giovedì 25 dicembre 2014

Trofei da riacquistare, spunti: la Mens Sana Basket dichiarata fallita, e il precedente Fortitudo

Trovo interessante, e giusto, che la gente di Mens Sana genericamente intesa, nel caso particolare attraverso il Comitato, abbia deciso di trovarsi per parlare di un tema come quello del riacquisto dei trofei (sì, no, chi, come, perché).


Velatamente l'avevo auspicato qui, non per togliere alla Polisportiva la sovranità sulle proprie scelte, che credo che in un mondo ideale dovrà essere sacra e svincolata dalla popolarità o meno delle decisioni, ma perché percorsi condivisi possono essere affrontati insieme: per esempio capire tutti perché non saranno riacquistati i trofei, o partecipare alle spese se invece si è d'accordo sul riacquisto. O altro ancora. Per non appesantire il post precedente, avevo tenuto fuori un paio di questioni.

1 - Mi sono tornati in mente al volo, facendo la contabilità dei soldi già spesi e quelli eventualmente da spendere (il totale fa circa 140mila euro), i 90mila euro di debiti federali col cui pagamento la Mens Sana Basket secondo il curatore fallimentare poteva essere affiliata per questa stagione (per partecipare a campionati a libera iscrizione, il livello più basso), affrontando nel frattempo i debiti con l’attività del curatore fallimentare, e magari ripagandosi l'esborso con i premi Nas.

Tenendola in vita, ci si sarebbe già trovato in pancia tutto quello che ora va ricomprato e per cui sono già stati spesi 80mila euro, e altri ne serviranno. Era una via? All’uomo della strada (io, per dire) pare comunque fantascienza che una società con quell’esposizione – soprattutto col fisco – potesse continuare a vivere. Resterà forse la leggenda di questa (fantomatica?) possibilità, e per quanto ne so continuo a considerarla come tale. Oltretutto anche perché la storia è andata altrove.

2 - Ho provato a documentarmi sulla realtà più simile che mi venga in mente, ma infinitamente complessa, la Fortitudo (qua un po' di storia). In quel caso il curatore fallimentare (qui il comunicato) mise all'asta l'avviamento, le attrezzature sportive e la bacheca (più povera di quella della Mens Sana) della vecchia Fortitudo Pallacanestro, già radiata e con codice di affiliazione 103 revocato, e con essi l'attività della società Eagles (che giocava in B1), ovvero tutto ciò che era in mano a Sacrati.

Tutto questo fu quantificato in una base d'asta di 200mila euro. Per la riunificazione con la sua Biancoblù Basket, Giulio Romagnoli (sua l'unica offerta pervenuta) decise di spenderli (qui la notizia). Giova ricordare che la Fortitudo è un mondo parallelo, nel bene e nel male, e per questo non necessariamente quanto successo lì fa testo altrove. Ho messo qualche link qua e là così che ognuno possa farsi un'idea di punti di contatto e di differenza.

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