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giovedì 23 aprile 2020

Oggetti smarriti: La lavagnetta di Michalis

Il rapporto che mi lega a questo greco di ghiaccio viene da lontano. E’ un’amicizia di lunga data, coltivata in anni di applicazione costante al gioco, senza pause. Che poi di ghiaccio lui lo era sul campo, non certo fuori; con la gente il suo sorriso gentile esprimeva il vero carattere, quello di un ragazzo intelligente, dai modi delicati, socievole. Fin da piccolo a lui non bastava giocare a basket, o guardare il basket; voleva anche disegnarlo. E allora eccomi qui: sono la lavagnetta di Michalis Kakiouzis. Ora che è diventato allenatore mi porta sempre con sé, ma anche prima non scherzava affatto. Siccome sono una tipa precisa, sistematica, mi piace andare all’origine, per raccontarvi il personaggio.

venerdì 27 marzo 2020

Oggetti smarriti: Il sopra maglia di David

Spesso per far riuscire bene una cosa devi sudartela. Io sono abituato a questa situazione, perché insieme all’alter ego che mi veste abbiamo sempre lottato come il protagonista di un videogioco che deve affrontare, ad ogni livello, un mostro sempre più difficile. Cambiavano i colori, le squadre, le città, persino i continenti, ma la costante è sempre stata la solita: gambe in spalla, lavoro duro e poi su, fino alla cima della vetta. Sono stato una seconda pelle, e ne sono orgoglioso, perché chi era sotto di me ha amato e continua ad amare il Gioco con una dedizione che non ha confini. Io sono il sopramaglia di David Vanterpool. 

giovedì 27 febbraio 2020

Oggetti smarriti: La cavigliera di Larry

La caviglia è unarticolazione fragile. Va rispettata, curata, amata. Per qualcuno, come nel caso del mio protetto, la caviglia è strumento di lavoro, trampolino di lancio, perno di meraviglie. Tuttavia, quando il tuo cambio di direzione è più repentino di una pioggia in Irlanda, quando la tua sospensione ha la stessa potenza di un pistone da estrazione petrolifera, allora può risultare utile non affidarsi solo alla tenuta di tendini e muscoli. Se poi la suddetta articolazione ha già subito svariati traumi, allora diventa indispensabile fare ricorso a me.

Esattamente quello che è successo a colui che sarà mio compagno per la vita, un giocatore di pallacanestro che ha amato così tanto il suo sport da non essere mai stato in grado di smettere davvero. Può darsi che anche adesso, mentre vi parlo, sia da qualche parte in un campetto ad insegnare basket. Io sono la cavigliera di Larry Middleton. 
  

giovedì 13 febbraio 2020

Oggetti smarriti: Il tatuaggio di Boris

Sì sì lo so, non c’è bisogno di fare troppo i precisini. Lo so benissimo di non essere un oggetto, un vile manufatto artigianale (se non industriale), un trabiccolo da includere nella lista di memorabilia dal dubbio gusto che di solito elencate. Io sono un qualcosa che non si smarrisce, che non si dimentica; non come tutti i miei poco illustri colleghi che popolano l’armadietto zeppo di oggetti dimenticati da Dio. Tuttavia, visto che ho sentito che in questo spazio angusto e maleodorante vengono nominati grandi giocatori e si raccontano storie che sanno di basket e gioia, allora mi sono permesso, per una volta, di intrufolarmi.

giovedì 23 gennaio 2020

Oggetti smarriti: I polsini di Romain

Siamo sempre stati dei sentimentali. Anche se siamo fatti di cotone e nylon, le belle storie ci appassionano e commuovono. E’ per questo motivo che ricordiamo alla perfezione il giorno in cui lui ci scelse. Romain Guessagba Lebel. Anche il nome di battesimo, fatto di reminiscenze e suoni africani, ci piacque subito. 

