domenica 17 dicembre 2017

Non si è trovato il modo per evitarlo

Non è mai bello veder festeggiare (69-81) sul proprio campo per il secondo anno di fila una rivale storica, tanto più con corredo di diti medi che si commenta da solo. Ma è fumo, per quanto fastidioso. L'arrosto della seconda sconfitta nelle ultime tre partite casalinghe è che il campo ha confermato quello che la difficile settimana in infermeria pareva annunciare, ovvero l'occasione persa di rimettere a posto tante cose con un successo che sarebbe stato il terzo di fila, e dunque una bella benzina per il lavoro in palestra, e che avrebbe portato il bilancio tra vittorie e sconfitte in parità, come non succede da più di un mese (Biella). Non era l'obiettivo stagionale, ma intanto avrebbe aiutato.

Si poteva e doveva durare più di due quarti e mezzo, il successo con soli 70 punti subiti a Reggio Calabria era stato il preludio ideale ma è rimasto un episodio. Nel corso dell'anno ci sono stati e ci saranno tanti motivi di critica, ma conoscendo l'avvicinamento alla partita l'analisi non si può chiudere cercando qualcuno a cui rimproverare qualcosa: Ebanks è rimasto l'unico che non ce l'ha fatta degli infortunati di una settimana fa, tra gli altri Borsato ha giocato una partita come tante altre (...) e Saccaggi invece la peggiore in stagione (2 punti, 1/9), ma per come è andata la settimana si sarebbe firmato per averlo in campo 26'. Si aggiunga Simonovic che deve ancora giocare due partite buone di fila, Lestini che 19' non li giocava da due mesi, e Turner che è sempre nel mirino non solo della critica ma anche delle difese che in giornate del genere fanno il loro a triplicarlo. Una partita che si poteva perdere, più di tante altre. Ma perderla è pesante.


IL GIOCATORE

Daniele Sandri nelle ultime tre partite ha segnato 16.3 punti. Nelle precedenti 9 ne segnava 5.7. Segna il triplo non tanto perché è salito dal 50 al 60% da due o dall'1/15 da tre di inizio stagione (la percentuale? 6.7%...) al non stratosferico ma più centrato 36.4% delle ultime tre gare (4/11). Segna il triplo anche perché è salito da 2.1 a 3.3 falli subiti, e si prende il doppio dei tiri, da 5.9 a 12. Molto più aggressivo, a prescindere dal fatto che per metà di queste tre partite c'era da colmare il vuoto della mancanza di Ebanks.

Sette punti su nove per rimettersi in partita dopo il brutto inizio sono stati suoi. Gli si è visto fare penetra e scarica, sfondamenti subiti, palloni dietro la schiena in penetrazione... La partita di fatto è finita col suo quarto fallo. La Mens Sana ha perso di 12, ma il plus/minus dice che 9 di questi 12 punti di divario sono maturati quando lui era in panchina. I numeri realisticamente scenderanno, il suo contributo si misurerà diversamente. Ma un giocatore così serve alla Mens Sana, prima non serviva. Tra gli americani parliamone, ma sicuramente tra gli italiani tre partite buone di fila non le ha fatte nessuno.


IL MOMENTO DECISIVO

In tanti, come Mecacci in sala stampa, diranno che la partita è girata "filosoficamente" sul 10-0 ospite nei primi tre minuti con cui si è fatto prendere fiducia a Rieti. Il fossato si è allargato definitivamente oltre la doppia cifra, con solo un paio di fugaci apparizioni a -8/-9, con l'imbarcata presa nella seconda metà del terzo quarto. Più o meno in coincidenza con il quarto fallo al 25'49" di Sandri, costretto poi alla panchina fino alla fine del parziale. Con una tripla di Casella e sull'onda del tecnico alla panchina di Rieti, la Mens Sana al 25' era rientrata 46-47 (e poteva essere avanti senza i due errori ai liberi di Saccaggi, tanti quanti ne aveva sbagliati in tutto il resto del campionato). 

