lunedì 22 giugno 2020

Per la maglia - Episodio #5: Che banda è?

O che banda è? Capita di farsi questa domanda, per mille motivi. Così come capita spesso di vedere una banda verticale sulle fiancate. Questioni pratiche: non essendoci le spalle (fatta salva l’eccezione degli insopportabili pigiamini Adidas qualche stagione fa in Nba), i magliari di mezzo mondo hanno dovuto inventarsi altri spazi per arricchire i disegni. I fianchi, nelle canotte da basket, sono un buon posto dove sperimentare soluzioni dal risultato più o meno efficace. Ovviamente anche in viale Sclavo si sono visti vari tipi di orpelli laterali.



Partiamo da lontano, da lontanissimo. Una delle prime maglie Sapori. Cinque blocchi bianchi alternati al verde, con la scritta Sapori arcuata sopra il logo societario. Un pizzico di perplessità per la scritta Mens Sana, orientata seguendo il logo stesso. Un’idea non troppo diversa da quella della stagione 1983/84: Mens Sana va al posto di Sapori, Siena resta orizzontale sotto al logo, il numero rimane sulla parte alta a sinistra. La V del collo è decisamente più pronunciata, una sottile linea bianca contorna le bande sui fianchi. Una divisa da memorabilia, se si pensa che dopo appena due partite viene messa in qualche magazzino per fare spazio alla nuova maglia Mister Day.

Archivio personale di Carlo Dolfi

La cui pecca fondamentale, il colore, è già stata ampiamente sviscerata nella puntata precedente. Attenzione alle fiancate, con tre punti di blu che si alternano al bianco. Ricorda qualcosa? Sì, la divisa dei Milwaukee Bucks dei tempi che furono. Oppure quella dell’Olimpia Milano ai tempi della Tracer. O anche? La divisa 2017/18, peraltro arrivata dopo non poche difficoltà (erano già tempi grami, ma non tutti se ne erano accorti…) a stagione quasi finita. L’idea era stata dell’allora presidente Bagatta. L’esito non fu eccezionale: il punto di verde era troppo scuro (a giudizio personale, chiaramente) e il doppio stacco laterale sui fianchi lo si intuiva solo se si era davvero vicini alla maglia. Altrimenti sembrava una colorazione unica. Se poi aggiungiamo che è la maglia indossata da Casella capiamo subito che non si tratti di roba fortunata.


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DRIBBLING-NIKE-FILA. Bypassiamo? No. Nell’ultimo anno della sponsorizzazione Ticino Assicurazioni si passa da Sportcenter a Dribbling. Sparisce la mitica doppia banda orizzontale nera in favore di una divisa semplice, in cui i fianchi sono costellati dalla ripetizione del logo dello sponsor tecnico. Sulla versione home non entusiasmano, sulla versione away hanno forse un po’ di senso in più, ma l’effetto è comunque rivedibile.

Fonti: House Organ, Superbasket

Nike offre due tipi di banda. Ad allargarsi man mano che scende, nella prima stagione, sia su maglia sia su pantaloncini. Più dritta nella stagione successiva. In entrambi i casi accompagnata da un’altra riga più sottile. Conoscendo bene gli azzardi tipici della ditta americana (qualcuno ha già visto la divisa a zigzag dell’Inter dell’anno prossimo?), ci si poteva aspettare anche qualcosa di più ardito. Il disegno 98/99 si fa preferire: molto più semplice, con due bande verticali neanche troppo esterne rispetto al corpo della maglia, con un punto di verde migliore rispetto a quello non esaltato dalla foto. Occhi sbarrati per la scelta del blu scuro per la banda verticale nelle partite di coppa Korac. Qui davvero viene da chiedersi: che banda è?


Mens Sana, Semplicemente

Ci sono pochi dubbi sul fatto che la riuscita grafica dello sponsor Fontanafredda sia la peggiore di sempre. Leggermente meglio nella versione europea, dove l’orrido rettangolone con la spezzatura Font-Anaf-Redda viene sostituito da una scritta arcuata. Sempre abbastanza invadente, ma un filo meno rispetto all'altra versione.

Mesesport

Fila spara una collezione di pallettoni laterali di dubbio gusto, riprendendo il trend anche nel pantaloncino. C’è poco da dire, piace o non piace? De gustibus… io dico no.

House organ, Superbasket

WE ARE THE CHAMPION(S). La conformazione dell’abbellimento estetico cambia spesso, talvolta sparisce, poi ricompare. La lunga era dello sponsor tecnico Champion si apre con una doppia divisa. La versione da Eurolega, già vista qui, e quella da campionato, a parere di chi scrive molto più intrigante. In una campeggia un bandone nero verde, che si ripete anche nel pantaloncino, nell’altra due sottili strisce, sempre neroverdi, che fanno da cornice al fianco bianco. Nella versione italica c’è anche la parte alta della spalla colorata, bianca sulla maglia verde e verde su quella bianca. E nella maglia da trasferta la doppia riga verticale bianconera è sicuramente più efficace della nero verde sulla home.

Euroleague.net

Italybasketballjersey

Le bande sui fianchi tornano nel 2008/09. Qui si nota Rakovic con due strisce verticali verdi, inframmezzate dal bianco. Così, almeno, per la divisa di Eurolega. In campionato al posto del bianco (o del verde, nella divisa away) c’è il tricolore. Che al sottoscritto non piace per definizione (come dite? Avevo detto che non lo ridicevo? Eh, sorry), ma effettivamente in questo caso sembra aggiungere qualcosa. Semmai una domanda: perché solo in Italia il tricolore? A quel punto poteva essere esibito tronfiamente anche nella campagna europea.
Nota a margine: di quel periodo è molto elegante la versione con i numeri in oro.

Euroleague.net


GECOM/GIVOVA. La particolarità è che la banda (verde, nero, bianco, nero, verde sulla maglia di casa, con bianco e verde invertiti in quella da trasferta) è su un solo fianco, il destro. Il sinistro invece resta intonso. Per chi ama le maglie simmetriche, non un bel vedere. Senza più Gecom, che non conferma la sponsorizzazione per la stagione successiva, il disegno di base resta simile anche per la A2. La variante principale è che l’alternanza prevede solo verde, nero, verde (o bianco, nero, bianco), senza più il colore portante nel mezzo. E anche il pantaloncino è leggermente diverso.

Sienafree.it

SOUNDREEF/MACRON. Compare il grigio, tenue, diviso in due parti all’altezza del petto e non uniforme sul fianco, per un lavoro che lascia effettivamente poche tracce nei ricordi, al pari di quelle del mitico Pichi immortalato nello scatto. Una divisa che forse sarebbe più da inserire nella categoria delle maglie “semplici o banali?”, argomento del prossimo episodio.


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MANCA QUALCOSA? Certamente. La maglia Champion, sponsorizzata Olitalia, della trionfale stagione 1993/94. Le bande laterali sono minime, ma ci sono, sotto forma di due righe sottili, una verde e una nera nella home, una bianca e una nera nella away, che fanno da contorno ad una divisa senza eccessivi fronzoli. L’aspetto più appariscente è Olitalia in giallo che insieme al bordo bianconero dà un che di accattivante alla versione da trasferta (nello screenshot sotto sul parquet di Portland… ah no, è Fabriano, gara indimenticabile). Quella in casa, va detto, sembra piuttosto banalotta, ma le maglie indossate in certe stagioni piacciono a prescindere. O no?

Immagini tratte da Oksiena

Superbasket




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