sabato 25 febbraio 2017

La peggior sconfitta dell'anno. In mezzo a tutto il resto

Va bene che il rendimento sul campo per certi versi non era la prima delle preoccupazioni, ma proprio nei giorni in cui fuori dal campo arrivano motivi di ottimismo, a sgonfiarli (nell'umore, non nella sostanza) è stato lo spettacolo mortificante del -35 in casa con Rieti, che definire la peggiore partita dell'anno è riduttivo. La peggior partita da diversi anni a questa parte, sicuramente in casa. Con un tempismo non geniale, nel momento in cui l'attenzione può forse tornare dagli aspetti economico-societari a quelli sportivi. I guai fisici e la differenza di forma non giustificano una prestazione che si direbbe vergognosa, se non ci fosse il resto della stagione di cui andare fieri.

IL GIOCATORE
KT Harrell. Non è stato trascinante, non è stato decisivo, non ha spostato le sorti della partita. Ma è quello che più di ogni altro si è avvicinato alla sufficienza: 18 punti con 9 tiri, 7 falli subiti con 8/9 ai liberi, giocando comunque 37 minuti. Per capire cosa gli girava attorno: 1/6 Flamini, 1/7 Mascolo, 1/7 Saccaggi (anche 5 perse! ma nei 10 minuti con lui in panchina -25 di plus/minus), 1/9 Tavernari (8 punti e 2/20 nelle ultime due partite, dopo 8 di fila in doppia cifra)... Altro da aggiungere?

IL MOMENTO DECISIVO
I sei minuti, gli ultimi due del primo quarto e i primi quattro del secondo, in cui la Mens Sana ha segnato un solo canestro dal campo, perdendo definitivamente contatto con la partita. Rieti ci ha costruito sopra un parziale di 15-3, dal 13-17 al 16-32, che ha creato un divario tale che la Mens Sana (pur mettendo insieme un 7-0) non è riuscita a colmare oltre il -8 neppure tenendo poi gli ospiti per 4 minuti senza segnare. Qui si è scavato il fossato, poi nel secondo tempo praticamente non si è giocato neanche.

LA STATISTICA
La peggior giornata da tre in stagione era stato il 3/21 (14%) di Latina alla Befana, che è stata l'unica altra partita in stagione che la Mens Sana di fatto non ha giocato (a parte forse Treviglio). Questo 2/23 da tre (8.7%) supera tutto. Ma anche all'andata si tirò un modesto 3/19 (6%), solo che quel giorno la Mens Sana seppe concedere solo 66 punti a Rieti. Tradotto: non è questione di non aver segnato ma anche di non aver difeso. I 55 punti segnati sono il minimo stagionale della Mens Sana, eguagliando Legnano: il fatto che sia in due partite di fila non è bello (in fin dei conti manca Bucarelli, non Harrell, per guardare solo ai punti che hanno nelle mani). I 90 punti subiti sono secondi solo ai 94 della seconda giornata. La Mens Sana in nessun quarto ha segnato più di 15 punti, Rieti ne ha avuti tre su quattro da almeno 23.

LA CHIAVE
Inevitabilmente (e non solo per esclusione), la chiave è fuori dal campo. Poteva essere la prima partita della Mens Sana con lo sponsor sulla maglia dopo più di un anno e mezzo. In realtà, per dare l'idea di quanto le cose fossero mature da qualche giorno e non solo nelle ultime ore, ci si era provato già per otto giorni prima a Legnano. Ora, con una settimana di pausa del campionato e due prima della prossima partita, l'atteso atto formale di uno dei soggetti coinvolti, per chiudere il cerchio, potrebbe arrivare senza fretta. E peraltro (per assurdo, non che sia in agenda) questo soggetto potrebbe in teoria anche fare dietro-front e la Mens Sana si troverebbe comunque garantiti i soldi. Ma di questo ci sarà modo di ragionare quando i tempi saranno maturi per conoscere meglio le parti più interessanti - e non solo quelle già note - degli accordi nati in queste settimane.

Seppur in un contesto (va detto) in cui per giorni è stato evidente, e anche un po' comico, quanta gente in giro si stesse mordendo la lingua (tanti "semplici" tifosi, con l'unico interesse della passione per la Mens Sana), se quello che la società voleva era la riservatezza qualcuno deve essersi spiegato male o deve aver sbagliato interlocutori. D'altra parte, a fronte di un accordo chiuso da una settimana e sottoscritto martedì, vista la lunghezza dei tempi in cui la trattativa ha galleggiato a mezz'aria, tenere tutto sopito era un obiettivo comunicativo molto ambizioso e forse non troppo azzeccato, come volevasi dimostrare. Ma in effetti mancava la ratifica formale degli organi amministrativi di uno dei soggetti coinvolti, da qui il cortocircuito. Arriverà il momento in cui ci saranno gli elementi per superare il pollaio di questi giorni  (anche basta) e guardare questi sviluppi per quello che vogliono essere: la messa in sicurezza di un patrimonio unico quale il basket della Mens Sana.

LA DICHIARAZIONE
Simone Flamini, capitano Mens Sana: "Quando c'è il capitano in sala stampa, o si vince di 30 o si perde di 30. Una figura di m... come oggi: siamo stati scandalosi dall'inizio, anche se per tutta la settimana ci eravamo ripetuti tutti che era quello che non dovevamo assolutamente fare".
Giulio Griccioli, coach Mens Sana: "La mia squadra non ha sostanzialmente giocato. Non so di che parlare. Ci sono giocatori che non si sono presentati a giocare. Abbiamo sempre lottato in qualsiasi situazione. La partita sostanzialmente non c'è stata. Dispiace che si sta fermi perché sinceramente dopo una partita così devi giocare subito per reagire. Se non difendiamo, per gli altri è tutto più semplice: la difesa di qualcuno oggi è improponibile, poi io sono l'unico che ci mette la faccia. Non ho un commento per qualcosa che è incommentabile".

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