Nei successivi 4'30" la squadra si è sciolta sotto il 14-2 ospite, che significa in metà tempo aver trovato solo un canestro di Turner (quello che poi ha chiuso la carestia al 29'). Nel frangente la Mens Sana ha sbagliato cinque attacchi, di cui alcuni veramente truci: tre con tiri da fuori di Casella (due triple), una tripla sbagliata di Borsato e una persa di Turner. Ma l'altra metà dell'affondamento sono stati i tre rimbalzi d'attacco lasciati in quel frangente a Rieti, di cui due a Gigli, che nel parziale - aperto e chiuso da lui - ci ha messo sei punti, un assist, un fallo subito. Solo una volta in stagione Gigli aveva segnato più di questi 14 punti e mai aveva preso tutti questi rimbalzi, 13, così come sono massimo stagionale eguagliato anche i 13 punti di Hassan.
   

LA STATISTICA

Si confermano un paio di leggi. Quella per cui con Saccaggi sopra i 5 tiri si perde, forse perché costretto a un lavoro diverso dalla squadra che non gira (ma stavolta senza Ebanks era inevitabile che i carichi degli altri crescessero). E quella per cui sopra il 38% da tre la Mens Sana ha sempre vinto e al di sotto (più precisamente fino al 33%) ha sempre perso: stavolta ha chiuso a 6/28, o detta più chiaramente ne ha sbagliati 22 su 28. Tra l'altro con diversi tiri anche buoni, ma conta metterli. Il 21% non è neanche il peggior dato stagionale, ma i 22 errori sì. Basta dire che il migliore, Casella, ha chiuso col 28.6%: gli altri tutti peggio.

Ma poteva andare peggio. Ignorando i 79.7 punti segnati di media stagionale con cui si arrivava a questa partita, e dunque depurando i dati dalla povertà di quelli in trasferta, la Mens Sana in casa viaggiava a 89.8 punti di media (considerandone con Napoli solo 71, quelli nei tempi regolamentari). Dover fare a meno del migliore realizzatore, Ebanks, significava dunque non avere non i suoi 22.3 punti di media totale, ma i 28.8 di media casalinga. Farebbe una sessantina di punti. Sono stati quasi una decina in più, segno che in attacco qualcosa in più della somma delle parti si è trovata: pur mancando il realizzatore più importante, gli 0.873 punti per possesso con cui si è chiuso non sono stati il peggior dato stagionale, a Biella e a Scafati si era fatto peggio.

E' evidente che, con così tanti punti nelle mani in meno, era dall'altra parte del campo che serviva qualcosa in più. In stagione tutta la Mens Sana tolto Ebanks (il resto del mondo) segnava 54 punti di media: è capitato che tutti gli altri non andassero oltre i 42 punti complessivi (Cagliari) o 43 (Biella e Casale) o 44 (Scafati). Mai questo dato è andato oltre i 78 punti con Agrigento e i 74 con Latina, e ignoriamo per un attimo che siano arrivati anche grazie agli spazi aperti dalle attenzioni calamitate da Ebanks. Solo per dire che a meno di miracoli 81 punti subiti sarebbero stati troppi in ogni caso. Peccato che, a parte la citata Napoli (comunque il fanalino di coda), è il minimo stagionale nelle gare casalinghe. Semplicemente questa squadra è così, tristemente.


LA CHIAVE

Una partita diversa in difesa non era impossibile. Rieti non era una macchina da canestri: segnava 75.1 punti di media, è venuta a farne di più, invece che di meno. Con 0.901 punti segnati per ogni possesso giocato, solo Napoli aveva un attacco meno produttivo. Tenendola a questa quota (la sua media stagionale, nessuna invenzione) avrebbe segnato a Siena 70 punti. E' solo teoria, ma sarebbe stata una partita punto a punto, almeno giocandosela. Rieti invece ha chiuso a 1.038 punti per possesso, per la Mens Sana terza peggior giornata difensiva dell'anno (dopo Trapani ed Eurobasket), nel giorno in cui serviva tuttaltro. Olasewere e Hearst segnavano 37.2 punti di media, ne hanno fatti 38: bravi a non farli esplodere. O forse in una giornata del genere serviva tenerli sotto media? Nelle precedenti undici partite, solo due volte Rieti aveva segnato di più che a Siena. Il 48% da tre è massimo stagionale di Rieti, il 57% da due quasi, di certo la giornata da 28/53 al tiro è la loro migliore dell'anno.

