giovedì 5 novembre 2026

Baskettology - La fretta fa brutti tiri

C’è una differenza enorme tra velocità di esecuzione e fretta; c’è un abisso tra rapidità di pensiero e frenesia. La Mens Sana perde la terza gara in trasferta su tre e si smarrisce nell’ennesimo finale in volata. 
 
Alla fine la sensazione è che, nel momento in cui avrebbe dovuto ragionare, la squadra abbia cercato di risolvere troppo alla svelta i propri problemi. 

In effetti la velocità può essere un’arma a doppio taglio. Rappresenta una risorsa, in un mondo in cui cogliere le occasioni al balzo diventa essenziale per rimanere a galla, ma si può travestire anche da nemica giurata, soprattutto quando oscura la lucidità, esponendoci a rischi inutili. “Presto e bene non vanno insieme”, diceva la mia maestra alle elementari, aumentando un senso di frustrazione che avrebbe solo rimpinguato il conto in banca dello psicologo. Però alla fine tutti i torti non li aveva.
 
Svetonio, il biografo degli imperatori romani, racconta che Ottaviano Augusto avesse una specie di mantra personale, che usava quando la situazione sembrava volgere al peggio: festina lente, diceva, e la traduzione non è così scontata. Significa “Affrettati, (ma) lentamente”, nel senso che quando c’è da muovere le 'celluline grigie' del cervello per pensare rapido bisogna farlo, certo, ma senza uscire dai binari della razionalità. Sia chiaro, nessuno chiede ai biancoverdi di coach Vecchi di snaturare il proprio gioco, fatto di corsa e decisioni veloci. Forse serve solo registrare un po’ la velocità, diminuendo la manopola di una tacca. 

In una delle sue Lezioni americane, Italo Calvino si sofferma proprio sul concetto di rapidità, che non viene celebrata in quanto tale, ma solo se è accompagnata anche da ritmo, leggerezza, precisione. Per lui non basta mettere a tamburo battente una parola dietro l’altra per scrivere una bella storia: non è abbuffandosi di termini complicati che nasce un libro. Anzi, talvolta è più facile impressionare il lettore quando si comprende che less is more, come insegnava Ludwing Van der Rohe, architetto tedesco rappresentante della scuola Bauhaus e del minimalismo. 

Forse anche la Mens Sana dovrebbe seguire questa strada, mentre invece in qualche caso sembra più affascinata da un’idea 'futurista' di velocità, da considerarsi come un valore assoluto. Filippo Tommaso Marinetti, nel celebre Manifesto del Futurismo, pubblicato nel 1909 su Le Figaro, scrive: “la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità”. Nessuna particolare obiezione, finché non si deraglia. Quando gli altri non ti fanno correre come vorresti, è necessario riscoprire il piacere di saper aspettare il momento giusto. Soprattutto lontani da casa, soprattutto quando negli ultimi possessi la palla sembra pesare diversi grammi in più.

Sotto questo aspetto il basket è uno sport crudele, che ti impone il ritmo forsennato dei 24 secondi, ma poi ti obbliga a frenare per riuscire a dare un peso adeguato ad ogni istante di gioco. Tremendo, ma meraviglioso. 

Andrea Sguerri



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