lunedì 19 dicembre 2016

Dalla Corte d'Appello al Collegio di Garanzia del Coni

La partita della difesa dei titoli della vecchia Mens Sana Basket (e della difesa individuale dei singoli dirigenti coinvolti) si sposta al Coni. Andrà al Collegio di Garanzia del Coni Ferdinando Minucci, che dopo la decisione della Corte d'Appello resta l'unico nei cui confronti è stata decisa la radiazione. E andranno al Collegio di Garanzia, secondo un mandato già conferito verbalmente, la Polisportiva e la nuova Mens Sana Basket 1871, che neppure stavolta sono state ammesse nel procedimento.
 
La radiazione di Olga Finetti (che era annunciata come unica presente insieme a Minucci) e di Paola Serpi è stata ridotta a tre anni di inibizione (non che poi ci si aspetti che rientrino nel mondo del basket), mentre restano le sanzioni per Lazzeroni, Anselmi (anche loro tre anni) e Minucci, più la revoca dei titoli al club fallito.

E pensare che dall'udienza, durata dalle 10 alle 14.30, erano usciti un po' tutti con prudente sodisfazione. Il relatore del collegio aveva fatto un sunto asettico, la difesa della procura era stata blanda, tutti i reclamanti erano stati efficaci nello spiegare le contraddizioni della sentenza e l'insussistenza degli elementi per poter configurare la frode sportiva; quando il procuratore ha replicato è stato ripreso dal presidente per aver cercato di ampliare l'orizzonte rispetto all'inchiesta in esame. La realtà è che il procedimento era lungo, coinvolgeva sette parti, tutto era già scritto nelle carte e letto da chi doveva decidere, e non c'era molto altro da discutere. Questo ha aiutato a creare un clima più disteso rispetto al primo grado, ma ha cambiato solo in parte il finale.

Le motivazioni saranno pubblicate nel giro di dieci giorni. Da allora i ricorrenti hanno trenta giorni di tempo per impugnare la decisione davanti al Collegio di Garanzia del Coni. Entro sessanta giorni dal deposito del ricorso sarà fissato il procedimento, che produrrà una decisione entro cinque giorni (e da quel momento ne passeranno altri trenta per le motivazioni). Si tratta del terzo e ultimo grado di giudizio a cui si può accedere in sede sportiva. Uscendo dall'alveo della Fip, al cui interno si sono svolte accusa e giudizio fin qui, per confluire in quello - con dinamiche diverse - del Coni.

E' un dato di fatto che l'appello ha intanto introdotto sul tavolo nuovi temi che saranno meglio sviscerati di fronte al Collegio di Garanzia del Coni. Al di là della passione nella parte sul confronto con altri sport, sono in linea di massima le argomentazioni già accennate alla vigilia dell'udienza e quando fu presentato il ricorso. Non manca il fondamento ad alcune di queste argomentazioni, se saranno sufficientemente valide per ribaltare la strada imboccata fin qui lo deciderà una nuova istituzione. Polisportiva e MSB 1871 ci stiano provando, e le strade si continuano a incrociare con le difese individuali dei singoli dirigenti, ma ìl problema è che continua a essere difficile avere in aula qualcuno che possa rappresentare a pieno titolo la difesa di una storia.

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