mercoledì 15 febbraio 2017

In aula

Sono le ore in cui il Coni ha reso noto alle parti che è stata fissata per il 3 marzo, tra un paio di settimane, l'udienza per il ricorso al Collegio di Garanzia, il terzo e ultimo grado di giudizio in ambito sportivo, contro la revoca dei titoli e le sanzioni nei confronti di cinque ex dirigenti mensanini. Ma il 16 febbraio è anche il giorno in cui, quasi cinque anni dopo l'avvio delle indagini, arriva in aula l'inchiesta Time Out.

Partendo dalla giustizia sportiva, oltre ai ricorsi individuali dei cinque ex dirigenti era noto da subito che sarebbero state in pista anche MSB 1871 e Polisportiva proprio per la difesa dei titoli. Ma la nota ufficiale del Coni fa un bel casino nell'utilizzo del nome "Mens Sana Basket 1871": prima come società a cui sarebbero stati revocati i titoli (e non è vero), poi come club in cui avrebbe lavorato Olga Finetti (e non è vero), infine come soggetto ricorrente, non fosse però che le viene attribuito come rappresentante Antonio Saccone, che invece evidentemente è il presidente della Polisportiva. 

Casino dunque che impedisce di capire se MSB 1871 e Polisportiva alla fine hanno presentato, come risultava, due distinti ricorsi. Ma nel caso il totale dei ricorrenti dovrebbe fare 7, e non 6 come in questo elenco. Non un grande inizio. (edit) Aggiornamento: è confermato da fonti a conoscenza della situazione che i ricorsi sono due distinti, uno della MSB 1871 e uno della Polisportiva. Dei varchi aperti dalle lacune delle motivazioni nei primi due gradi di giudizio si è già parlato a suo tempo e ci si tornerà in ottica Collegio di Garanzia.

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Undici mesi dopo l'avviso di conclusione delle indagini, al Tribunale di Siena è invece in programma per le 11 di mattina l'avvio dell'udienza preliminare per le 14 persone (i sei dirigenti già deferiti in sede sportiva, più familiari di Minucci, più rappresentanti delle due società finanziarie coinvolte) nei cui confronti sono arrivate a novembre le richieste di rinvio a giudizio per 33 reati che vanno da associazione per delinquere e bancarotta fraudolenta, a frode fiscale e ricorso abusivo al credito, passando per riciclaggio, ricettazione, omessa denuncia, false comunicazioni sociali e quant'altro.

Giusto come ripasso di giurisprudenza: l'udienza preliminare, in cui il gup sulla base di quanto raccolto nell'inchiesta decide per il rinvio a giudizio o il non luogo a procedere, è anche il momento in cui gli interessati possono accedere ai due riti alternativi previsti dalla legge, del patteggiamento e del rito abbreviato, che permettono ai convolti, se lo ritengono conveniente, di chiudere la propria partita prima del dibattimento.

Il patteggiamento (formalmente "applicazione della pena su richiesta delle parti") prevede un accordo tra imputato e pubblico ministero: di fatto un'ammissione di colpevolezza, che porta alla riduzione fino a un terzo della pena. Il giudizio abbreviato prevede che, su richiesta dell'imputato, la sentenza di proscioglimento o di condanna arrivi in sede di udienza preliminare davanti al gup, e non dopo il dibattimento, decidendo allo stato degli atti acquisiti fino a quel momento: quindi l'imputato decide di farsi giudicare sulla base delle prove raccolte nell'ambito delle indagini preliminari, godendo in cambio (se condannato) dello sconto di un terzo della pena.

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C'è motivo di pensare che, mentre per alcuni sarà più conveniente andare in dibattimento magari puntando a una prescrizione già oggi non così lontana, per altri coinvolti nell'inchiesta Time Out (soprattutto nei casi delle accuse più gravi, ma non solo) sia più conveniente guardare alla possibilità di accedere a questi riti alternativi. Quindi per molti la partita potrebbe chiudersi già in sede di udienza preliminare. Dunque già in queste ore? Secondo quanto risulta informalmente, no. Fissando una nuova data a marzo (edit) per questa parte degli adempimenti. Aggiornamento: al 6 aprile.
  
Questa prima udienza nella prassi è invece dedicata alle questioni preliminari. Dunque la costituzione delle parti, le eccezioni sollevate dalle parti. Anche la costituzione delle parti civili: certa quella del curatore fallimentare, sarà interessante vedere se come ipotizzato ci sarà la Banca (da qui anche l'accusa di accesso abusivo al credito). 

Spesso nel dibattito pubblico sul tema si era parlato della possibilità che ci fosse la Polisportiva Mens Sana, socia all'87% del club fallito, anche se rispetto a quelle ipotesi la casa madre non è più la proprietaria della nuova società (ma socia al 10%) e soprattutto di acqua sotto i ponti ne è passata un bel po'. Anche se (si fa per parlare) sarebbe un interessante modo per raccogliere i fondi utili per i lavori al tetto del PalaEstra invece di chiederli al Comune.

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