lunedì 22 dicembre 2014

La questione dei trofei da ricomprare

Marco Decandia ha il merito di aver reso di dominio pubblico sul Corriere di Siena di qualche giorno fa un argomento che circolava strisciante nell’ambiente: gli scenari del riacquisto dei trofei della Mens Sana Basket dichiarata fallita. Ovvero, che andranno all’asta, stante la decisione della Polisportiva di non riacquistarle a un prezzo ritenuto non congruo, per tornare in possesso poi a una quotazione più ragionevole. Di seguito le virgolette del presidente della Mens Sana Piero Ricci uscite sul giornale, poi alcune considerazioni.

“Con il curatore fallimentare c’è stata una battaglia epocale per raggiungere un accordo ed evitare l’asta. Siamo tornati in possesso di tutto ciò che apparteneva alla Mens Sana Basket, fatta eccezione per una stanza, e rimane fuori il tema dei trofei. Sono fuori mercato, perché la stima è stata fatta da una persona di Firenze che si è basata sui valori raggiunti nel caso della Fiorentina. Ci sono tre lotti: uno che comprende le coppe nazionali, uno con i riconoscimenti europei e uno con tutto ciò che è stato vinto a livello giovanile o nei vari tornei estivi. Complessivamente, si parla di una richiesta che sfiora i 60mila euro, soldi che onestamente preferisco investire nella crescita della Polisportiva sotto tutti i punti di vista. La speranza è che l’asta vada deserta per una o due volte, a quel punto proveremo a intavolare una trattativa privata”.

Lo spauracchio (vero? farlocco?) naturalmente è che l’asta NON vada deserta e ci sia qualcun altro a coprire la richiesta (a che scopo?). Due chiacchiere sulle cifre. A me risultano due lotti da 18mila euro e uno da 15: più o meno la cifra che fa Piero Ricci. Un’altra cifra: i quasi 80mila euro già spesi dalla Polisportiva per riacquistare materiale vario (tecnico, arredamento, quello che era negli uffici), il “tutto ciò che apparteneva alla Mens Sana Basket” che dice Piero Ricci. 

(Aperta parentesi, risulta che non si siano presentati migliaia di creditori, ma quanto raccolto dal curatore fallimentare sia talmente poco da valutare ora se rivalersi su qualcuno. Altra parentesi: occhio quando si parla di “investire nella crescita della Polisportiva sotto tutti i punti di vista”. Novità a breve?)

Tornando alle coppe, un po’ di domande. Quindi se armadi e scrivanie valgono 80mila euro, il valore simbolico dei trofei non ne merita 53mila? (che poi essendo tre lotti non c’è bisogno di riprenderli tutti) Oppure fa fede il valore materiale di quelle coppe, sicuramente molto più basso? Oppure ancora, quelle vittorie conta averle conquistate in campo e non le toglie nessuno, chi se ne frega di avere le coppe in bacheca? Ancora: se la Polisportiva ha fatto questa valutazione, ha senso (oppure no) che siano i tifosi a mettere i soldi per ricomprare quei trofei? Non c’è UNA risposta, sono valutazioni da fare, in maniera condivisa e partecipata. “La tifoseria è al corrente della situazione”, ha detto Piero Ricci al Corriere.

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