In casa Virtus si respira l’aria dei grandi cambiamenti. La società rossoblù si affaccia alla nuova stagione mettendo un punto e andando a capo: una svolta strategica e culturale che mette al centro il coraggio, la sostenibilità e, soprattutto, una decisa linea verde, affidandosi all'energia, alla fame e al talento dei giovani.
La prima rivoluzione parte dalla panchina con la promozione a capo allenatore di Filippo Totaro. Si tratta di una promozione assolutamente meritata, premiando le doti di un giovane tecnico che già negli anni in cui è stato assistente si era distinto per attitudine e qualità del lavoro.
La filosofia sposata dalla dirigenza è stata chiara: costruire una squadra moderna, ad altissima intensità e con un'identità forte e riconoscibile. Non una scommessa al buio, ma un progetto programmatico basato sul lavoro di campo. Del resto, la Virtus ha sempre dimostrato di voler valorizzare i giovani, mettendoli in gioco anche a livello senior.
Per farlo però, è stata operata una mezza rivoluzione estiva a livello di mercato. Sono andati via
molti senatori e, del roster che l’anno scorso si è inchinato ai quarti di
finale con Lucca, sono rimasti Andrea Cini ed Matteo Ense: cioè due prodotti
del vivaio rossoblù, rispettivamente classe 2006 e 2009 che si candidano ad alternarsi
nel ruolo di play e guardia con i vari nuovi arrivati: Christopher Etame, 2007
proveniente dalla Vis Ferrara; Luca Bianchi, 2007 ex Faenza (B1); Andra Cazzanti,
2005 da Arezzo; e Matteo Agostini, prospetto classe 2008 proveniente dalla
Stella Azzurra Roma.
Sempre sugli esterni, c’è da attendere il rientro di Marco Braccagni che, dopo l’infortunio al legamento del ginocchio, dovrebbe rientrare nei ranghi a inizio 2027. Ma, a tal riguardo, la società ha deciso di tutelarsi ingaggiando un altro esterno: Alessandro Paganotto.
Perché inserire un giocatore in più? Molti giocatori saranno doppiamente impegnati in prima squadra e con l’Under 19 in collaborazione con la Mens Sana, giocando la domenica e il lunedì. Avere un giocatore in più permetterà alla squadra di alternare i vari elementi in campo, senza risentire oltremodo del doppio impegno.
Tre e di grande qualità i rinforzi arrivati nel settore lunghi (da non escludere che, sempre per i motivi di cui sopra, possano diventare quattro). I due “titolari” dovrebbero essere Andrea Milani, classe 2008 nella passata stagione in doppio tesseramento con l’Under 19 a Legnano e con la prima squadra a Sangiorgese; e insieme a lui il talentuoso 2007 Petar Camparevic (slavo, proveniente da Faenza): un giocatore interno, da costruire, ma che ha grandi movimenti e tanti punti nelle mani. insieme a loro, nelle rotazioni sotto canestro, troviamo Cosimo Coti Zelati, un altro giovanissimo (2009) proveniente dalla Blu Orobica Bergamo.
A tutti questi nomi vanno aggiunti Andrea Tasselli (2009), Riccardo Costantini (2009) e Giovanni Liotta (2008), tre prodotti delle giovanili rossoblù saranno chiamati all'importante impegno con la formazione Under 19 Eccellenza: la squadra in collaborazione con la Mens Sana, tra l'altro, sarà un squadra di grandi ambizioni attingendo anche ai vari Lapo Calviani, Rems Meroza (lettone classe 2008) e tante altre risorse di Viale Sclavo.
In estrema sintesi, con un’età media che resta al di sotto dei 20 anni, la Virtus si candida ad essere la nuova Borgomanero e a portare avanti un progetto interessante e un percorso giovanile di primissimo livello che, però, porta con sé la necessità di mettere in conto fisiologici alti e bassi nel corso della stagione.
L’impatto fisico con le altre corazzate della categoria non deve spaventare: la sensazione è che la Virtus si prepari ad affrontare il campionato con la mente libera e la voglia di ribaltare i pronostici. Una squadra giovane, dinamica e affamata che non ha paura di rischiare. La Virtus si candida a essere una mina vagante del torneo.
Andrea Frullanti
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