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sabato 16 novembre 2024

La condanna di Filippo e Massimo Macchi

Il giorno della condanna in primo grado di Filippo e Massimo Macchi per i reati che hanno portato al fallimento la Mens Sana Basket 1871 scrive le ultime righe di una storia da cui sembrano passati vent’anni, se non ci fossero le conseguenze che si pagano ancora oggi a ricordare che di anni ne sono passati solo cinque. Conseguenze in termini di danni fatti perfino oltre l’annientamento del basket mensanino, che è dovuto ripartire letteralmente da zero, ma anche in termini di disastri reputazionali che sono rimasti attaccati a Viale Sclavo: a rigor di logica non avrebbero dovuto entrarci niente con la società nuova, ma di fatto l’hanno costretta ad anni di lavoro per ripulire l’immagine di un nome glorioso e ricostruire la fiducia con la città, dopo che aziende messe in fuga da mesi di malaffare sono andate comprensibilmente altrove e solo lentamente si stanno riavvicinando.
   

venerdì 18 giugno 2021

La fine del processo a Minucci chiude un'epoca. E adesso?

A nove anni di distanza da quando nel 2012 presero le mosse i primi atti d'indagine, 2597 giorni dopo quel dirompente 8 maggio di sette anni fa in cui la scelta degli arresti da parte della Procura consegnò alla storia le immagini simbolo dell'operazione, e incidentalmente (e del tutto casualmente) nel 14° anniversario dello scudetto 2007, il primo dell'era-Pianigiani, l'accoglimento del patteggiamento sulla condanna di Ferdinando Minucci è l'ultimo e più significativo mattone che scrive la parola fine sull'inchiesta Time Out, che ha prima accompagnato, poi ricostruito e giudicato la caduta della Mens Sana Basket SpA, e i suoi risvolti penali.  

giovedì 2 gennaio 2020

Cosa resta della Mens Sana Basket 1871

Il 2019 è stato l'anno che ha visto finire l'esperienza della Mens Sana Basket 1871. Con la dichiarazione di fallimento di venerdì 13 dicembre, il giudice delegato Valentina Lisi ha deciso di non accordare ulteriori proroghe alla richiesta di concordato preventivo avanzata dalla Siena Sport Network, affidando alla commercialista Franca Carta l'incarico di curatrice fallimentare: in agenda, per lei e per un centinaio di creditori, l'udienza per l'esame dello stato passivo fissata al 15 aprile prossimo, come appreso dagli approfondimenti della Nazione e del Corriere di Siena. Resta in attesa di un esito l'inchiesta penale aperta a marzo dalla Procura, mossa da un'ipotesi accusatoria di appropriazione indebita.

Il finale sanguinoso di una traversata nel deserto lunga cinque anni, da suggellare ora provando a portarsi dietro dieci lezioni dalla nascita, la vita e la morte della Mens Sana Basket 1871 e di quello che le se è mossa attorno. Lezioni del tutto opinabili, perché si tratta di opinioni (per quanto basate su fatti) e in quanto tali contestabili, per carità. Magari può essere l'inizio di un ragionamento, sensibile di essere aggiornato, sviluppato, proseguito, anche perché sicuramente qualcosa è sfuggito. Anche perché cinque anni del genere non si possono chiudere così frettolosamente (per quanto la brevità non sia esattamente la cifra stilistica di questo post). Di certo è l'elaborazione di un lutto.

sabato 8 giugno 2019

Finale alternativo

L'arrivo in questi giorni di 11 altri punti di penalizzazione, pari al numero di ulteriori lodi non sanati, per un totale di -17 sulla prossima stagione, ha rinfocolato il dolore - che solo il tempo e la rassegnazione avevano parzialmente sedato - per la situazione in cui versa ciò che resta della Mens Sana Basket 1871. Che non è morta, né per la Federazione, né per il diritto societario, né per il tribunale. Potrebbe esserlo di qui a un mese, o anche meno. Ma quelle che mancano allo scadere del conto alla rovescia giudiziario e sportivo non saranno solo settimane di sola inerme attesa, ma anche di movimenti da capire.
 

sabato 4 maggio 2019

Una, nessuna, centomila

La Mens Sana Basket 1871 non è morta. La partita "sportiva" è in tutti i casi aperta fino al 30 giugno, quando dovranno essere saldati tutti i debiti sportivi, quantificati in 320-330mila euro, per iscriversi a un qualsiasi campionato 2019-20. Il dichiarato pagamento parziale della sesta rata di tasse federali tiene aperta questa partita non solo teoricamente, per quanto resti un segnale difficile da interpretare, e oggettivamente una goccia nel mare dei debiti anche non sportivi. La partita fuori dal campo invece è aperta finché non sarà il tribunale a chiuderla, e il tribunale non comincerà a parlarne prima della nota udienza prefallimentare del 28 maggio: lo stesso dichiarato pagamento alla Fip pare quantomeno la scommessa di riuscire entro allora a mettere assieme qualcosa, mentre continuano ad aleggiare voci di un costruttore turco avvicinato da tempo.
 

