mercoledì 7 gennaio 2026

Una poltrona per due. Costone-Mens Sana: numeri e strategie della sfida che spacca il campionato

Non chiamatelo derby. Perché se è vero che Costone-Mens Sana vive ormai di una luce propria, quella del PalaOrlandi sarà una sfida che segnerà il solco. Almeno in questa stagione. La partita mette l’una di fronte all’altra le squadre che stanno occupando insieme il primo posto in classifica e che si giocano in una gara secca il titolo di campioni d’inverno: non ci sono trofei, ok, ma comunque una vittoria può dare certezze in più, carica e tanta autostima. Non cose di poco conto nel cammino verso i playoff.

Arrivare al giro di boa guardando tutti dall'alto non è un dettaglio statistico. Per chi vince, significa non solo blindare una posizione di vantaggio in graduatoria (vedendo la classifica oggi, non è che chi perde la partita ne risentirebbe più di tanto), ma a livello mentale far propria questa partita significa mandare un messaggio di forza a tutto il campionato. Come spesso abbiamo detto, è una questione di testa e ambizioni: vincere oggi significa approcciare il ritorno con il vento in poppa, costringendo gli avversari a inseguire non solo i punti, ma anche i fantasmi di una sconfitta che brucia.

Le due squadre arrivano all'appuntamento dopo le vittorie con Spezia, il Costone, e San Miniato, la Mens Sana. Sembrano però esserci inerzie diverse. La squadra di Belletti, in Liguria, si è ritrovata al completo al rientro dalla sosta natalizia, ha ritrovato Filippo Paoli e anche Piattelli e, nel complesso, i risultati si sono visti. A La Spezia il Costone è stato autore di una prova di forza, trascinato dai 32 di Masciarelli e da una difesa che ha spezzato sin da subito il ritmo ai padroni di casa mandandoli fuori giri. La Mens Sana ha fatto più fatica contro San Miniato. Rientrava Belli ma non c’era Perin e questa è un’assenza che rischia di avere un suo certo peso anche al PalaOrlandi. Buon per Vecchi che i vari Pannini, Pucci, Yarbanga e Cerchiaro non hanno fatto venir meno l’ormai consueta solidità, oltre che fluidità offensiva che contraddistingue i biancoverdi.

Le due squadre arrivano al big-match con percorsi speculari. Entrambe hanno un record di 11-2 in classifica, 84.6% la percentuale delle vittorie. Identico anche il ruolino di marcia tra casa e trasferta: 6-0 sul parquet amico e 5-2 fuori per entrambe.

Il dato più interessante emerge dall'efficienza offensiva e difensiva. La Mens Sana ha l'attacco più prolifico del campionato con 1118 punti segnati (circa 86 punti di media a partita). Quello mensanino è il secondo miglio attacco del torneo, il Costone è solo ottavo in questa statistica e insegue con 959 punti totali (73.7 di media). Il Costone punta più sulla solidità difensiva e in tutto il campionato ha subito solo 890 punti (media 68.4). Quella gialloverde è la miglior difesa del campionato; la Mens Sana è seconda con 925 punti subiti (media 71.1), ma compensa con lo scarto medio: con 1.21 la squadra di coach Federico Vecchi ha il miglior quoziente (canestri fatti/subiti) del girone, il Costone è terzo a quota 1.08. La Mens Sana ha un differenziale nettamente superiore, +193, contro il +69 del Costone), segno di vittorie spesso ottenute con ampi margini.

Insomma, la Mens Sana è una macchina da punti, gioca ad alto rimto e cerca di superare gli avversari con l'energie e l'intensità che tutti gli elementi del suo roster mettono sul parquet. Il Costone è più cinico e quadrato: vince spesso partite a basso punteggio, facendo della difesa e della gestione dei momenti chiave la sua arma vincente (come avvenuto nel 70-69 con San Miniato prima della pausa).

Poi ci sono i duelli individuali. Peccato non vedere Ballabio vs Perin, a detta di molti, i due migliori play del campionato. Il Costone ha maggior profondità sugli esterni dove con lo stesso Ballabio, Zocca, i gemelli Paoli, Masciarelli e Nasello può contare su una batteria di “piccoli” di categoria superiore. La Mens Sana ha più verticalità sotto canestro dove Yarbanga e Jokic, insieme a Prosek, possono garantire rimbalzi e ripartenze veloci per mettere in ritmo i vari Pannini (il capitano è reduce dal 4/7 da tre con San Miniato e si candida ad un ruolo da protagonista anche contro il Costone), Cerchiaro, Belli e Nepi (tra l’altro uno dei tanti ex della sfida). 

Insomma, la partita si deciderà, come sempre, anche tra le pieghe dei duelli individuali. Decisivo sarà riuscire a imporre il proprio ritmo al gioco, e la capacità di dominare (anche a livello fisico)  il match.

I precedenti dicono che la sfida, dopo la “mitologia” della stagione 1966/1967 è ormai tornata di grande attualità dal 2021. Nelle 17 partite sin qui disputate (su cui pesa la finale playoff arrivata a gara 5 nel 2024), si sono registrate 11 vittorie del Costone e 6 della Mens Sana. Ma adesso, la storia, conta relativamente. La partita vale tantissimo, come detto, nell’attualità per capire chi, una volta suonata l’ultima sirena, potrà guardare il campionato (e la città) dall'alto verso il basso.


Andrea Frullanti 


 

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19 maggio 1973 

 

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