Il giorno della condanna in primo grado di Filippo e Massimo Macchi per i reati che hanno portato al fallimento la Mens Sana Basket 1871 scrive le ultime righe di una storia da cui sembrano passati vent’anni, se non ci fossero le conseguenze che si pagano ancora oggi a ricordare che di anni ne sono passati solo cinque. Conseguenze in termini di danni fatti perfino oltre l’annientamento del basket mensanino, che è dovuto ripartire letteralmente da zero, ma anche in termini di disastri reputazionali che sono rimasti attaccati a Viale Sclavo: a rigor di logica non avrebbero dovuto entrarci niente con la società nuova, ma di fatto l’hanno costretta ad anni di lavoro per ripulire l’immagine di un nome glorioso e ricostruire la fiducia con la città, dopo che aziende messe in fuga da mesi di malaffare sono andate comprensibilmente altrove e solo lentamente si stanno riavvicinando.
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sabato 16 novembre 2024
giovedì 19 novembre 2020
NBA, provincia di Siena
Siena è la città che ha portato il basket in Italia (detto col sorriso. E sulla base di note e indiscutibili prove storiche :D) ma fino al draft Nba ancora non ci era arrivata, e l’evento merita una celebrazione. Ce l’ha portata Nico Mannion, grande speranza azzurra del futuro, già nazionale da anni, un anno al college ad Arizona e la più bella delle città nella carta d’identità. “From Siena, Italy”: così è stata annunciata la sua scelta.
giovedì 2 gennaio 2020
Cosa resta della Mens Sana Basket 1871
Il 2019 è stato l'anno che ha visto finire l'esperienza della Mens Sana Basket 1871. Con la dichiarazione di fallimento di venerdì 13 dicembre, il giudice delegato Valentina Lisi ha deciso di non accordare ulteriori proroghe alla richiesta di concordato preventivo avanzata dalla Siena Sport Network, affidando alla commercialista Franca Carta l'incarico di curatrice fallimentare: in agenda, per lei e per un centinaio di creditori, l'udienza per l'esame dello stato passivo fissata al 15 aprile prossimo, come appreso dagli approfondimenti della Nazione e del Corriere di Siena. Resta in attesa di un esito l'inchiesta penale aperta a marzo dalla Procura, mossa da un'ipotesi accusatoria di appropriazione indebita.
Il finale sanguinoso di una traversata nel deserto lunga cinque anni, da suggellare ora provando a portarsi dietro dieci lezioni dalla nascita, la vita e la morte della Mens Sana Basket 1871 e di quello che le se è mossa attorno. Lezioni del tutto opinabili, perché si tratta di opinioni (per quanto basate su fatti) e in quanto tali contestabili, per carità. Magari può essere l'inizio di un ragionamento, sensibile di essere aggiornato, sviluppato, proseguito, anche perché sicuramente qualcosa è sfuggito. Anche perché cinque anni del genere non si possono chiudere così frettolosamente (per quanto la brevità non sia esattamente la cifra stilistica di questo post). Di certo è l'elaborazione di un lutto.
Il finale sanguinoso di una traversata nel deserto lunga cinque anni, da suggellare ora provando a portarsi dietro dieci lezioni dalla nascita, la vita e la morte della Mens Sana Basket 1871 e di quello che le se è mossa attorno. Lezioni del tutto opinabili, perché si tratta di opinioni (per quanto basate su fatti) e in quanto tali contestabili, per carità. Magari può essere l'inizio di un ragionamento, sensibile di essere aggiornato, sviluppato, proseguito, anche perché sicuramente qualcosa è sfuggito. Anche perché cinque anni del genere non si possono chiudere così frettolosamente (per quanto la brevità non sia esattamente la cifra stilistica di questo post). Di certo è l'elaborazione di un lutto.