mercoledì 24 aprile 2019

Un Libro di Storia

"Time Out", il libro uscito il 17 aprile, scritto da Flavio Tranquillo per analizzare le vicende della Mens Sana e anche molto altro, ha il pregio capitale di essere il primo tentativo di storicizzare un decennio, e in senso lato un ventennio, caduto nell'oblio della narrazione sportiva. Ma soprattutto nell'oblio dell'intero movimento basket, che ha risolto l'imbarazzo di non sapere come porsi nei confronti di un'epoca a cui ogni componente è stata organica, pensando che intanto bastasse nasconderla sotto il tappeto come non ci fosse mai stata, invece di farsi delle domande e darsi delle risposte. Scomode. Molto.

mercoledì 17 aprile 2019

Il piano incrinato

Il piano di risanamento della Mens Sana Basket 1871 messo a punto dal nuovo amministratore delegato Massimo Dattile è pronto. Ma ha bisogno di un fatto immediato, il pagamento della sesta rata delle tasse federali entro la settimana prossima. E deve fare i conti con uno sviluppo che non blocca di per sé il piano ma sicuramente ne rende la realizzazione ancora più ardua: il pubblico ministero ha convocato la società in camera di consiglio il 28 maggio per un’udienza prefallimentare. Il cambio dell’ordine di priorità dei pagamenti, obbligato dall’intervento della magistratura, complica il tentativo di salvataggio del titolo sportivo.
 

venerdì 22 marzo 2019

Rispondere all'appello

E' il weekend della prima giornata di campionato, nella storia della Mens Sana, in cui non ci sarà una maglia biancoverde a correr dietro a un pallone che rimbalza. Ad aprirlo, dopo il giovedì con la visita e i sequestri della Finanza e l'apertura del fascicolo per appropriazione indebita, è arrivato in questo venerdì l'atteso uno-due della Federazione. Erano attesi i tre punti di penalizzazione dal Consiglio Federale per le liberatorie non presentate per il trimestre ottobre-dicembre. Ed era atteso, nessuna sorpresa, anche il rigetto del ricorso in appello contro l'esclusione dal campionato di A2. La difesa della Mens Sana andrà avanti? E che senso ha, ormai?
 

mercoledì 18 luglio 2018

Tar Sport

Qualche riflessione l'avrebbe fatta nascere vedere solo Ferdinando Minucci (e Olga Finetti, e Cesare Lazzeroni) andare avanti nella battaglia giudiziaria che, a livello sportivo, tra le altre cose, ha messo in discussione alcuni dei successi della Mens Sana Basket. Poi last minute, lunedì, sul filo di lana, all'ultimo giorno, è arrivato anche il ricorso della Mens Sana Basket 1871.

Sono dunque quattro i soggetti che hanno impugnato di fronte al Tar del Lazio le decisioni dello scorso aprile del Collegio di Garanzia del Coni con cui venivano confermate tutte le condanne inflitte in ambito federale. Anche in virtù dell'accelerazione impressa dalla richiesta di sospensiva contenuta nei ricorsi, è prevedibile che l'udienza venga fissata entro il mese di settembre, al massimo ottobre. E già la decisione sulla sospensiva sarà indicativa sulle possibilità complessive dei ricorsi.

martedì 3 aprile 2018

Meglio TARdi che mai?

L'ordinamento sportivo finisce qui. Il respingimento di ogni ricorso presentato al Collegio di Garanzia del Coni, a conclusione del secondo processo sportivo alla Mens Sana, lascia aperta una sola alternativa alla rinuncia alla difesa legale dei titoli revocati: il ricorso al Tar del Lazio. Un passo che non è stato deciso ufficialmente, non risulta. Ma che è stato già messo in conto. Prima ci saranno da leggere le motivazioni, che in occasione del precedente giro al Coni arrivarono dopo due mesi dalla decisione, e stavolta la questione non pare più semplice. Dire "aspettiamo le motivazioni" non è un manierismo per prendere tempo. E' l'attesa sostanziale per capire quanto senso abbia andare avanti.
 

lunedì 2 aprile 2018

La fine del processo sportivo

Dopo 654 giorni dal deferimento, due processi nelle aule della giustizia sportiva e di fatto sei gradi di giudizio, il 3 aprile è il giorno in cui di fronte al Collegio di Garanzia del Coni è prevista la parola fine sull'inchiesta sportiva che, oltre alle posizioni dei singoli dirigenti, ha messo in discussione cinque titoli (Scudetto 2012 e 2013, Coppa Italia 2012 e 2013, Supercoppa 2013) vinti sul campo dalla Mens Sana Basket poi fallita nel luglio 2014.

