venerdì 2 dicembre 2016

L'Associazione alle urne

Tre candidati alla presidenza: Alessandro Lami, Gilberto Martelli, Pierluigi Salvini. E 18 candidati per 10 posti nel consiglio direttivo: Marco Rosati, Gilberto Martelli, Luca Ciani, Alessandro Lami, Daniela Orazioli, Riccardo Betti, Alberto Collet, Monica Pescaglini, Paolo Cirelli, Stefano Fini, Claudia Tonini, Federico Chellini, Gianpaolo Toscano, Matteo Todoli, Luciano Cioni, Pierluigi Salvini, Giovanni Ricci, Curzio Mazzi. L'Associazione Io tifo Mens Sana ha chiuso le candidature per il rinnovo delle proprie cariche in programma la settimana prossima. Come funziona?

Ognuno dei 267 soci con diritto di voto può esprimere una preferenza per il presidente e da una a dieci preferenze per i consiglieri. Le urne saranno aperte la sera del 7 dicembre dalle 21 all'auditorium di Chianti Banca e l'8 dicembre (dalle 15 alle 18; alle 18 si gioca Mens Sana-Eurobasket) al palazzetto presso la sede della società. Si scelgono il presidente più i dieci membri del consiglio direttivo (al cui interno sarà scelto il vicepresidente). Stavolta eletti, dopo che in sede di nascita dell'Associazione erano stati nominati in base alla raccolta iniziale.

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La storia di Io tifo Mens Sana è quella del primo caso che si ricordi nello sport italiano di un'associazione di tifosi che ha salvato un club dal fallimento rilevando la maggioranza delle quote sociali. Un intervento reso possibile dal ricorso dei tifosi alle proprie finanze, di tasca propria, per una raccolta complessiva di circa 210mila euro provenienti da circa 600 appassionati, e in linea di massima altrettante famiglie (che forse rende anche meglio l'idea). Un intervento unico per il risultato ma anche incrociando numero di adesioni e risorse raccolte.

L'Associazione era nata, e di conseguenza si è sviluppata, come una delle due gambe (insieme al Consorzio) del salvataggio della Mens Sana dal rischio di fallimento di febbraio, quando è emersa la possibilità di una perdita che, tra la semestrale e la recente chiusura dell'esercizio, è stata di circa 520mila euro. Nata di rincorsa, sovvertendo la strada che sembrava tracciata di una soluzione interna alla Polisportiva, che la casa madre ha smesso di battere accettando la forza di quest'altra proposta. Ed è nata ribaltando uno dei modelli da cui si è partiti, quello del Trust di Trento: lì era entrato nel club prima il Consorzio, e poi i tifosi; qui l'urgenza dei tempi ha richiesto il rivoluzionario percorso inverso, e la travagliata gestazione del Consorzio nei mesi successivi ha reso evidente che era l'unica strada possibile.

Costituita il 23 febbraio, due settimane dopo l'esplosione dell'allarme, l'Associazione è entrata nel cda un mese dopo l'allarme fino a rilevare il 70% delle quote un mese e mezzo dopo l'allarme, per poi cedere il testimone e la maggioranza il 9 giugno al Consorzio, ma restando con un 20% difeso nelle scorse settimane partecipando al ripianamento con altri 44mila euro (cofinanziati col crowdfunding), dopo i circa 180mila già raccolti nella prima fase. L'Associazione ha mandato presidente e vicepresidente, Alfredo Barlucchi e Guido Guidarini, nel cda di transizione, che poi in realtà è durato più del previsto, da marzo a settembre. E ha mandato nel rinnovato cda successivo al nuovo assetto sociale di nuovo Guido Guidarini e Laura Bucci, ma ha visto restarci anche Alfredo Barlucchi, cooptato in quota Consorzio.

Dalle dimissioni di Guidarini e Barlucchi, per il gentleman agreement con cui hanno scelto di evitare il doppio incarico in Associazione e nel cda del basket, si è innescato il processo che ha portato alla decisione di rinnovare l'intero consiglio direttivo composto, oltre a loro due, anche da Alessandro Lami, Bruno Monaco, Pierluigi Puccetti, Pierluigi Salvini, Emilio Tonini, Alberto Collet, Stefano Fini e Luca Ciani, molti dei quali erano stati già tra i soci fondatori. Metà di loro oggi si ripresenta. Praticamente tutti i rappresentanti dei gruppi di raccolta poi confluiti nell'Associazione. Oltre ai citati Barlucchi e Guidarini, non si ripresentano Monaco, Puccetti e Tonini.

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Chi ha già lavorato è più facile da valutare, per quello che ha fatto nel direttivo. O per il lavoro condotto attraverso i gruppi di raccolta: in quella prima fase pioneristica, prima ancora di confluire nell'Associazione, la gente ha dato i soldi a chi si fidava, e già aver saputo portare alla causa delle persone qualcosa vuol dire, sulla capacità di catalizzare la fiducia. Oppure per altre iniziative: dalla rinascita del Biancoverde News alla presenza nel Comitato (che un po' di persone le candida), dalla partecipazione alla vita della società negli scorsi mesi al ruolo nel tifo organizzato, o in certi casi semplicemente per il proprio nome e la propria reputazione come privati cittadini e tifosi (storici, quasi sempre).

Ma quello che desta maggiormente curiosità è la presenza di due tesserati, o comunque esponenti, della Mens Sana Basket 1871, di indiscusso pedigree biancoverde: l'addetto agli arbitri Gianpaolo Toscano e il medico sociale Gilberto Martelli. "La mia squadra è mia" 2.0. Passione, voglia di contribuire.

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