domenica 15 aprile 2018

C’era una volta Virtus Roma-Mens Sana…

Bastava il nome del palazzo, il “PalaTiziano”, per evocare sfide epiche e di grande trasporto e pathos. Non è solo nostalgia, non c’è solo da ricordare l’ultimo scudetto (con il trofeo sollevato proprio su quel parquet) ma anche altri incontri non sempre conclusi con un lieto fine per i colori biancoverdi. Virtus Roma-Mens Sana non è mai stata una partita come le altre. Per emotività e per contenuti tecnici. Mai una partita banale, fino ad oggi però. Roma-Mens Sana è stato un incontro brutto, molto brutto. La più classica delle partite di fine stagione, in A2, tra due squadre che hanno viaggiato a corrente alternata per tutto l’anno e che non vedono l’ora che la stagione vada agli archivi. E se la Virtus ha l’attenuante di doversi risparmiare per poter cercare di preservare un po’ di energie in vista dei play-out, da una Mens Sana già salva e alla ricerca di un piazzamento playoff in extremis era lecito attendersi qualcosa in più.  

Il risultato premia Roma, 68-66 il punteggio finale, nonostante proprio la Virtus fosse rimasta ferma al palo per diversi minuti durante l’ultimo quarto. Roma è stata senza segnare per circa 5 minuti, poi è bastata una fiammata per avere la meglio di una Mens Sana apparsa stanca e, se vogliamo essere cattivi, anche svogliata (vedi la prova di Ebanks). In linea generale, la prestazione di tutta la Mens Sana è stata poco lucida, ricca di errori, anche banali. E, cosa più importante, la sconfitta del PalaTiziano condanna sostanzialmente la Mens Sana a dire addio ai playoff (serve una vittoria all'ultimo turno e la contemporanea sconfitta di Agrigento). Quella con Tortona sarà con molte probabilità l’ultima partita di un’annata non particolarmente entusiasmante per i colori biancoverdi. 

IL GIOCATORE
Offensivamente parlando, a tratti, ha predicato nel deserto. Lui, da solo, contro tutta la difesa romana. E’ ancora Tomas Kyzlink il migliore per la Mens Sana. In una partita in cui molti dei suoi compagni non raggiungono la sufficienza in pagella, lui si distingue per continuità e capacità di lettura delle situazioni. Una dote molto importante, specie nel primo tempo, quando la prolungata sosta di Ebanks ai box lo ha fatto diventare, in sostanza, l’unico terminale offensivo senese. I 24 punti finali dicono che Kyzlink ha risposto a pieno all’appello, a volte anche costruendosi dei tiri dal nulla vista la scarsa assistenza dei compagni.  


IL MOMENTO DECISIVO
I quarti dispari, il primo e il terzo. Sono quelli in cui la Virtus ha trovato gli allunghi. Importantissimi per permettere al team capitolino di creare un vantaggio sul tabellone che ha costretto poi la Mens Sana a rincorrere sempre la squadra di coach Bucchi. L’impatto dei romani è stato migliore, inutile negarlo. La reazione senese c’è stata ma non è bastata. Serviva ben altro, specie in avvio di partita.


LA STATISTICA
Non concedere tiri facili alla Mens Sana, cercare di interrompere ogni loro tentativo di avvicinamento al ferro. Il piano partita della Virtus era questo ed è stato rispettato a pieno dagli uomini di coach Bucchi. La Mens Sana ha aiutato in tal senso, con tanti errori al tiro che ha permesso ai romani di poter speculare su questo fattore. La statistica ai tiri liberi, 15/26 per Siena, grida vendetta. Una percentuale poco superiore al 50% non è ammissibile dalla lunetta, specie fuori casa, specie in una partita conclusa con un +2 per gli avversari. Roma, in tal senso, ha tirato molti meno liberi ma è stata più precisa: 11/14 per la Virtus. Anche la statistiche dei tiri del campo, seppur con tanti errori anche per i capitoli, dicono le stesse cose.


LA CHIAVE 
La capacità di Roma di intasare il pitturato e di limitare Ebanks. Thomas, Raucci, ma anche Landi e Roberts sono stati autori di un prova di grande sacrificio. Specialmente Landi, a lungo limitato dai falli. I grandi meriti di Roma vanno proprio nella direzione di aver concesso poco o nulla ai lunghi senesi, contendendo ogni palla vagante e disturbando pressoché tutte le penetrazioni con grande fisicità. La Mens Sana si è dovuta affidare molto ai tiri da fuori, e non è andata bene. Sui 22 tiri tentati dall’arco, Siena ne ha messi a segno solo 7. E, per di più, ha smesso di attaccare il ferro e il pitturato (forse la cosa che le riesce meglio), tirando solo in 29 circostanze dall’area (liberi esclusi).


LA DICHIARAZIONE
«Complimenti a Roma che ha giocato una partita di grandissima energia sin dal primo quarto. E’ questo il vero motivo per cui abbiamo preso uno svantaggio importante». Così coach Matteo Mecacci nel dopo-partita del PalaTiziano. «Senza Ebanks nel primo tempo - prosegue -, abbiamo cercato soluzioni alternative. Quando devi recuperare contro una squadra che ti mette le mani addosso, è chiaro che dopo questo lo subisci. Dispiace aver tirato col 58% ai liberi, in una partita che perdi di due punti alla fine è un dato che incide. E’ stata una partita tattica - ha detto ancora Mecacci -, le squadre che si sono adeguate su tanti aspetti del gioco. Entrambe le squadre hanno tirato con brutte percentuali. Oggettivamente il dato eclatante è quello dei liberi». 


LE ALTRE
Solo la sconfitta interna di Agrigento, 88-86 per mano della condannata Reggio Calabria, mantiene ancora la fiammella della speranza accesa per la Mens Sana di accedere alla post-season: solo un arrivo a pari con i siciliani può permettere a Siena di accedere ai playoff, visto il vantaggio accumulato negli scontri diretti. Rieti, invece ha fatto un deciso passo in avanti battendo in casa l’Eurobasket per 74-61. In vetta, sorprendente ko di Scafati, battuta a Treviglio per 99-88. Attenzione anche ai bergamaschi, in ottica playoff: con due partite ancora da giocare, possono sperare anche loro. Torna capolista in solitaria a quota 42 punti Casale Monferrato, che batte Legnano 64-59. Biella passa a Napoli, 92-62 il punteggio, e Tortona (prossimo avversario della Mens Sana) supera di misura Cagliari: 77-76. Vittoria con scarto minimo anche per Trapani: 84-83 su Latina. 

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