Che anche per il Coni si tratti di un procedimento non ordinario si capisce dal fatto che l'udienza è stata istruita con termini dimezzati rispetto alla prassi, segnalando quindi un'urgenza nel procedere. E soprattutto dal fatto che, a differenza di quanto avvenuto nel primo processo quando pure era stato richiesto, l'udienza si terrà a Sezioni Unite, come avviene per i giudizi di particolare rilievo: una sorta di All Star Game dei presidenti (o vicari) delle sezioni di cui si compone il Collegio di Garanzia. L'udienza non è affatto una formalità, ma è naturale aspettarsi che i giudici ci arrivino già con un'opinione molto formata sulla base delle carte messe in tavola nei precedenti gradi e delle memorie ricevute dalle parti. Si scende in campo così.

giovedì 25 gennaio 2018

Udienza finita

Avviata circa sei anni fa, già prima del fallimento tre anni e mezzo fa della Mens Sana Basket SpA, l'inchiesta Time Out era stata chiusa 22 mesi fa stringendo il cerchio attorno a 14 persone, nei cui confronti 14 mesi e mezzo fa era arrivata la richiesta di rinvio a giudizio. Dopo la partenza falsa di 11 mesi fa, l'udienza preliminare si è aperta 9 mesi e mezzo fa e, spalmata su più puntate, si è chiusa oggi.

Aggiornando così la contabilità: con esiti diversi in base alle decisioni del gup Roberta Malavasi, per 8 finisce qui (almeno nelle aule, ora ci sono le pene) con due patteggiamenti, cinque riti abbreviati e un non luogo a procedere; per 5 si va avanti, al dibattimento che comincerà tra due mesi e mezzo. Per le cronache di giornata, rimandiamo a quelle di chi era sul posto come Radio Siena Tv e Agenzia Impress. Usiamo semmai questo spazio per provare a fare ordine, perché in tutto questo tempo, con aperti anche un procedimento sportivo e uno civile, è facile perdere il filo. Riassumendo...

giovedì 21 dicembre 2017

Udienza infinita

Era atteso come il giorno in cui sarebbe stata incisa su pietra la verità giudiziaria sulle responsabilità penali per la fine della Mens Sana Basket. Le cronache - tra cui la vigilia di RadioSienaTv e il report sulla giornata di Cristian Lamorte su Agenziaimpress - dicono che è andata diversamente: la spiegazione rapida è che il gup Roberta Malavasi non ha condiviso, per i quattro a cui sono contestati reati tributari, l'impostazione in base a cui le difese avevano accordato un patteggiamento con la Procura. Traiamo le conseguenze.
       

martedì 7 novembre 2017

Nel dedalo delle motivazioni

"Accertata la frode sportiva, e accertato che per effetto di essa sia stato conquistato un titolo sportivo, il tribunale può disporne la revoca". E' un passaggio delle motivazioni, uscite nelle scorse ore, dopo la sentenza di primo grado del secondo processo sportivo alla Mens Sana.

Detto che sono stati accertati dei fatti, può dirsi accertato che si tratti di "frode sportiva", per come la definisce il Regolamento di Giustizia? Ed è stato "accertato" che i titoli sportivi sono stati conquistati esattamente e solo "per effetto di essa" (e non per meriti sportivi)? E "il tribunale può disporne la revoca" significa che "deve" o (domanda retorica) forse che dipende, e che in base alle circostanze esistono anche sanzioni diverse dal massimo della pena?

Rispetto a quanto visto nel primo processo, stavolta le motivazioni sono anche ben scritte, per i percorsi logici che toccano. Un problema però, anche stavolta, sono le risposte che non danno. Le parti hanno 15 giorni per fare ricorso, e come noto lo faranno. Anche se, viste le motivazioni, anche in appello si annuncia una discussione pro forma. In attesa - come chiaro giù subito dopo la sentenza - di rivedersi al Collegio di Garanzia del Coni.

mercoledì 25 ottobre 2017

Dritti come un treno verso il ritorno al Coni

Il déjà-vu di una sentenza già vista - identica a quella di appello di dieci mesi fa - ha aperto il secondo processo alla Mens Sana con una camera di consiglio di tre ore del Tribunale Federale, che tanto aveva già da qualche giorno in mano tutte le memorie ed evidentemente si è presentato già all'udienza con le idee abbastanza chiare. E d'altra parte la vicenda, già dai giudizi precedenti, ha abituato a camere di consiglio molto rapide.

