Parlare di assenze, in casa Mens Sana, è diventato quasi un esercizio di stile. I bollettini medici su Prosek, Cerchiaro, Nepi e Pannini (ma anche di Bartolozzi, se si pensa alla frattura al naso rimediata ad Empoli) hanno riempito le cronache recenti, ma fermarsi al conteggio dei cerotti rischia di far perdere di vista il quadro d’insieme. La vittoria contro Genova, pur arrivata con il fiatone, ha infatti consegnato un messaggio chiaro: questa squadra sa flettere senza spezzarsi.
Vietato quindi banalizzare il successo nell'ultimo turno. In un momento di appannamento fisico, vincere sporco non è un limite, bensì una dote. È una missione di mentalità per il gruppo biancoverde: in questa specifica fase, occorre sopperire alle assenze dei singoli con la tenuta mentale.
Da questo punto di vista, l’impegnativa (anche dal punto di vista logistico) trasferta di Casale Monferrato offre l'occasione per un cambio di passo. Dovrebbero rientrare capitan Pannini e Nepi: elementi importantissimi per gli schemi di coach Federico Vecchi e che serviranno non solo per allungare le rotazioni, ma a restituire alla squadra le proprie gerarchie. Anche a livello umano ed emotivo.
Al PalaFerraris non bisogna cercare la perfezione tattica, apparsa ancora lontana nelle ultime uscite, ma la gestione dei momenti chiave. Superare il periodo di flessione non significa attendere passivamente il rientro di tutti i titolari, ma valorizzare (ancora di più) sia gli ultimi innesti (soprattutto Bartolozzi) ma anche le impropriamente dette “seconde linee”. Tutti chiamati a dare certezze e consapevolezze alla squadra, in attesa che rientrino Cerchiaro e Prosek: ma per loro, verosimilmente, ci sarà da aspettare fino alla fine della regular season.
Dopo Casale, c'è l’esame-Lucca, scontro al vertice che, in estrema sintesi, vale il primo posto. È una gestione consapevole: se la Mens Sana avrà continuità anche quando le gambe non girano al massimo, arriverà ai playoff (passando dagli scontri diretti con Lucca, Cecina e Costone) con un’armatura molto più spessa di un’infermeria affollata. È così che la Mens Sana deve difendere quanto costruito fino ad oggi, con nervi saldi e la voglia di andare oltre gli alibi del momento.
Andrea Frullanti
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