giovedì 1 dicembre 2016

A un mese dalla chiusura della semestrale

Il ripianamento delle perdite dell'esercizio 2015/16 della Mens Sana formalizzato venerdì scorso ha chiuso anche simbolicamente una fase del salvataggio della società. Ma una fase. Se la reazione diffusa è stata che, chiusi i conti con le sofferenze finanziarie della scorsa stagione, si potesse guardare al presente con la consapevolezza di poter ripartire da zero, senza strascichi passati, la realtà è che se si parla di conti la Mens Sana si trova ancora a rincorrere.

Si parla molto, e a ragione, della questione del main sponsor. Poi a quanto viene unanimemente riferito da chi è a conoscenza diretta della situazione, risulta che il budget di questa stagione sia stato stilato prudenzialmente senza prevedere una voce di entrata sul main sponsor, assumendo come un guadagno rispetto alle previsioni la possibilità di trovarlo. Il problema in questo momento è che sono altre le voci di entrata più basse rispetto a quanto previsto.

Si ragiona nell'ordine di circa 200mila euro sul budget stagionale. Circa la metà di questa cifra è legata agli spazi per gli sponsor secondari di maglia (e pantaloncini) rimasti ancora invenduti, e peraltro un paio di quelli venduti - Terrecablate e Stosa - sono consorziati. Il resto è legato ai minori introiti per ora della pubblicità interna al palazzetto (si è potuti partire tardi, ma si è trovata l'intesa per avere un paio di mesi in più per lavorarci in esclusiva) e ai minori introiti sugli abbonamenti: alla fine sono stati circa 1350, circa 150 in meno di quanto preventivato.

(E' vero d'altra parte che rispetto all'anno scorso ci sono maggiori introiti dalla biglietteria delle singole partite, ed è anche per non perdere questa fonte di entrate, legate anche all'ottimo andamento della squadra, che si è deciso di fare in modo di trovare le risorse - ora va trovata l'occasione giusta - per un sostituto per l'infortunato Cappelletti, per mantenere la squadra a buoni livelli di competitività. Chiusa parentesi)

Non desta preoccupazione per ora la quota di 300mila euro messa a budget in carico al Consorzio, ma dell'azionista di maggioranza ci sarà magari modo di parlare la settimana prossima, quando al ritorno dei vertici il cda dei consorziati tornerà a riunirsi per un rilancio della propria azione dopo il passaggio del ripianamento. Perché quando si parla di Consorzio l'obiettivo non si ferma alla parte economica, imprescindibile. Ma, usciti dall'emergenza (ultima quella del ripianamento) c'è anche la necessità di far finalmente decollare un modello, in termini di contagio e soddisfazione per le aziende, per riuscire a farne un assetto stabile.

***

Quanto tempo c'è per risolvere queste difficoltà? La storia dell'anno scorso insegna che, se non una resa dei conti, sicuramente un primo passaggio obbligato è quello della semestrale al 31 dicembre. Entrate e uscite annuali sono spalmate contabilmente su base mensile per tutta la stagione, per cui il calcolo non è banale. Ma a spanne la perdita che si prospetterebbe nella situazione attuale a metà esercizio sarebbe più o meno la metà di quella su base stagionale, quindi tra gli 80 e i 100mila euro.

In teoria potrebbe significare dover rifare l'operazione del marzo scorso, e dunque rifinanziare. Ma è da escludere la possibilità di chiedere di rimettere mano al portafoglio ai soci, che l'hanno appena fatto adesso per la scorsa stagione. E' anche vero che, rispetto ad allora, non saremmo più nella situazione di un anno fa in cui Lorenzo Marruganti era sostanzialmente solo. C'è una nuova proprietà, nuovi soci, molte persone in più che ci lavorano e un consiglio di amministrazione più strutturato, da cui aspettarsi una gestione diversa e che non ci sia ragione di arrivare a soluzioni di emergenza.

Il concetto è che per trovare queste risorse resta un mese di tempo, al massimo due (la semestrale si approva a gennaio, ed è entro allora che vanno presentate le misure adottate per far fronte al disavanzo). E' naturale che l'arrivo di un main sponsor risolverebbe da solo questo problemi, ma è altrettanto logico che se a inizio stagione si erano fissati degli obiettivi di entrate su altre voci sia doveroso continuare a perseguirli, e su questo si è continuato a battere anche negli ultimi cda della MSB1871.

La storia delle ultime due stagioni dice che è più realistico trovare sponsor secondari, e di recente ci sono state situazioni concrete, piuttosto che chiudere per il main sponsor. Su cui comunque c'è al lavoro il cda, l'agenzia di Letizia Pini a cui si affida la Mens Sana, e anche altri due advisor  che il cda ha deciso di incaricare un mesetto fa. I contatti ci sono, ma ormai - su questo sono tutti d'accordo - dopo un anno e mezzo senza abbinamenti sulla maglia non ha neanche senso accennarne finché l'attività non produce fatti.

***

Le risorse che oggi mancano sono, euro più euro meno, più o meno le stesse che sono state appena impiegate dai soci per il ripianamento della scorsa stagione. Ovvero le risorse per questa stagione ci sarebbero già state, pur con tutte le citate difficoltà nel far partire la macchina, se non fosse che una parte di queste devono essere destinate a rimettersi in pari con l'anno scorso. Più nello specifico, perché la cifra è più o meno quella: devono essere destinate a sopperire all'assenza di un main sponsor dell'anno scorso.
Da qui la parte meno banale dell'importanza di trovare un main sponsor. Non per mettere una toppa ad altre voci fin qui rimaste sotto le previsioni, e che invece dovranno raggiungere gli obiettivi continuando a lavorarci. Bensì per chiudere definitivamente questi conti col passato che altrimenti continuano a seguire come un'ombra gli sforzi per andare avanti. Se poi servisse anche per darsi una prospettiva futura, che è quello a cui si sta lavorando, troppa grazia: ci si penserà se e quando la questione si porrà.


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