Non c'è bisogno di aspettare le motivazioni, annunciate entro dieci giorni, per immaginare che come nel dicembre 2016 ricorreranno più o meno tutte le parti. Sicuramente lo farà Minucci, radiato, sicuramente lo faranno la Polisportiva (già deciso) e la Mens Sana Basket 1871 (anche se si aspetta il ritorno di Bertoletti all'indomani della sentenza per ratificarlo) contro la nuova revoca dei titoli 2012 e 2013: due scudetti, due Coppe Italia e una Supercoppa.
 
L'identica (rispetto al primo processo) impermeabilità alle eccezioni sollevate dalle difese, ancor prima di entrare nel merito, lascia pensare che anche in appello, finché si resterà all'interno della Federazione, l'esito non cambierà di molto: l'arrivo di nuovo al Collegio di Garanzia del Coni pare una previsione facile. E non c'è bisogno di aspettare le motivazioni per immaginare su cosa si baseranno i ricorsi, anche se a quanto già noto si sono aggiunti elementi nel corso dell'udienza, anche per come si è svolta.

martedì 24 ottobre 2017

Fuori tempo massimo?

Undici mesi dopo la prima udienza del primo processo, poi annullato dal Coni, il 25 ottobre è il giorno cerchiato sul calendario - dopo il rinvio a sorpresa di tre settimane fa - per il ritorno nelle aule Fip del processo alla Mens Sana che aveva messo in discussione, oltre alla posizione dei singoli dirigenti, anche alcuni titoli vinti. Che una sentenza arrivi subito, già in giornata, oppure che ci sia un rinvio, l'esito di questo nuovo procedimento sembra in parte già scritto dalle scelte processuali dell'accusa dal giorno della sentenza del Coni a oggi.

giovedì 19 ottobre 2017

Patto col diavolo

Si chiuderà il 21 dicembre il lungo capitolo giudiziario, sul fronte penale, che ha segnato e accompagnato la fine della vecchia Mens Sana Basket. Certo non per tutti: se in quell'ultima sessione dell'udienza preliminare sarà deciso per loro il rinvio a giudizio, chi non ha scelto il rito abbreviato (Federica Minucci, Pierluigi Zagni, Rosanna Mereu, Alessandro Terenzi e Stefano Bisi) andrà al dibattimento in aula.

Ma per le figure principali dell'inchiesta Time Out sarà quel giovedì prenatalizio il giorno del giudizio abbreviato (nel caso di Stefano Sammarini e Nicola Lombardini) o della decisione del gup sulla congruità o meno dei patteggiamenti concordati dalle difese col p.m., ultimo dei quali in ordine cronologico, formalizzato in aula nell'udienza delle scorse ore, quello di Ferdinando Minucci. Che comunque la si veda fa pensare.

lunedì 2 ottobre 2017

Tra tre settimane

Venerdì la Fip ha comunicato alle parti il rinvio d'ufficio al prossimo 25 ottobre della prima udienza al Tribunale Federale del nuovo processo sportivo per il caso Mens Sana, dopo l'annullamento del primo procedimento deciso dal Coni il 18 aprile, con motivazioni rilasciate il 21 giugno. E già le date e i tempi sono uno dei temi sul tavolo ancor prima dell'inizio delle discussioni in aula.

giovedì 20 luglio 2017

Uscita dal Time Out

Una parola definitiva se non su tutte, almeno su molte, delle posizioni di rilievo nell'inchiesta penale Time Out sui conti della vecchia Mens Sana Basket sarà scritta il prossimo 16 novembre. E' allora che - se non ci saranno ancora difetti di notifica, astensioni dei penalisti o scioperi universali - sarà chiamata a esprimersi il gup Roberta Malavasi.

E' infatti in sede di udienza preliminare che come preventivato da tempo almeno sei, ma probabilmente otto, delle 14 persone coinvolte, hanno scelto che si decida la loro sorte giudiziaria. Udienza preliminare di cui si tireranno le fila tra quattro mesi, ovvero nove mesi dopo il primo approdo in aula e venti mesi dopo la conclusione delle indagini iniziate oltre cinque anni e mezzo fa. Con in mezzo un fallimento e un processo sportivo, celebrato fino al terzo grado e poi annullato.

mercoledì 21 giugno 2017

Le motivazioni del Coni. Continuità. Cioè integrazione nel contraddittorio. Cioè palmares in eredità

Si aspettavano le motivazioni per capire come il Coni avrebbe riscritto i confini entro cui si giocherà il nuovo processo sportivo alla Mens Sana. Che ora - è il diktat del Coni - dovrà essere fatto integrando nel contraddittorio anche Polisportiva Mens Sana e Mens Sana Basket 1871, ritenuta legittima erede al punto da potersi fregiare del palmares storico biancoverde.

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