ritorno in campo e con le scelte tattiche di entrambe le squadre. Ma intanto è un punto di partenza.

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