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sabato 16 novembre 2024

La condanna di Filippo e Massimo Macchi

Il giorno della condanna in primo grado di Filippo e Massimo Macchi per i reati che hanno portato al fallimento la Mens Sana Basket 1871 scrive le ultime righe di una storia da cui sembrano passati vent’anni, se non ci fossero le conseguenze che si pagano ancora oggi a ricordare che di anni ne sono passati solo cinque. Conseguenze in termini di danni fatti perfino oltre l’annientamento del basket mensanino, che è dovuto ripartire letteralmente da zero, ma anche in termini di disastri reputazionali che sono rimasti attaccati a Viale Sclavo: a rigor di logica non avrebbero dovuto entrarci niente con la società nuova, ma di fatto l’hanno costretta ad anni di lavoro per ripulire l’immagine di un nome glorioso e ricostruire la fiducia con la città, dopo che aziende messe in fuga da mesi di malaffare sono andate comprensibilmente altrove e solo lentamente si stanno riavvicinando.
   

venerdì 2 settembre 2022

Il primo campionato di sempre con le tre senesi: per chi è un'opportunità, per chi è un rischio

L'inizio della preparazione e degli allenamenti ha alzato il velo su una stagione a suo modo storica per il basket senese, quello in cui le tre istituzioni del basket cittadino giocheranno per la prima volta tutte nello stesso campionato. Non sarà sempre così e non si tratta in questa sede di ragionare sulle vicende che in direzioni opposte hanno annullato il gap di categoria cristallizzato in decenni di storia, una livella che mette oggi Mens Sana, Costone e Virtus tutte sulla stessa griglia di partenza della stessa serie, la prossima Serie C Gold. 

Ma la fotografia del presente è il punto di partenza per una riflessione, prima del via, su cosa questa congiuntura unica può significare in prospettiva, in termini di opportunità e rischi, per il futuro di ognuna delle società senesi. Perché è vero e giusto che la corsa va fatta su sé stessi e su tutte le avversarie del campionato, non solo su alcune. Ma inevitabilmente il confronto con le rivali cittadine darà un bel senso alla stagione. 

giovedì 2 gennaio 2020

Cosa resta della Mens Sana Basket 1871

Il 2019 è stato l'anno che ha visto finire l'esperienza della Mens Sana Basket 1871. Con la dichiarazione di fallimento di venerdì 13 dicembre, il giudice delegato Valentina Lisi ha deciso di non accordare ulteriori proroghe alla richiesta di concordato preventivo avanzata dalla Siena Sport Network, affidando alla commercialista Franca Carta l'incarico di curatrice fallimentare: in agenda, per lei e per un centinaio di creditori, l'udienza per l'esame dello stato passivo fissata al 15 aprile prossimo, come appreso dagli approfondimenti della Nazione e del Corriere di Siena. Resta in attesa di un esito l'inchiesta penale aperta a marzo dalla Procura, mossa da un'ipotesi accusatoria di appropriazione indebita.

Il finale sanguinoso di una traversata nel deserto lunga cinque anni, da suggellare ora provando a portarsi dietro dieci lezioni dalla nascita, la vita e la morte della Mens Sana Basket 1871 e di quello che le se è mossa attorno. Lezioni del tutto opinabili, perché si tratta di opinioni (per quanto basate su fatti) e in quanto tali contestabili, per carità. Magari può essere l'inizio di un ragionamento, sensibile di essere aggiornato, sviluppato, proseguito, anche perché sicuramente qualcosa è sfuggito. Anche perché cinque anni del genere non si possono chiudere così frettolosamente (per quanto la brevità non sia esattamente la cifra stilistica di questo post). Di certo è l'elaborazione di un lutto.

domenica 10 marzo 2019

Macchi(a) nella storia

Da Legnano a Legnano. Era poco più di due anni fa quando in viaggio verso Legnano per una trasferta di metà febbraio la Mens Sana, conclusa la trattativa per il coinvolgimento della famiglia Macchi, sognava di potersi fermare lungo la strada per ritirare le maglie finalmente col sospirato sponsor: averlo trovato significava salvezza. Per quelle maglie e quello sponsor si dovette aspettare altri due mesi, l'ultima di campionato.