sabato 8 giugno 2019
Finale alternativo
L'arrivo in questi giorni di 11 altri punti di penalizzazione, pari al numero di ulteriori lodi non sanati, per un totale di -17 sulla prossima stagione, ha rinfocolato il dolore - che solo il tempo e la rassegnazione avevano parzialmente sedato - per la situazione in cui versa ciò che resta della Mens Sana Basket 1871. Che non è morta, né per la Federazione, né per il diritto societario, né per il tribunale. Potrebbe esserlo di qui a un mese, o anche meno. Ma quelle che mancano allo scadere del conto alla rovescia giudiziario e sportivo non saranno solo settimane di sola inerme attesa, ma anche di movimenti da capire.
mercoledì 17 aprile 2019
Il piano incrinato
Il piano di risanamento della Mens Sana Basket 1871 messo a punto dal nuovo amministratore delegato Massimo Dattile è pronto. Ma ha bisogno di un fatto immediato, il pagamento della sesta rata delle tasse federali entro la settimana prossima. E deve fare i conti con uno sviluppo che non blocca di per sé il piano ma sicuramente ne rende la realizzazione ancora più ardua: il pubblico ministero ha convocato la società in camera di consiglio il 28 maggio per un’udienza prefallimentare. Il cambio dell’ordine di priorità dei pagamenti, obbligato dall’intervento della magistratura, complica il tentativo di salvataggio del titolo sportivo.
venerdì 22 marzo 2019
Rispondere all'appello
E' il weekend della prima giornata di campionato, nella storia della Mens Sana, in cui non ci sarà una maglia biancoverde a correr dietro a un pallone che rimbalza. Ad aprirlo, dopo il giovedì con la visita e i sequestri della Finanza e l'apertura del fascicolo per appropriazione indebita, è arrivato in questo venerdì l'atteso uno-due della Federazione. Erano attesi i tre punti di penalizzazione dal Consiglio Federale per le liberatorie non presentate per il trimestre ottobre-dicembre. Ed era atteso, nessuna sorpresa, anche il rigetto del ricorso in appello contro l'esclusione dal campionato di A2. La difesa della Mens Sana andrà avanti? E che senso ha, ormai?
mercoledì 20 marzo 2019
Il giorno di dolore
Il basket in Italia lo ha portato la Mens Sana nel 1907. Il basket, oggi, perde la Mens Sana, con l'esclusione dal campionato di Serie A2. Finale scritto, e meritato, per una gestione criminale che ha trascinato la Mens Sana nel guano del punto più basso di una storia vissuta per decenni come orgoglio identitario cittadino e istituzione gloriosa del movimento. Purtroppo è un film già visto che la giustizia sportiva colpisca, ancor più degli evidenti responsabili, chi di tutto questo è vittima: la gente di Mens Sana già stremata da mesi.
martedì 19 marzo 2019
domenica 17 marzo 2019
17 marzo 2019
In uno dei momenti più bassi della storia della Mens Sana
(ma quante volte lo abbiamo ripetuto nelle ultime settimane? E quante volte si è
abbassata quell’asticella?) Biella ha conquistato i due punti (61-93) contro una
formazione composta completamente dai ragazzi delle giovanili, dopo che fino
all’ultimo minuto si è cercato di trovare le risorse e gli argomenti per
convincere i senior superstiti a giocarla. Una partita che finirà nuovamente
sotto i riflettori di tutti i media e le istituzioni, come è giusto che sia,
quando si lanciano degli eroici ragazzi allo sbaraglio contro giocatori
professionisti.
venerdì 15 marzo 2019
Il Commissario Max
Le notizie dai motori di ricerca su Massimo Dattile, nuovo amministratore delegato della Mens Sana, può vederle chiunque, su tutte il pesante risanamento della ditta in liquidazione "Guido Boscaglia", che si occupa di manutenzione ambientale tra le province di Grosseto e Siena. Non c'è bisogno di ripetersi qui, proviamo ad andare oltre.
domenica 10 marzo 2019
Macchi(a) nella storia
Da Legnano a Legnano. Era poco più di due anni fa quando in viaggio verso Legnano per una trasferta di metà febbraio la Mens Sana, conclusa la trattativa per il coinvolgimento della famiglia Macchi, sognava di potersi fermare lungo la strada per ritirare le maglie finalmente col sospirato sponsor: averlo trovato significava salvezza. Per quelle maglie e quello sponsor si dovette aspettare altri due mesi, l'ultima di campionato.