giovedì 9 gennaio 2020

Oggetti smarriti: I tubetti di Voltaren di Ksistof

Un attimo. Sappiamo benissimo che noi in questa rubrica non ci potremmo stare. In un ipotetico armadietto di memorabilia, saremmo graditi come un piccione malato in una città che teme la peste. Eppure ci siamo, gioco forza. Anzi, in certi frangenti siamo stati decisivi per il risultato, quando la tenuta fisica del nostro assistito vacillava. 
 

mercoledì 18 dicembre 2019

Oggetti smarriti: Le Nike low "Kobe" di Nikos

Siamo state sull’espositore del negozio vicino al palazzo dello sport per pochissimo tempo. Poi è entrato lui ed è stato amore a prima vista. All’inizio non sapevamo dove quel ragazzo moro dal sorriso gentile ci avrebbe portate. Solo dopo abbiamo capito di aver fatto 6 al Superenalotto. Lo abbiamo iniziato ad intuire il giorno seguente, al primo allenamento. I colori, le maglie, lo stemma: nessun dubbio, si faceva sul serio.

mercoledì 27 novembre 2019

Oggetti smarriti. I pantaloncini XXXL di Bo

La pallacanestro è uno sport dinamico, bisogna saper fare un po’ di tutto. Si deve essere forti ma anche veloci, rudi ma anche aggraziati, saper correre ma anche danzare. Talvolta, galleggiare. Ergo, è indispensabile stare comodi. Provate voi a fare un giro in palleggio a tutta velocità seguito da penetrazione fulminante con indosso un paio di jeans attillati. E dunque, se di stare comodi si tratta, chi ci portava e ci porta ancora può senza dubbio essere preso a modello. Sì perché noi, in quanto pantaloncini XXXL di Lester Bo McCalebb, in questi giorni sul punto di tornare in pista in Europa, a Fuenlabrada, per nuove scorribande sui parquet. 
  

mercoledì 6 novembre 2019

Oggetti smarriti: La fascetta di Shaun

Io non sono un semplice oggetto. Io sono un simbolo. Ho giocato più partite io di tanti giocatori blasonati di serie A; presenza discreta, ma non troppo. Visibile ad un occhio attento anche dai terzi anelli, sono ben presto diventata un preciso punto di riferimento, assieme ai capelli che mi sovrastavano, per poter riconoscere il tipo che mi portava in giro per i parquet: io sono la fascia di Shaun Stonerook. 
  

martedì 8 gennaio 2019

#unoasettimana Tommaso Marino, la luce negli occhi di un finale da scrivere

Bisogna vedere a che punto siamo della storia. Se fosse la fine non sarebbe stato un gran bel libro, caso mai uno di quelli che sanno d’incompiuto, con inizio dolce più di un favo di miele e finale amaro come una cucchiaiata di fiele. Ma se invece, come è in realtà, il finale deve ancora essere scritto, allora la trama può prendere tutt’altra piega e riservare un finale ricco di emozioni.

No, non può essere questa la stagione che Tommaso Marino, enfant du pays per antonomasia, si attendeva e sperava. Tornato a Siena con un’esperienza alle spalle assai ricca di crescita e soddisfazioni personali ed in più con i gradi di capitano della Mens Sana, non si è sottratto alla responsabilità che stampa e tifosi gli hanno da subito affibbiato, senza tanti fronzoli: essere il leader di una squadra nuova, con buone aspettative ma tutta da assemblare.
   

giovedì 27 dicembre 2018

#unoasettimana Alex Ranuzzi, una vita per l'onda giusta

Devi sentire l’onda, assecondare la sua energia, sintonizzarti e poi lasciarti andare”. Questa rara perla di saggezza esce dalle labbra di Bodhi, protagonista indiscusso del film Point Break, una delle eredità interpretative del compianto Patrick Swayze.

