mercoledì 18 febbraio 2015

L'interventismo Fortitudo

Questo è un blog sulla Mens Sana. Ma parlare di Fortitudo significa anche parlare un po' di Mens Sana, cercando di capire cosa sta succedendo a una società che - pur con molti distinguo - è già passata per quello che sta succedendo a Siena. E sta continuando  a passarci dopo anni, motivo che la rende forse una realtà da osservare con ancora più attenzione. Vedere, capire, imparare, anche per differenza. La novità, in casa Fortitudo, è quella dell'allenatore.

La Fortitudo ha deciso di esonerare l'allenatore Claudio Vandoni. Parliamo di una squadra che è terza nel Girone più forte della Serie B, scivolata a -6 dalla capolista Cento, fresca reduce dalla sconfitta sul campo di Udine seconda, prima della quale però aveva vinto tre partite di fila tra cui una, di 21, contro la capolista Cento. Dal mercato era già arrivato Marco Carraretto (chi si rivede) che in quattro partite viaggia a 13.3 punti di media in circa 27' di impiego. Al posto di Vandoni è in arrivo Matteo Boniciolli. Un nome che con la Serie B non c'entra niente.

E' vero, negli ultimi anni si è "sporcato le mani" anche con le minors con un coinvolgimento a livello dirigenziale nella propria città, Trieste. Ma esistono delle specificità (saperlo significa riconoscere dignità a ogni categoria), e quelle di Boniciolli sono state sempre a un livello superiore, la sua carriera parla per lui: Serie A e basket internazionale. Già alla Fortitudo dal 2001 al 2003, poi anche alla Virtus di Sabatini, non lavora in Italia dal 2011 (Roma) e non allena un club dal dicembre 2013 quando ha lasciato Astana, dove si era conquistato anche un contratto biennale da c.t. del Kazakhistan. Possibile che il suo arrivo sia la panacea di tutti i mali (che durano da anni)?

Per quanto evidentemente coinvolto nelle vicende-Fortitudo, altrimenti non accetterebbe, più che una soluzione sembra un nome spot da dare in pasto a una piazza inquieta. Che dice il male che può fare l'atteggiamento non equilibrato di una piazza per le vicende sportive della società di riferimento. E che dice anche che si improvvisano scorciatoie e nomi spot - cioè non organici a un programma di crescita di cui fanno parte, ma messianici salvatori della patria - quando manca un progetto sportivo su cui costruire all'inizio, poi da difendere, in cui credere, a cui fare riferimento, sostenuto da figure dirigenziali a tutela.

Poi magari finisce che quella di Boniciolli sarà la mossa giusta per spezzare un tabù durato anni. Ma finora, a procedere così, alla Fortitudo così ne hanno azzeccate troppo poche.

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