domenica 24 dicembre 2017

Légnano

Il problema non è aver perso questa, ma aver perso le altre. Su tutte Rieti, oltre che Cagliari. L'ingeneroso -10 finale (82-72) tinge di nero la trasferta sul campo di Legnano che in tanti momenti e per vari motivi la Mens Sana aveva dato la sensazione di poter vincere, con personalità oltre che con segnali tecnici che lo lasciavano sperare. Le quattro sconfitte di fila (tre in trasferta, due di un punto) erano abbastanza bugiarde sullo stato di forma di Legnano. Si poteva vincere, si poteva perdere, e anche solo spiegare così il risultato, come una sconfitta "normale", senza evocare patologie radicate e inestirpabili di una stagione nata male, almeno toglie il sapore dell'inevitabilità. Certo, è una consolazione da poco con una classifica che ora piange, ma almeno nel polso si sente il battito.

Sono state due partite in una, dai temi opposti. La Mens Sana ha "vinto" la prima, quella ad alto punteggio, con 47 punti (a 43) segnati, in trasferta, in un primo tempo neanche così vicino all'eccellenza. Poi però ha perso la seconda metà a basso punteggio, cadenzata da difese gagliarde, in cui la Mens Sana, dopo i 27 punti del secondo quarto, ne ha segnati soli 25 in tutta la ripresa, ma ha fatto apprezzare brani di mordacia difensiva che per la storia di questo gruppo sarebbero una conquista, se fossimo a inizio stagione e non a Natale. Solo che poi di fronte a quella strana sensazione di un finale punto a punto, abbastanza nuova per la stagione della Mens Sana, serve qualcuno da cui andare. Quando si decideva, Legnano ha potuto contare sui suoi americani, con ricadute sugli italiani. La Mens Sana no. Se il problema della competitività in trasferta fosse diventato questo, sarebbe già un passo avanti.
  

IL GIOCATORE
Devin Ebanks. Non è stato né il migliore né il peggiore, nel complesso. In alcuni momenti è stato il migliore, in alcuni è stato il peggiore. Aveva saltato l'ultima partita e mezzo, per questo ci si aspettava una partita di alto livello. Anche se in trasferta la sua media punti era di 16.8 punti, ben sotto i 28.8 delle partite casalinghe. I 20 punti con cui ha chiuso non li toccava da metà ottobre a Trapani. Ci è arrivato in 35' con 7/13 da due, 1/5 da tre, 3/4 ai liberi, 4 rimbalzi (furono meno solo a Treviglio), 4 perse (massimo stagionale). Ma dopo un primo tempo da 12 punti, si è messo da solo fuori dalla partita nel terzo quarto attaccando a capo basso contro il muro che gli ha alzato di fronte Legnano: i due sfondamenti fischiati, uno particolarmente dubbio, sono dissonanti col momento della partita in cui sono arrivati, con un metro lì particolarmente ruvido e tollerante dei contatti. Ma in almeno altre tre occasioni Ebanks è andato a sbattere contro la difesa. Ha chiuso il periodo con 2 punti, un rimbalzo, 1/4 al tiro, 2 falli fatti (quei due in attacco), zero subiti, zero assist. 
Da segnalare i lunghi al suo fianco: Vildera, in quintetto per la prima volta nell'era Mecacci (e ha funzionato in termini di approccio di squadra) al 13' aveva già tre falli, di cui due in pochi secondi, un disastro, ma alla lunga è cresciuto e ha vissuto alcuni momenti di valore; Simonovic, in panchina per la prima volta nell'era Mecacci, con lo scout dei Clippers a vederlo, è partito in maniera terribile in difesa, ma quando i problemi di falli di Vildera lo hanno richiamato in campo ha esibito lampi difensivi nell'occupazione degli spazi e delle linee di passaggio, ma anche nell'uso della taglia negli uno contro uno, che non si erano mai visti quest'anno. 

IL MOMENTO DECISIVO
Gli ultimi tre minuti. La Mens Sana è avanti 67-68 con Ebanks, dopo che la famosa azione da tre rimbalzi d'attacco di fila di Legnano, che pure mentalmente incide sull'inerzia della partita, sul tabellone non produce niente: i padroni di casa erano a quota 67 al 34' e ci restano fino quasi al 38'. Su quel 67-68 la Mens Sana ha due palloni per aumentare il divario, ma Saccaggi sbaglia da fuori e Turner da tre punti. E' qui che un canestro in campo aperto di Zanelli apre il 7-0 dello strappo decisivo, perché in attacco Ebanks si fa stoppare da Mosley, quando si torna di qua un buco difensivo lascia a Zanelli una tripla, e una persa di Turner ancora contro Mosley manda a schiacciare Martini per il 74-68 a 1'20" dalla fine. Adios. Lo sbraco finale a partita persa (la facciamo così lunga per essere andati da -6 a -10? sì) è solo un insulto a chi guarda, e non è vero che a quel punto finire con serietà non cambiava niente.

