sabato 25 ottobre 2014

(Non più) belli di notte

Zero su quattro. Ho già parlato di cosa significa per il basket italiano cominciare la stagione senza Mens Sana (vedi post). E' l'occasione di cosa significa per l'Eurolega. O quantomeno per il basket italiano in Eurolega.

Sassari non è andata lontana da vincere entrambe le prime partite di Eurolega. Milano è in un girone di ferro e lo ha aperto subito con una mini-Final Four (visto il valore delle avversarie). Ci sono tutte le spiegazioni del mondo. E due giornate non sono niente su 10 (della prima fase) o su 24 (delle prime due fasi).

Ma lo 0 su 4 è un dato di fatto. Che metto accanto a un altro dato di fatto: "Quando c'era la Mens Sana" non è mai successo che dopo due giornate di Eurolega le squadre italiane non avessero vinto neanche una partita.

Senza voler fenomeneggiare, negli ultimi due anni in Eurolega anche la Mens Sana dopo due giornate era ancora senza vittorie (nelle altre 9 partecipazioni è stata 4 volte 1-1 e 5 volte 2-0). Ma sono gli anni in cui, per motivi di budget più che di cultura sportiva e ambizioni, aveva smesso di porsi come società guida del basket italiano, e infatti a evitare lo zero assoluto era stata Milano (legittima aspirante nuova guida).

Questa non è un'analisi dello stato del basket italiano, ma un modo per ricordare, laddove non va di moda ricordare, cosa ha perso l'Eurolega, e cosa ha perso il basket italiano in Eurolega, senza una società dalla forte vocazione europea (pur non avendo mai vinto l'Eurolega), e che da questa vocazione traeva quella linfa per migliorarsi che non le veniva da un campionato non competitivo, un modo per darsi degli stimoli che l'hanno fatta grande mentre altri la consideravano una scocciatura, "un allenamento per il campionato" (Proli) se non "una gita enogastronomica" (Sabatini).

La Mens Sana non ha mai vinto l'Eurolega. Ma per un decennio è stata l'unica a tenere il basket italiano ai più alti livelli in Eurolega, quattro volte alle Final Four dal 2003 al 2011, l'unica a portare l'Italia alle finali per il titolo europeo negli ultimi 10 anni.

Per chi si propone legittimamente a società guida del basket italiano e per chi punta a esserne comunque un'eccellenza, è doveroso verso il proprio movimento rappresentarlo al meglio. Milano e Sassari lo sanno, interpretano questo ruolo, ne hanno i mezzi, e ci provano, a differenza di altri discorsi strambi che si erano sentiti in passato (comprensibili da chi si arrabatta per arrivare a fine anno, non da chi ha la leadership di un movimento). Presto ce la faranno. Ma intanto l'assenza della Mens Sana continua a sentirsi, anche lì.

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