A metà partita Rieti era 9/12 da due e 5/11 da tre. Per dire che la partita la Mens Sana l'aveva approcciata male in difesa. Ma anche per riflettere che comunque era in partita, diversamente. Innanzi tutto coi rimbalzi: i tre offensivi in circa cinque minuti di Vildera. E al riposo la Mens Sana aveva fatto suoi il 90% dei palloni sotto il proprio canestro, oltre a 4 sotto quello avversario. Nel secondo tempo 7 rimbalzi su 15 sotto il tabellone mensanino li ha presi Rieti. Ma ancor più centrale per una volta è stata la questione delle palle fatte perdere a Rieti. Che più di queste 17 ne aveva perse una volta sola, tre settimane fa ad Agrigento.
La Mens Sana, il cui precedente massimo erano le 14 di una settimana fa a Reggio (quindi c'è una tendenza...), era ultima in campionato per palle perse forzate con 8.7 di media: stavolta al 18'30" erano già 8 (francamente abbastanza anche per colpa di Rieti). Degli otto mensanini impiegati, otto hanno chiuso con almeno un recupero: i 9 di squadra sono massimo eguagliato. Al 23' le perse di Rieti erano 11, poi le ultime 6 sono arrivate a partita finita nel quarto periodo. Per sette minuti Rieti ha smesso di perdere palloni: sono i sette minuti (vedi sopra) in cui ha vinto la partita, a fine terzo quarto. Alla Mens Sana serviva abbassare le percentuali, non ci è riuscita, ma era stata comunque capace di stare in partita così, e forse ce n'è per vederci una nota positiva. Un po' poco, non poteva durare per quaranta minuti. Servirebbero poi anche gambe che non c'erano, con rotazioni accorciate e un quarto dei giocatori impiegati che in settimana neanche si era allenato. 

LA DICHIARAZIONE

Matteo Mecacci, coach Mens Sana: "Avevamo difficoltà oggettive, ma non deve passare il messaggio che abbiamo perso perché eravamo menomati a livello fisico. Non sono contento di come abbiamo iniziato, potevamo e dovevamo fare qualcosa di più a livello di atteggiamento. Abbiamo prodotto un buono sforzo difensivo, anche contro Olasewere, usando anche la difesa a zona, ma quando fai scelte che ti espongono alla circolazione avversaria, se Rieti ha alte percentuali saltiamo come un tappo di champagne. Se giochiamo con attenzione la nostra pallacanestro come nelle due partite precedenti, e stavolta solo a tratti, possiamo rialzarci. Ma c'è bisogno di essere consapevoli che nelle difficoltà qualcuno, e dico qualcuno generico, deve dare di più, perché potevamo impensierire maggiormente Rieti".


LE ALTRE

E' la settimana della seconda sconfitta in due partite di Casale (20 punti), che a Cagliari (Bucarelli 12) ha sbagliato il libero della parità e la tripla della vittoria. Alle sue spalle, il fiato sul collo non è solo quello a -2 di Biella (18), che con la Virtus Roma ha controllato più di quanto dica il +2 finale, ma anche quello a -4 di Trapani (16), protagonista di un successo in casa di Eurobasket: se negli anni si è sempre detto che ciò che impediva ai siciliani il salto di categoria era il rendimento in trasferta, in sei partite esterne quest'anno la Lighthouse ha vinto tre volte.

In coda, dietro alla Virtus Roma (6), resta Napoli (4), a -25 nel derby a Scafati (Ranuzzi 10). I campani sono al quarto posto nel treno di squadre a 14 punti con Agrigento (battuta Legnano), Tortona (vittoriosa a Latina) e Cagliari. Poco più su dei due fanalini di coda, ci sono la citata Eurobasket (8), alla seconda sconfitta di fila dopo tre successi in quattro gare che parevano risollevarla, e Treviglio (8), che nelle ultime quattro partite ha vinto solo con la Mens Sana: le altre tre erano in trasferta, questa settimana uno scontro diretto a Reggio Calabria (10). Legnano, che sabato ospita la Mens Sana nel turno prenatalizio, ha perso ad Agrigento la quarta partita di fila: tre erano fuori casa, di un punto quelle in casa di Trapani ed Eurobasket, e quella di tre settimane fa con Tortona era stata l'unica sconfitta interna stagionale.



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