Fast forward, il 10 marzo 2019 la trasferta di Legnano è il punto più basso della storia della Mens Sana, che per la prima volta in più di 70 anni di vita non si è presentata a giocare una partita. E sarebbe stato il punto più basso anche se si fosse presentata, mandando allo sbaraglio ragazzi che non lo meritavano, come a un certo punto sembrava. E a fronte di uno scempio del genere il popolo della Mens Sana (non i piccoli apprezzabili gruppi, ma uno spontaneo movimento di massa), a Siena, cosa fa? Si muoverà con delle azioni pubbliche? Di tutto questo, chi ne è responsabile dovrà rispondere davanti a una città, davanti alla storia e con ogni probabilità intanto davanti alla legge.
Fast forward, il 10 marzo 2019 la trasferta di Legnano è il punto più basso della storia della Mens Sana, che per la prima volta in più di 70 anni di vita non si è presentata a giocare una partita. E sarebbe stato il punto più basso anche se si fosse presentata, mandando allo sbaraglio ragazzi che non lo meritavano, come a un certo punto sembrava. E a fronte di uno scempio del genere il popolo della Mens Sana (non i piccoli apprezzabili gruppi, ma uno spontaneo movimento di massa), a Siena, cosa fa? Si muoverà con delle azioni pubbliche? Di tutto questo, chi ne è responsabile dovrà rispondere davanti a una città, davanti alla storia e con ogni probabilità intanto davanti alla legge.
domenica 3 marzo 2019
What the FAQ
Finire o meno il campionato. Perdere o meno l'affiliazione. Far finire la stagione alle giovanili. Far sopravvivere le giovanili a questa stagione. Evitare il fallimento. E poi ripartire. Come?
domenica 24 febbraio 2019
Travaglio
Fino a cinque anni fa la Mens Sana girava i palazzi di tutta Europa come ammirata portatrice di una scuola di basket, il cui valore tecnico per gli addetti ai lavori trascende anche oggi ogni asterisco postumo messo da revoche e inchieste. Quattro anni fa, orgogliosa rappresentante del blasone di una tradizione sportiva nonostante la caduta agli inferi, la Mens Sana girava le tensostrutture gonfiate a elio della Serie B piene di condensa anche perché trasudavano passione vera, spesso pane e salame. Per dire che l'onore non è questione di categoria, del valore tecnico di chi scende in campo o di chi c'è di fronte. Ma riducendo la Mens Sana nelle condizioni di oggi si infanga tutto questo, oltre alla dignità professionale e personale di chi ci lavora.
Che a Treviglio, con la stessa formazione (più Lupusor) che giovedì aveva perso 76-73 l'amichevole infrasettimanale con la Virtus penultima in Serie B, se l'è giocata totalmente alla pari per tre quarti sul campo della squadra (sì priva di Nikolic) meritatamente quarta in classifica (alla fine 92-62). E' fatalmente la giornata, la numero 23 su 30, in cui la Mens Sana per la prima volta resta terzultima, e dunque in zona playout, superata da Tortona e staccata ormai di tre punti da Eurobasket. Adesso il campionato si ferma una settimana, per ripartire il 10 marzo nella sfida playout a Legnano. Nel frattempo gli occhi sono tutti per la partita fuori dal campo. Com'è ormai da mesi.
