mercoledì 21 gennaio 2015

Ragionare sull'attacco della Mens Sana

"Il problema è l'attacco", ha detto Matteo Mecacci nel commento alla sconfitta di Empoli in cui un po' tutti si sono concentrati più su altri passaggi della sua analisi. Credo che spostare lo sguardo dai giudizi dell'emotività del momento al quadro di insieme imponga di osservare un paio di dati che in valore assoluto si sono discostati significativamente da quelli stagionali.

Peggio di quei soli 56 punti segnati era andata solo coi 54 in casa di Monsummano a fine ottobre, comunque MOLTO distanti dai 74 punti di media segnati fin lì; in secondo luogo, il fatto che una prestazione del genere non è arrivata contro una squadra prettamente difensiva ma una che ne subiva 68.2 di media, circa 12 in più di quelli segnati dalla Mens Sana. Mi pare quindi ragionevole che si ragioni sull'attacco.

martedì 20 gennaio 2015

Roberto Chiacig dalla panchina? Scenari

Nuovi equilibri. Quelli che ha portato la promozione in quintetto di Davide Parente, attesa per mesi e coincisa con il calo complessivo: certo non così, ma qualche scricchiolio era solo banale aspettarselo. E nuovi equilibri come quelli di cui si è avuto un assaggio sabato a Empoli: Roberto Chiacig dalla panchina, Paolo Paci in quintetto. Una novità motivata da evidenti ragioni fisiche, dopo la settimana che aveva passato il capitano. Ma è sicuro che resti un caso isolato? Ci sono dei motivi per cui avrebbe senso pensarci.

lunedì 19 gennaio 2015

Sette partite in 23 giorni

Visto il precedente post fluviale, lascio un attimo da parte ulteriori chiacchiere e/o analisi (non esageriamo: tentativi di analisi) sui massimi sistemi e su come stanno andando le cose, per riallacciare un po' i fili con il contesto. Che vuol dire prima di tutto le prossime settimane: 7 partite in 23 giorni. E' un bene o un male? Non si sa, ma offre la possibilità di farci un ragionamento.

domenica 18 gennaio 2015

Perdere (aver perso) anche a Empoli

La richiesta di essere brutti, sporchi e cattivi è stata esaudita in pieno. Forse bisognava aggiungere anche "vincenti", e quello è mancato. La sconfitta a Empoli, con 56 punti segnati sul campo della squadra ultima in classifica dopo averla quasi doppiata all'andata (71-37), rappresenta in valore assoluto il nuovo minimo della Mens Sana.

Avrei preferito parlare di basket in maniera un po' più leggera, dalla natura dell'attacco (e le sue difficoltà) alla novità (consigliata dall'infermeria) di avere Chiacig dalla panchina, e altro ancora. Ma la terza sconfitta in quattro partite, vista dallo streaming di Siena Tv, inchioda a un nuovo lunghissimo pistolotto sullo "stato della nazione".

sabato 17 gennaio 2015

Cosa chiedere alla trasferta di Empoli

Tra dieci giorni la Coppa Italia raddoppierà per un paio di settimane gli impegni della Mens Sana. Ma forse è la partita, più dell'allenamento, la miglior medicina in questo momento. Non perché non ci sia bisogno di lavorare, anzi, ma perché mentalmente non è il momento di vivisezionare l'errore e avvitarcisi intorno, bensì piuttosto di (ri)prendere fiducia in qualcosa e su questa costruire.

La Mens Sana anche nel suo volto peggiore di domenica scorsa non sembra una squadra disfunzionale a prescindere, per struttura, sembra piuttosto una squadra che non ritrova il filo. E' arrivata la prima occasione per tornare in campo, a Empoli: con quali aspettative?

venerdì 16 gennaio 2015

Si riparte dalla difesa. Riveduta e corretta

Back to basics. La Mens Sana riparte dalle basi. Seppur condizionato da assenze e acciacchi, lo dice il lavoro su cui si è puntato nella settimana dopo la più brutta partita stagionale, la sconfitta casalinga di domenica contro Piombino. E ripartire dalle basi significa ripartire dalla difesa, quella andata persa nelle ultime tre partite. Mecacci ripartirà rilanciando, contrattaccando, con idee che diano una spinta nuova al ritorno alla propria identità: quella di squadra che a inizio anno aveva trovato nella difesa il terreno comune intorno a cui costruire l'edificio. Come si riparte?
 

giovedì 15 gennaio 2015

Il 15 gennaio, un anno fa

Col senno di poi, non è stato uno snodo cruciale: sono stati altri i momenti di cesura che hanno portato alla fine della Mens Sana Basket, per quanto progressiva. Ma oggi, 15 gennaio, un anno fa, era una data entrata nell'immaginario collettivo, attesa come una di quelle in cui si sarebbe deciso il futuro della Mens Sana. L'occasione per aprire uno spazio della memoria, anche per ricordarsi che c'è sempre aperta una vicenda su cui ancora non è stata fatta piena luce (ovvero: l'inchiesta non è chiusa).

mercoledì 14 gennaio 2015

E intanto le avversarie trovano certezze

Ho deciso di prendere qualche giorno di pausa dal parlare strettamente di Mens Sana. Non per auto-censura o per nascondere la polvere sotto il tappeto, ma perché in tre giorni probabilmente si è già messa abbastanza carne al fuoco (1-2-3) e ripetere le stesse cose senza spunti nuovi mi parrebbe noioso e sterile, nonché un modo per rendere inconsciamente permanenti considerazioni che invece si sperano transitorie, accanendosi in quelli che invece dovrebbero essere (e immagino siano) i giorni del lavoro in palestra e delle maniche rimboccate. Non in riferimento alle difficoltà mensanine ma come fotografia di quello che nel frattempo sta succedendo intorno, mi pare ineludibile affrontare l'altro lato della flessione della Mens Sana: la crescita delle avversarie.

martedì 13 gennaio 2015

Keep calm and...

Da osservatore esterno mi è parsa singolare l'escalation dei toni e dell'umore intorno alla Mens Sana, dopo l'ultima sconfitta, quella casalinga contro Piombino. Che obiettivamente è stata una pagina negativa della stagione, più di altre, e ha fatto cadere un po' di certezze grazie a cui si poteva continuare a dire che la soluzione di alcune difficoltà era solo questione di lavoro e di tempo. Abbastanza per motivare questa furia distruttrice che c'è nell'aria?
 

lunedì 12 gennaio 2015

Secondi pensieri sulla terza sconfitta stagionale (la prima in casa)

Pur non pregiudicando evidentemente niente, la prima sconfitta interna stagionale costringe di prepotenza ad affrontare in maniera critica un momento che sarebbe dovuto essere comunque oggetto di attenzione anche se con Piombino alla fine fosse arrivata una vittoria, un periodo fatto di una serie di segnali che messi insieme parlano chiaramente di un regresso.

Ovvero: le difficoltà interne già con la Sangiorgese, la rimonta subita dal vantaggio tranquillo, il progressivo scricchiolare della saracinesca difensiva, l'esitante e ancora mai compiuto progetto offensivo, il fatto che le ultime tre partite siano state quelle col maggior numero di palle perse, la personalità. Abbastanza per spingersi oltre quello che altrimenti poteva essere considerato l'episodio di una singola partita sbagliata.

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