Fast forward, il 10 marzo 2019 la trasferta di Legnano è il punto più basso della storia della Mens Sana, che per la prima volta in più di 70 anni di vita non si è presentata a giocare una partita. E sarebbe stato il punto più basso anche se si fosse presentata, mandando allo sbaraglio ragazzi che non lo meritavano, come a un certo punto sembrava. E a fronte di uno scempio del genere il popolo della Mens Sana (non i piccoli apprezzabili gruppi, ma uno spontaneo movimento di massa), a Siena, cosa fa? Si muoverà con delle azioni pubbliche? Di tutto questo, chi ne è responsabile dovrà rispondere davanti a una città, davanti alla storia e con ogni probabilità intanto davanti alla legge.
 

domenica 3 febbraio 2019

Un bel Cassino

Il risultato è il lieto fine del film horror. Senza intento di offendere nessuno, ma tra la mortificante situazione fuori dal campo, la partita vista in campo e i veleni in cui è finita, qualcuno può dire di aver passato una serata divertente? Battuta 67-65 col sospirone di sollievo in fondo, Cassino è più forte di quanto dica una classifica da 18 sconfitte in 20 partite. Sulla Mens Sana non poteva non pesare la precarietà della terza partita in sette giorni, nel momento in cui la cessione del centro titolare ha costretto a cambiare pelle. Le tensioni arbitrali e le provocazioni di alcuni avversari l'hanno fatta finire nelle sabbie mobili di un nervosismo che ha intossicato la serata.

Resterà purtroppo sotto i riflettori un'accusa infamante, che non si può ignorare. A caldo c'è solo la parola di Mike Hall. Se veramente qualcuno dovesse essersi reso protagonista di episodi di razzismo, non illudiamoci che arrivi a capire che dovrebbe solo vergognarsi. Innanzi tutto per la mancanza dei minimi strumenti linguistici e culturali (cultura umana e sportiva, non accademica) che sono comunque a disposizione di chi a una partita di basket vuole fare il tifo... anche tifo contro! E soprattutto per aver dato il nome, la reputazione e la dignità di una città intera e della sua gente in pasto al circo mediatico che, non senza senso, si scatenerà adesso per colpa di un idiota. Non è giusto.
 

martedì 22 gennaio 2019

Panico da zero a 10: Maria regina di Scozia, la domanda fondamentale, le ragioni e il rispetto

"E benvenute a ste cessioni, belle grosse e per pressioni, e tu che sei, un po' gnà gnà, e dimme un po' che stai a sbloccà"

10 Maria regina di Scozia Un bel film diretto e interpretato senza sbavature che racconta la storia del dualismo tra Maria Stuarda ed Elisabetta I. Non perfetto, con alti e bassi e difetti qua e là, ma che comunque ho di gran lunga preferito alla visione della partita di domenica. Nessuno riuscirà mai a farmi pentire della mia scelta, ho un "Quarantadue" pronto per chiunque ci voglia provare.

sabato 12 gennaio 2019

La prima di ritorno

E' mancato poco. Un fallo su quell'ultimo possesso di Pacher, anche se in queste situazioni gli arbitri tendono a dimenticarsi il fischietto. O un canestro sull'occasione perfetta in sottomano di Morais. Oppure che facesse lo stesso uso dell'occasione perfetta anche Blizzard, con quattro metri di spazio (ahia) per prendersi la tripla decisiva del 76-77. Non è il momento di stare a far della filosofia su quanto a volte sia sottile il confine tra vittoria e sconfitta. Poggio e buca, si fa pari con l'andata: allora Knowles sbagliò l'ultimo tiro, Blizzard stavolta no; allora Morais segnò in area, stavolta no.

Knowles non c'è più, come altri: Tortona era alla prima uscita col roster rivoluzionato eppure già quadrata. Quanto vale adesso lo diranno le prossime partite, ma aveva poco della squadra (comunque forte sulla carta) che ha vinto 4 partite in tutta l'andata. Sì, con Tortona la Mens Sana è stata avanti solo 4 minuti su 40, e solo sei secondi negli ultimi 13'15". Eppure è stata una prestazione interessante, a un solo episodio di distanza da essere una vittoria importante. Invece no. Alla terza sconfitta casalinga stagionale, la Mens Sana poteva andare a +7 dal terzultimo posto e ora resta solo a +3, ancora a cinque vittorie di distanza dalla teorica quota salvezza: la buona notizia è che Scafati (sconfitta a Bergamo) resta solo a +1 sulla Mens Sana, la cattiva che Trapani dominando in casa di Eurobasket ha allungato a +3.

martedì 6 novembre 2018

Il varo

La Mens Sana Basket 1871 ha varato nell'assemblea straordinaria dei soci l'annunciato aumento di capitale da 500mila euro. Polisportiva e Associazione Io Tifo Mens Sana si sono presi qualche giorno per comunicare se sottoscriveranno o meno l'aumento, dopo le riunioni dei rispettivi organi direttivi. Possibile che le risposte arrivino prima, ma tutti i soci per legge hanno 30 giorni di tempo per comunicare al presidente se avvalersi o meno dei loro diritti di opzione.

