Mens Sana-Lucca alla prima giornata di campionato ha regalato lo scarto più ridotto dell’intero girone (+2, 83-81). Il remake della finale playoff dello scorso anno ha confermato l'estremo equilibrio che si presume ci sarà per l’intero campionato: a spuntarla è stata la Mens Sana, spinta dall'energia del PalaScalvo e dalle giocate dei suoi nuovi leader. Tuttavia, la lettura dei quaranta minuti offre spunti tattici ben più profondi del semplice risultato.
Se si analizza la costruzione del gioco e la fluidità offensiva, Lucca ha mostrato numeri superiori in quasi tutte le voci dal campo. Gli ospiti hanno tirato con percentuali migliori sia da due punti (52,9% contro il 50% della Mens Sana) sia dalla lunga distanza (37,5% con ben 12 triple). A questo si aggiunge l'impatto che ha avuto la panchina lucchese, capace di portare in dote 31 punti contro i 19 garantiti dalle cosiddette riserve mensanine.
Dove si è decisa allora la contesa? Nel pitturato e a cronometro fermo. È stato dalla lunetta che la squadra di coach Federico Vecchi ha scavato il solco decisivo: la capacità della Mens Sana di attaccare il ferro e subire falli si è tradotta in un chirurgico 85,7% ai liberi (24/28). Lucca, di contro, ha pagato a caro prezzo l'imprecisione ai liberi, fermandosi a un deficitario 50% (9/18). Morale: pur tirando meno e con percentuali inferiori dal campo, Siena ha portato a casa la vittoria grazie alla gestione dei momenti chiave (come l’11-0 di parziale sul finire di primo tempo che ha permesso di risalire dal -14, massimo vantaggio lucchese).
A fare la differenza sul piano individuale sono stati Okko Järvi e Leonardo Battistini, già fari indiscussi del gruppo. Il finlandese ha chiuso con 24 punti e una presenza costante nei momenti scottanti; Battistini è stato il dominante firmando una doppia-doppia da 24 punti, 10 rimbalzi e 29 di valutazione complessiva.
Tra i riconfermati della “vecchia guardia”, il solo Balsa Jokic ha raggiunto la doppia cifra (12 punti), facendosi valere con una delle stoppate decisive nel finale di partita (l’altra è stata di Cerchiaro). 5 punti per Perin, sono restati a secco Pannini, Calviani, Cerchiaro e Yarbanga. Resta da capire se questo apporto ridotto, in chiave realizzativa, sia da imputare a una condizione fisica ancora in divenire (essendo la prima di stagione regolare) o a un gap tecnico da colmare: risposte che solo i prossimi turni potranno offrire.
Nel frattempo, la Mens Sana si gode due punti pesantissimi incamerati al debutto. Un successo arrivato davanti al proprio pubblico e sotto gli occhi della proprietà americana, partecipe e coinvolta come non mai. Anche questo è un buon segnale. Ed è solo l'inizio.
Andrea Frullanti
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