martedì 24 febbraio 2015

Riforma dei campionati: è finita così

Sabato scorso si è tenuto il Consiglio Federale chiamato a esprimersi sulla riforma dei campionati in vigore dalla prossima stagione. Ci si arrivava sull'onda di una serie di pressioni volta a modificare (qui il post dedicato) l'idea iniziale di una Serie A2 a campionato unico, provando piuttosto a mantenere l'attuale distinzione in Gold e Silver alla luce dei problemi di alcune società a soddisfare i requisiti per gli impianti. La questione naturalmente interessa anche chi sarà promosso dall'attuale Serie B, che è l'obiettivo (per dire) della Mens Sana. Una nota della Lega Pallacanestro ha fatto chiarezza definitiva sulla formula che sarà adottata.

Niente ripensamenti dell'ultima ora, o degli ultimi giorni: la prossima Serie A2 sarà come era stata pensata tre anni fa, al momento in cui era stato ipotizzato un percorso per gradi che passava da una transizione con Gold e Silver. Il punto d'approdo era quello di una Serie A2 unica con 32 squadre. Ed è quello a cui si arriverà la prossima stagione.

Due gironi da 16 squadre, ma non una divisione gerarchica, con un girone più forte e uno più debole (l'attuale Gold e Silver), bensì due gruppi paritari (i criteri di divisione ancora non si conoscono: possono essere geografici, o arbitrari di altro tipo): entrambi manderanno ai playoff 8 squadre (quindi 16 in tutto), entrambi manderanno ai playout 3 squadre (quindi 6 in tutto). Questo è quello che prevedeva una delibera del Consiglio Federale dell'aprile 2012, che la Lega Pallacanestro ha chiesto ora di applicare, e il Consiglio Federale alla presenza del presidente di Lnp Basciano ha approvato questa richiesta.

Il problema degli impianti è stato "risolto" rimandando l'applicazione del requisito minimo dei 2000 posti alla stagione 2016/17, e nel frattempo una commissione sarà al lavoro per allargare la valutazione a criteri strutturali più ampi. Ma certo, non per fare gli snob elitari, un secondo campionato nazionale (questa è la A2) in cui sia permesso di giocare in palasport al di sotto i 2000 posti sarebbe ben singolare...

Tra l'altro il fatto che si parli di due gironi da 16, quindi 32 squadre, pare cancellare l'ipotesi iniziale di un blocco dei ripescaggi. Bloccarli era funzionale ad arrivare nel minor tempo possibile e senza aumentare le retrocessioni all'obiettivo di lungo termine di una A2 più snella, magari a 24 squadre (o meno) piuttosto che 32, facendo selezione non sul piano solo tecnico ma semplicemente sulle società che saltano ogni anno.

Il mancato blocco dei ripescaggi interessa come paracadute per la Mens Sana, nel senso che garantirebbe opportunità aggiuntive per il salto di categoria nella malaugurata ipotesi (bisogna tener conto di tutto, anche per il rispetto che meritano gli avversari) che non si raggiungesse la promozione. Ma non sono le tavole della legge: alla luce della situazione di abbandoni, rinunce e quant'altro il numero di 32 squadre in A2 potrebbe essere rivisto. Non sarebbe la prima volta, a qualche livello succede tutte le estati nella compilazione dei campioanti.

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