Che a Treviglio, con la stessa formazione (più Lupusor) che giovedì aveva perso 76-73 l'amichevole infrasettimanale con la Virtus penultima in Serie B, se l'è giocata totalmente alla pari per tre quarti sul campo della squadra (sì priva di Nikolic) meritatamente quarta in classifica (alla fine 92-62). E' fatalmente la giornata, la numero 23 su 30, in cui la Mens Sana per la prima volta resta terzultima, e dunque in zona playout, superata da Tortona e staccata ormai di tre punti da Eurobasket. Adesso il campionato si ferma una settimana, per ripartire il 10 marzo nella sfida playout a Legnano. Nel frattempo gli occhi sono tutti per la partita fuori dal campo. Com'è ormai da mesi.
martedì 19 febbraio 2019
Panico da zero a dieci: Perchè tutti, il SASSS, il silenzio degli innocenti e le speranze per il futuro
"Ma a sto punto non era meglio direttamente Carminati?"
10 Perché tutti Perché tutti quando siamo entrati in quel palazzo domenica eravamo convinti del -40. Perché tutti a metà primo quarto eravamo ancora convinti del -40. Perché tutti quando è entrata la tripla di Ceccarelli, sempre nel primo quarto, abbiamo pensato "e se...". Perché tutti quando abbiamo visto Scafati tramortita, confusa, disarmata davanti alla rabbia e alla voglia di quei ragazzi ci siamo entusiasmati. Perché tutti ci abbiamo creduto un po' di più a ogni fallo di Goodwin e a ogni suo gesto di esasperazione davanti a un Lupusor formato extra-lusso. Perché tutti alla prima tripla nel quarto quarto di Thomas abbiamo pensato "ahi". Perché tutti abbiamo vissuto una delle più belle partite della stagione, a tratti con l'incoscienza che il mondo attorno non stesse precipitando nel vuoto cosmico, grazie a un gruppo che fino all'ultimo momento ci ha voluto dimostrare cosa fosse la Mens Sana.
domenica 17 febbraio 2019
Scafati di casa
Poteva essere una polveriera pronta a detonare da un momento
all’altro, è stata alla fine una delle più belle partite della stagione, per
motivi che però non hanno nulla a che vedere con la pallacanestro. Dopo aver perso questa settimana Pacher, Morais, Prandin e Marino, la Mens Sana
è rimasta in partita per 38 minuti, prima che Thomas si rendesse conto che
rischiava di perdere contro una squadra che schierava ragazzini delle giovanili
e si ricordasse improvvisamente di essere un giocatore di basket (76-83). Resta una
partita con una carica emotiva difficile da metabolizzare e analizzare, anomala
da tutti i punti di vista, tanto da aver messo in palese difficoltà Scafati
nell’approcciarla.
martedì 12 febbraio 2019
Istiantanea
La fotografia sull'orlo del baratro è quella di una squadra il cui primo allenamento della settimana - la settimana che porta a una delle partite che in teoria non si potevano fallire nella corsa salvezza - non è neanche un allenamento ma una seduta di tiro. Ed è una seduta di tiro con quattro giocatori "senior". Sono più o meno le condizioni in cui con ogni probabilità la Mens Sana dovrà scendere in campo domenica con Scafati. Non è solo questione di come finirà, ma anche del diritto alla dignità di una società, di una storia, di un popolo: nella tradizione di questo patrimonio della città e del basket, ci sono stati dolori forti e momenti sportivamente meno nobili, ma mai si sono vissute queste umiliazioni. Una pena, una tortura, uno scempio.
domenica 10 febbraio 2019
Giochi senza frontiere
La Mens Sana è durata quanto ha potuto (96-82) sul campo di Trapani, che al di là delle tre sconfitte di fila da cui veniva non dev'essere messa benissimo se ha fatto questa partita contro una squadra come la On Sharing che ha giocato con animo e idee, ma obiettivamente era in condizioni singolari. Senza rappresentanti della proprietà a casa del presidente di Lega Pietro Basciano, patron di Trapani, la Mens Sana era in Sicilia senza i due lunghi titolari della squadra estiva, Pacher e Poletti, nonché i due giocatori più pagati (per dire il peso specifico nel roster), tra cui uno dei due stranieri. E altri due giocatori sono in uscita: gli abbracci sul parquet di Morais a fine partita hanno fatto pensare molti. Sarebbe stato bello conoscerti in circostanze normali, Carlos. Certo, che così diventa Giochi senza Frontiere. Come quelli fuori dal campo.
