sabato 23 maggio 2026

Semifinali promozione: Mens Sana con l'underdog Empoli, attenzione a trappole e tabù. L'analisi

Archiviate le emozioni (e le paure) della serie con Borgomanero, la Mens Sana si approccia alle semifinali playoff con rinnovato entusiasmo, ma anche con la consapevolezza che la strada verso la finale nasconde una trappola decisamente insidiosa. Empoli è un’autentica mina vagante del tabellone ed ha già dimostrato di saper ribaltare ogni pronostico. Contro la fisicità e le trappole tattiche empolesi servirà la versione migliore di una Mens Sana profonda, intensa e pronta a far valere il fattore campo.

 


Underdog è un termine inglese che indica lo “sfavorito”: descrive chi parte da una posizione di svantaggio ma riesce a sovvertire pronostici e aspettative. Un termine che descrive a pieno ciò che Empoli è riuscita a fare nei playoff. Ai quarti ha eliminato la testa di serie numero 1 proveniente dal girone D, Porto Recanati, battuta di misura (81-80) nelle Marche e poi annientata in casa con perentorio +25 (90-65).

Incredibile poi la serie con Cecina, risolta nell’ultimo quarto di gara-3, in trasferta, con un carattere e una tempra granitica per la squadra di coach Valentino. Ok, Cecina era senza Saccaggi (espulso in gara-2 e poi squalificato) e, quando è uscito Bruni, la luce si è definitamente spenta per i padroni di casa. Ma Empoli non ha sbagliato niente: Rosselli (molto simile a Benzoni di Borgomanero per anagrafe e ruolo nelle dinamiche di spogliatoio) è stato un totem, Cipriani e Sakellaroiu sono stati gli altri riferimenti ma – soprattutto - sono esplose le stelle di due giovani, Soviero e Tosti. Due nomi che la Mens Sana farà bene a segnarsi molto bene sul taccuino: due giocatori di 25 e 21 anni che stanno giocando con la vivacità della loro età ma anche con confidenza dei veterani e che, anche a livello realizzativo, stanno viaggiando a ritmi esaltanti nei playoff. La vittoria alla bella a Cecina porta a loro firma, oltre che quella di un grande lavoro in fase difensiva che è uno dei marchi di fabbrica dei biancorossi empolesi.

Poi c’è il fattore palestra Lazzeri, parquet di casa empolese e fortino da 300 presenze totali a cui potranno accedere solo una trentina di tifosi mensanini in gara-2. È un campo storicamente storico per chiunque. In particolare per la Mens Sana, anche a livello storico: in molti si ricordano ancora la serataccia lì vissuta della Mens Sana allenata da Mecacci (annata 2014/’15) e quella squadra costruita per dominare il campionato.

Anche quest’anno la Mens Sana è caduta rovinosamente ad Empoli: 81-57 il punteggio del ko più pesante della stagione. Da dire che quella era una fase di assoluta emergenza e che in quel match mancavano Perin, Pannini, Nepi, Cerchiaro e Prosek. Gente che Vecchi potrebbe tranquillamente schierare contemporaneamente in quintetto.

Tutto questo preambolo è sufficiente per descrivere le difficoltà che la Mens Sana si troverà di fronte nelle semifinali. Perché al di là dell’ottavo posto in stagione regolare, Empoli è squadra che ha esperienza e fisicità e che cercherà di far giocare male la Mens Sana, soprattutto cercando di spezzarle il ritmo con zone e altre difese tattiche che cercheranno di intasare il pitturato.

La Mens Sana dovrà far valere la profondità del proprio roster: adesso che le rotazioni sono praticamente al completo, occorrerà spingere sempre al massimo e cercare di non farsi mai imbavagliare dalle difese empolesi.

Poi c’è da far valere il fattore campo, anche per smorzare gli entusiasmi di Empoli che, da quando è allenata da Valentino, mai era arrivata così in avanti nei playoff. Anche perché - di nuovo! - la Mens Sana si troverà di fronte una squadra che non ha nulla da perdere. Specie dopo l’esaltazione di aver passato i primi due turni di playoff da sfavorita. Servirà tutta l’energia che il PalaSclavo può dare, sin da gara-1. Elemento, questo, ormai imprescindibile come benzina nel motore della squadra allenata da coach Federico Vecchi.

 

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LE CHIAVI – Empoli rallenterà i ritmi, ricorrerà spesso alla zona, per cercare di spezzare la fluidità e l’intensità mensanina, sfidando al tempo stesso i biancoverdi a usare/abusare dei tiri dall’arco. Questa è stata una delle mosse vincenti con Cecina, vedremo se Valentino replicherà la stessa arma tattica contro la Mens Sana che, dal canto suo, dovrà muovere velocemente le gambe, ancor più la palla. Sia in transizione, sia contro la difesa schierato cercando di ribaltare il proprio fronte offensivo e cercare angoli di penetrazioni o di tiro scoperti per far male ad Empoli. Al tempo stesso, decisivi saranno i rimbalzi: sia in attacco che in difesa, chi vincerà catturerà il maggior numero di palle vaganti, si potrà garantire un vantaggio importante da trasformare in termini di controllo del ritmo.

 

I DUELLI – Spesso nei playoff, le partite si vincono con la grinta e non solo con la tecnica. All’esplosione di Soviero, la Mens Sana contrapporrà tutto il cuore di capitan Pannini. Anche lui giocatore cresciuto esponenzialmente dal punto di vista della leadership e uomo ormai maturo dentro e fuori dal campo. Il vero play di Empoli è pero Rosselli, lungo atipico e dal grandisismo vissuto, in grado di aprire il campo spaziandosi dall’arco e generando spazi per tiri o assist per i compagni. Una sfida bi-dimensionale che attende Prosek: anche se rientrato da poco dall’infortunio questo, per lui, è il duello per antonomasia. Sia in attacco che in difesa. Vietato poi dimenticarsi di quello che può accadere sugli esterni: Sakellariou e Cipriani sono comunque due elementi da tenere in assoluta considerazione. Così come Empoli dovrà temere gli esterni mensanini. È passato molto tempo, ma non sembra un caso che nel girone di andata, nella vittoria 93-72 su Empoli, Nepi ne mise a segno 20 e il grande ex Cerchiaro 14. E in quella partita alla Mens Sana mancava Belli.


Andrea Frullanti


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19 maggio 1973 

 

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