venerdì 14 dicembre 2018

#unoasettimana Todor Radonjic, "uomo schermo" di Moretti

Nel Medioevo, tra le tante regole non scritte dell’amore cortese c’era anche quella che imponeva all’innamorato di non dichiarare apertamente il suo amore, per non svelare l’identità dell’amata e preservarne intatto l’onore.

martedì 27 novembre 2018

#unoasettimana Jack Sanguinetti, l'uomo che risolve i problemi

Avete presente la faccia di Wolf, quel disinvolto benché lugubre personaggio magistralmente interpretato da Harvey Keitel, che nel film Pulp Fiction suona alla porta e si presenta come colui che “risolve problemi”?

Se non la ricordate, fate uno sforzo di immaginazione: prendete un’espressione tranquilla, serafica, mischiatela ad un tocco di mistero e condite il tutto con un pizzico di follia. Voilà, ricetta pronta. Se ancora non siete in grado di visualizzarla, potete sempre usare come riferimento la faccia che fa Jack Sanguinetti quando è in campo: quella sì che somiglia ai modi di Mr. Wolf.
 

giovedì 22 novembre 2018

#unoasettimana Janko Cepic, il ragazzo si è fatto uomo

La prima volta che ha messo piede sulle lastre aveva appena 16 anni. Sembra passata una vita, eppure il tutto succedeva meno di quattro anni or sono. Di Siena sapeva poco, o meglio sapeva quanto bastava: lì c’è la Mens Sana, uguale basket di alto livello.

martedì 13 novembre 2018

#unoasettimana Ion Lupusor, il licantropo del parquet

Fra i grandi temi ricorrenti nella letteratura antica ce n’è uno che fin dal principio ha avuto un posto di rilievo assoluto nella hit parade delle scelte autoriali, quello delle metamorfosi. Le storie di metamorfosi devono piacere anche a Ion Lupusor.

martedì 6 novembre 2018

martedì 30 ottobre 2018

#unoasettimana Mitch Poletti, il totem del destino

Nel variopinto mondo della mitologia, le Parche erano coloro che, senza dover sottostare a nessun comando, detenevano il potere di decidere sulla vita e sulla morte degli uomini. Figlie del Fato, nemmeno il sommo Zeus aveva dominio su di esse, e loro in tutta libertà, talvolta seguendo unicamente il capriccio, tessevano con fili magici le esistenze di ogni essere umano. La prima filava la vita, la seconda ne giudicava lunghezza e qualità, la terza tagliava inesorabilmente il filo. 

Con qualcuno però le non molto amabili donzelle ed il severo padre sembrano aver abbondato in generosità, come nel caso di Mitch Poletti, nuovo centro mensanino, la cui carriera pare legata con lacci stretti ai voleri di papà Fato, che all’inizio decide di inserirlo in quel miracolo di squadra giovanile che era la Casalpusterlengo del Gallo e Pietrino Aradori, con i quali vince tutto, anche i tornei di tappini.
  

martedì 16 ottobre 2018

#unoasettimana AJ Pacher, Mr. Passion is coming to town

Qual è colui che sognando vede, / che dopo ‘l sogno la passione impressa / rimane, e l’altro alla mente non riede (...)”. In soldoni: è come quando uno fa un sogno e, svegliatosi, trattiene ancora le emozioni fondamentali, mentre i particolari si perdono, sfumano. Così Dante Alighieri, in uno dei suoi strepitosi quanto visionari paragoni nel XXXIII del paradiso.

mercoledì 10 ottobre 2018

#unoasettimana Carlos Edilson Alcantara Morais, la roccia angolana venuta per stupire

Una di quelle notti. Uno di quei momenti in cui ti senti cosparso dalla grazia di Dio e hai la netta sensazione che nessuno ti possa fermare, nemmeno se arrivasse una falange armata capitanata da Alessandro il macedone in persona. Si deve essere sentito più o meno così Carlos Morais la sera del 31 ottobre del 2013.

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