venerdì 8 febbraio 2019
Strada facendo
E' maturata negli ultimi giorni una strada stretta per provare dare un futuro alla Mens Sana. Di breve termine, per fronteggiare l'emergenza. Una volta sopravvissuti, sul lungo termine si ragionerebbe più avanti, a fine stagione. Non è l'unico tra gli sforzi in cantiere per salvare la Mens Sana, né per ora neanche necessariamente è quello vincente rispetto agli altri. E' il primo che sta scoprendo le carte. Tenendo fermo l'attuale assetto societario, in cui la Siena Sport Network ha una maggioranza quasi totalitaria, e sempre sotto la presidenza di Massimo Macchi, prevederebbe l'arrivo, "benedetto" dalla volontà dell'attuale proprietà, di una diversa figura alla direzione della società, la cui presenza aiuterebbe a sbloccare i canali per l'arrivo di nuove risorse provenienti da sponsorizzazioni, anche riconducibili al settore pubblico, deducibile sinonimo di una "benedizione" anche dell'amministrazione.
mercoledì 6 febbraio 2019
Panico da zero a dieci: I link, Sanremo, gli sfoghi e il Protocollo P.D.M.
"Chi glielo dice ora che anche la FIP vuole essere pagata con le fatture elettroniche?"
10 Vittoria Servivano solo i due punti contro Cassino, e due
punti sono arrivati. Sporchi, sudati, contro una squadra che era molto più
organizzata di quanto possa far intendere la posizione in classifica e molto motivata a fare bene. Due punti arrivati alla fine di una partita a larghi tratti inguardabile, decisa da episodi e conclusa con un clima infernale. Ma sono arrivati.
domenica 3 febbraio 2019
Un bel Cassino
Il risultato è il lieto fine del film horror. Senza intento di offendere nessuno, ma tra la mortificante situazione fuori dal campo, la partita vista in campo e i veleni in cui è finita, qualcuno può dire di aver passato una serata divertente? Battuta 67-65 col sospirone di sollievo in fondo, Cassino è più forte di quanto dica una classifica da 18 sconfitte in 20 partite. Sulla Mens Sana non poteva non pesare la precarietà della terza partita in sette giorni, nel momento in cui la cessione del centro titolare ha costretto a cambiare pelle. Le tensioni arbitrali e le provocazioni di alcuni avversari l'hanno fatta finire nelle sabbie mobili di un nervosismo che ha intossicato la serata.
Resterà purtroppo sotto i riflettori un'accusa infamante, che non si può ignorare. A caldo c'è solo la parola di Mike Hall. Se veramente qualcuno dovesse essersi reso protagonista di episodi di razzismo, non illudiamoci che arrivi a capire che dovrebbe solo vergognarsi. Innanzi tutto per la mancanza dei minimi strumenti linguistici e culturali (cultura umana e sportiva, non accademica) che sono comunque a disposizione di chi a una partita di basket vuole fare il tifo... anche tifo contro! E soprattutto per aver dato il nome, la reputazione e la dignità di una città intera e della sua gente in pasto al circo mediatico che, non senza senso, si scatenerà adesso per colpa di un idiota. Non è giusto.
Resterà purtroppo sotto i riflettori un'accusa infamante, che non si può ignorare. A caldo c'è solo la parola di Mike Hall. Se veramente qualcuno dovesse essersi reso protagonista di episodi di razzismo, non illudiamoci che arrivi a capire che dovrebbe solo vergognarsi. Innanzi tutto per la mancanza dei minimi strumenti linguistici e culturali (cultura umana e sportiva, non accademica) che sono comunque a disposizione di chi a una partita di basket vuole fare il tifo... anche tifo contro! E soprattutto per aver dato il nome, la reputazione e la dignità di una città intera e della sua gente in pasto al circo mediatico che, non senza senso, si scatenerà adesso per colpa di un idiota. Non è giusto.
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