LA STATISTICA
Si è parlato molto della differenza di falli, 20 fischiati alla Mens Sana e 13 a Legnano. Beh, Legnano arrivava alla partita come la squadra che subisce (17.5) ma anche commette (17.6) meno falli di tutto il campionato. E già questo è un dato. Certo, tra 13 e 17.6 c'è la sua differenza. Quello che ha stonato è stato l'ultimo quarto: fino a 10 secondi dalla fine un solo fallo di Legnano (contro sei della Mens Sana), e quell'unico fallo era un blocco in movimento in attacco di Mosley. Sembra strano? Lancetta indietro di cinque minuti: al 35', in 5' di quarto periodo, in due squadre avevano fatto un solo fallo totale (Turner al 31'). Ecco, così sembra meno strano. Partita maschia, arbitraggio "inglese"? Poi per arginare Mosley e Raivio dopo una partita spesa a limitarli la Mens Sana ha cominciato a fare fallo. Forse Legnano ha avuto meno questa necessità.
Parliamo di basket, e di cronaca, di quello che è accaduto, non solo di numeri: i falli non sono studi di settore, che vanno fischiati anche se non succedono. Quindi: Possibile che la difesa di Legnano non abbia commesso falli nel quarto periodo? Ebanks dopo i due sfondamenti ha smesso di attaccare l'area, Turner figuriamoci, gli altri sono gli altri... Ma no, non è possibile. Vengono in mente come minimo 2-3 contatti che potevano essere sanzionati. Cosa sarebbe cambiato senza questa "ingiustizia irreparabile"? Poco. A malapena la Mens Sana sarebbe andata in bonus. Stavolta si è chiuso a 13, ma i falli subiti della Mens Sana erano già stati solo 14 a Trapani, solo 15 a Scafati e con Rieti, solo 16 con Cagliari: il fil rouge è che sono più o meno le peggiori giornate stagionali. Ma la cattiva notizia è che anche le partite col più alto numero di falli subiti (25 Napoli, 22 Treviglio) coincidono con giornate da dimenticare. E' che ormai sono così tante...
Sono altri due i dati che fotografano perché la Mens Sana non poteva vincere. Le 15 perse, massimo stagionale: 9 solo nel secondo tempo, 6 in quel terzo quarto in cui si è andati a sbattere (e poi si è continuato). E poi lo 0/11 da tre negli ultimi tre quarti: tirando così, è durata anche troppo. Peggio del 3/16 finale si era fatto solo a Biella, e si sa quanto sia stretto il legame tra il dato di tiro e i risultati. Praticamente si è andati in casa della squadra che concedeva la più bassa percentuale da due (47%) a tirare col 58%, e di quella seconda per più alta percentuale da tre concessa (38%) a tirare col 19%. Se dalle ultime cinque squadre in classifica si toglie Treviglio, l'elenco è totalmente coincidente con quello delle peggiori squadre del campionato al tiro da tre... 
 

LA CHIAVE
La differenza tra gli americani di Legnano e quelli della Mens Sana. Di Ebanks si è detto, e comunque fino a un certo punto non ha giocato neanche una brutta partita. Di là Mosley ha chiuso con 5 rimbalzi d'attacco e 3 stoppate: vedi ad averlo un centro verticale ed atletico? Di Raivio vedendo la partita si pensava: è come Turner, non tende a strafare, non forza. Poi però nel finale decide lui. Ecco la differenza. Turner a metà secondo quarto aveva ancora solo due tiri, prima di mettersi in partita con giocate di classe. Dopo il primo quarto aveva 3 punti, dopo il secondo 8, dopo il terzo 12, dopo il quarto 16: più regolare di così era difficile. Raivio? A metà partita aveva 7 punti, al 30' ne aveva 11, complici le soluzioni e l'applicazione della Mens Sana per contenerlo. Alla fine ne aveva 20. E non ha neanche esagerato: ma intanto con un quarto periodo da 4/5 al tiro e 3 assist (6/10 e 5 assist in tutta la ripresa), quando si decideva è stato la guida. No, gli americani degli altri sono evidentemente più incisivi.

LA DICHIARAZIONE
Matteo Mecacci, coach della Mens Sana (anche se secondo lo speaker di Legnano il coach è Andrea Monciatti): "E' stata una partita maschia, in cui nel secondo tempo sono cresciute le difese e i contatti. Credo che la mia squadra abbia giocato una buona gara. Ci sono meriti innegabili di Legnano nel fatto che alla fine quando potevamo azzannarla a fine ultimo quarto sono stati lì, si sono uniti in difesa, hanno recuperato un paio di palloni, sono stati bravi ad approfittare di un paio di attacchi nostri non eccellenti, poco puliti. Abbiamo lottato per 38 minuti dando un seguito alla trasferta di Reggio Calabria. Negli ultimi 2'30" ci siamo un po' disuniti, e questa è una valutazione che dovremo fare già da domani: il nervosismo ci ha fatto sbagliare un paio di rotazioni in difesa in cui eravamo stati efficaci quasi sempre per contrastare il tiro da fuori di Legnano"

LE ALTRE
Guardandosi alle spalle, prima del derby di Roma in posticipo, la notizia positiva è che restano a distanza Napoli (4 punti, sconfitta in casa da Agrigento) e Treviglio (8 punti, sconfitta in casa da Latina), e anche Reggio resta a pari punti della Mens Sana (10) cadendo a Trapani. Il campionato si sta dividendo in due tronconi, con la sola Rieti (12) a fare da cerniera al decimo posto. E la Mens Sana è nel vagone sbagliato. In vetta, Casale (22) dopo due stop è ripartita nel giorno più importante, col successo nel derby piemontese che le dà un +4 su Biella (18), raggiunta così da Trapani, davanti ad Agrigento e Tortona (16), vittoriosa di misura su Scafati. Venerdì a Siena scontro diretto con la Virtus Roma, in una giornata interessante anche per l'altra sfida da bassifondi, Eurobasket-Rieti. 

 
  

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Una vittoria per "respirare". Latina per ripartire, punto e a capo
                                   
Ebanks breakdown. Come lo difendono gli avversari e perché
                     




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