Tutte le fiches verso un'unica carta, ma di assoluto peso e spessore. Nella settimana che segue la chiusura del mercato invernale è questa la lettura dell'unico nuovo arrivo in casa Virtus: Niccolò Castellino. Arrivato per puntellare il pacchetto esterni a disposizione di coach Evangelisti, la guardia classe 2002 ha impiegato pochissimo tempo a trasformarsi da “volto nuovo” a elemento cardine nelle rotazioni rossoblù
È stato un innesto di categoria superiore e non solo perché ha iniziato la stagione alla Virtus Imola in B1: Castellino non è arrivato alla Virtus solo per allungare le rotazioni, ma ha portato esperienza, fisicità e dinamismo. Doti che in B2 possono fare la differenza. Alto un metro e 93 centimetri, Castellino garantisce anche una duttilità preziosa nelle dinamiche di squadra: è un 2 naturale ma può giocare e alternarsi con Guerra in cabina di regia, così come con i vari Calvellini, Costantini e Braccagni tra gli esterni ma, perché no, coesistere o dare il cambio come lungo tattico con Morciano.
I numeri registrati finora confermano la bontà dell’operazione: 13 punti di media nelle 5 partite sin qui giocate. Sul campo sono arrivate 2 vittorie e 3 sconfitte per la squadra di Evangelisti ed anche Castellino non è immune da colpe per le brutte prestazioni offerte a San Miniato (il suo esordio, piccola attenuante) e a La Spezia. Per il resto il giocatore ha sempre viaggiato in doppia cifra, fatta eccezione per il derby vinto con il Costone. La miglior prestazione realizzativa è arrivata nella scorsa partita vinta a Borgomanero (19) che ha dato due punti di capitale importanza per la classifica virtussina.
Ma oltre alle medie, è l’energia il vero plusvalore. Castellino ha aggiunto un impatto di “peso” che potenzialmente deve alzare il rendimento del gioco rossoblù. Insomma è un’arma in più e di quelle importanti. Il suo inserimento sembra aver dato alla Virtus una scintilla necessaria per consolidare la posizione in classifica e guardare con rinnovata fiducia al resto della stagione e ai playoff. Se l’obiettivo era alzare l’asticella della qualità senza stravolgere l’alchimia del gruppo, l’innesto di Castellino può già definirsi un colpo centrato.
Andrea Frullanti
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