mercoledì 7 settembre 2016

Non solo cinque nomi

Un'ora e mezzo di riunione per mettersi alle spalle due mesi. In realtà senza mettersi alle spalle le distanze note da tempo che, dopo settimane senza riunirsi se non con incontri individuali, hanno per la prima volta avuto modo di emergere formalmente. C'è questo, e ci sono i nuovi ingressi nel Consorzio, dietro le quinte del comunicato (ma perché le comunicazioni così spesso arrivano da dove non te le aspetti?! Stavolta era una decisione del Consorzio ma la nota l'ha fatta la società di basket... Mah... Chiarezza e separazione dei ruoli...)... dietro le quinte del comunicato che ha annunciato i cinque rappresentanti scelti dal Consorzio per rappresentare la proprietà nel cda della Mens Sana Basket 1871. Perché prima di tutto, va detto, sarebbe il giorno della celebrazione di una squadra che piace.

Di Alfredo Barlucchi si è già parlato molto. Il nome di Egidio Bianchi, per quanto annunciatissimo, ha suscitato attenzione anche fuori Siena, visto che al momento - tra le altre cose - fa il presidente della Legabasket. Ma un movimento che ha accettato uomini di club come Fernando Marino o Pietro Basciano a fare i presidenti di Lega (e poi ci sarebbe stato anche Minucci) non può formalizzarsi per un incarico nel cda di una società di A2. Di carne al fuoco Bianchi ne ha molta, ma il suo ruolo in questo cda è chiaro e non c'è dubbio su chi è qui a rappresentare: Fabio Bruttini, di cui è l'uomo di fiducia. Portando con sé anche il proprio sistema di relazioni.

Per gli altri tre si è andati su profili chiari, gente che ha un nome in città per la propria attività in contrada, ma anche stima professionale. E anche storie a forte connotazione mensanina. Andrea Viviani, Claudio Cocchia e Simone Ciotti: autorevoli esponenti di Io tifo Mens Sana non hanno mancato (giustamente) di far notare subito che quattro nominati su cinque (tranne Egidio Bianchi) sono non solo soci dell'Associazione, ma tra i 263 soci con diritto di voto, quelli che non hanno lesinato a dare per partecipare al salvataggio della Mens Sana). Persone molto valide. A patto che in cda possano portare sé stessi e non solo essere l'emanazione di una proprietà che li consideri come voti in consiglio. Chi li conosce garantisce che non ci sono dubbi su come finirà. Bene.

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La strada è già abbastanza tracciata, ma nell'occasione il consiglio di amministrazione del Consorzio non ha dato indicazioni sul presidente e sul vicepresidente della MSB 1871 che dovrà esprimere il rinnovato cda del basket al momento dell'insediamento, alla prossima assemblea dei soci che nel migliore dei casi (ma migliore migliore) potrebbe essere già venerdì. Del cda come noto faranno parte anche Danilo Bono come socio privato al 18%, Laura Bucci e Guido Guidarini in rappresentanza dell'Associazione (20%) che ne ha deciso la nomina. E poi ci sarà il rappresentante della Polisportiva, che erroneamente è capitato di indicare già in Roberto Maestrini: sarebbe stato una scelta di dialogo, Simone Lorenzetti una di rottura, possibile che si vada sulla terza via Franco Vittori.

Una parentesi doverosa riguarda proprio l'Associazione, che a rigor di logica presto potrebbe tornare a votare nuovi presidente e vice, se confermerà l'orientamento (precedente a quello che poi è stato anche del Consorzio) dell'incompatibilità tra i propri incarichi e la presenza nel cda del basket, che porterebbe a sostituire ai propri vertici Barlucchi (a cui un paio di settimane fa erano già state chieste le dimissioni da presidente dell'Associazione per motivi di merito) e Guidarini.

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Contestualmente alle nomine è stato annunciato l'ingresso di tre nuovi consorziati: sono Ecoverde, Iacopo Corradi che lavora ad Azimut e Alessandro Campinoti con la propria ditta (non quella di famiglia, la Pramac). Un altro paio di interessati hanno preferito per ora fare pubblicità invece che entrare nel Consorzio. C'è da capire se a fronte degli ingressi ci saranno anche delle uscite. Perché i nominati sono passati con cinque voti su nove consiglieri.

Turillazzi e Gentili hanno lasciato anticipatamente la riunione paventando le dimissioni dal cda del Consorzio, così come Cagnazzo, e sulla stessa linea pareva essere anche Giorgi poi rimasto un passo indietro. Dimettersi dal cda - e resta comunque da capire se anche a freddo la decisione resterà quella - non vuol dire di per sé uscire dal Consorzio, ma piuttosto non condividerne l'impostazione e sentirsi prevaricati, al di là del sapere già come il cda sarebbe andato, lamentando la mancanza di dialogo come una occasione persa, e sentendo soffocata l'idea pluralista che si considerava connaturata al concetto stesso di Consorzio.

E' evidente che le due parti la raccontino in maniera diametralmente opposta, a partire dalla valutazione se da questo epilogo Bruttini - rintracciando le condizioni per ritirare dopo 40 giorni le dimissioni date a fine luglio - esca rafforzato o indebolito come leader del Consorzio. La prima designazione dei nominati nel cda del basket era un atto fondante del Consorzio, è un dato di fatto che ci si sia arrivati attraverso una rottura invece che una sintesi, i disaccordi sono stati risolti attraverso la prova di forza della conta, considerando che fosse l'unico modo per uscirne in modo di risolvere alla radice perché non si presentino più avanti problemi di ingovernabilità.

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Francamente è anche un peccato stare a fare tutti questi discorsi oggi, oggi che se dio vuole la Mens Sana si è data una squadra di governo che comincia finalmente a farla sembrare una società vera. Una squadra di governo con delle competenze e dei valori di cui andare fieri. Una squadra da cui possa passare il rilancio di passione e cultura di basket, in continuità con altri semi piantati in questi mesi: quelli della gente che ha salvato la Mens Sana, di chi nell'Associazione vive da attivista le ambizioni di rinascita come un dovere civico, di chi nel gruppo di lavoro che fa basket sa bene cosa è la Mens Sana e vuole arrivare a ridarle la sua anima. A dove va adesso il Consorzio si penserà e si dovrà pensare, ma nei prossimi giorni.

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