Compreso il Consorzio, che era assente in assemblea, i cui accordi con la Siena Sport Network per l'uscita dai patti parasociali sono in fase di scrittura, in vista di un futuro - come noto - non più da socio ma da "sponsor" della Mens Sana. Superata dagli eventi, che però saranno ratificati proprio contestualmente a questo aumento di capitale, al momento la compagine sociale vede la Siena Sport Network, riconducibile alla famiglia Macchi, col 61% delle quote del club, il Consorzio Basket e Sport a Siena risulta ancora al 22%, l'Associazione Io Tifo Mens Sana al 15% e la Polisportiva Mens Sana al 2%.

sabato 27 gennaio 2018

La Mens Sana nell'era Macchi

Il 26 gennaio 2018 è il giorno in cui Massimo Macchi è diventato ufficialmente il nuovo presidente della Mens Sana, in un consiglio di amministrazione adesso a otto membri, di cui cinque in quota alla Siena Sport Network, il veicolo di controllato dalla famiglia Macchi. Che in virtù della partecipazione per quasi 167mila euro al ripianamento del bilancio 2016/17 sale dal 34% al 61,127% delle quote sociali, maggioranza assoluta. Annunciato da almeno da un paio di mesi, oggi è interessante capire cosa questo passaggio significa per il futuro della Mens Sana.
     

venerdì 22 dicembre 2017

Accelerazioni. Riflessioni

Massimo Macchi è pronto per la presidenza della Mens Sana. Tra tutti gli sviluppi attesi delle ultime evoluzioni societarie, questo è quello che nell'ultimo mese ha subito la maggiore accelerazione, accorciando i tempi di una soluzione naturale. Ma non è l'unica evoluzione dopo l'ultima assemblea dei soci.
   

lunedì 27 novembre 2017

L'approvazione del bilancio, i mutati equilibri: la Mens Sana ha un nuovo padrone

A pochi mesi dal riassetto societario formalizzato nel giugno scorso, la Mens Sana va di nuovo verso un importante rimescolamento azionario, un nuovo passaggio di proprietà. Dopo Polisportiva, Associazione e Consorzio, tutti ancora presenti nella compagine societaria con percentuali calanti, nuova custode dello scrigno Mens Sana sarà la famiglia Macchi. Più precisamente la Siena Sport Network (detenuta a larga maggioranza dalla famiglia Macchi), attualmente al 34% del capitale sociale mensanino alla pari con il Consorzio: finora erano entrambi soci di maggioranza relativa, legati anche da curati patti parasociali per gestire insieme il club, che adesso andranno riscritti.
 
Con la novità aggiuntiva del cambio di presidenza che si profila (ma che col nuovo assetto societario ha a che fare solo indirettamente), questo passaggio di proprietà è il finale necessario - e già scritto da tempo - della laboriosa partita delle ultime settimane sul bilancio 2016/17: al cda di martedì 28 novembre è atteso il via libera alla bozza di bilancio, che nei tempi di legge sarà poi sottoposta all'assemblea dei soci per l'approvazione formale.

martedì 12 settembre 2017

Consorzio 3.0

La Mens Sana era ancora della Polisportiva quando il 7 marzo 2016 nacque il Consorzio Basket e Sport a Siena, con Giangastone Brogi amministratore unico di una società costituita da Piero Franceschini e Gigi Cagnazzo. Il 9 giugno 2016 il passaggio di proprietà del 52% delle quote della Mens Sana in forza al Consorzio coincise con la maturazione dell'organismo in un'associazione da una ventina di aziende, che un paio di settimane dopo si dette un governo di nove imprenditori e un presidente (Fabio Bruttini). Oggi azionista di maggioranza relativa della Mens Sana al 34%, alla pari con la Siena Sport Network a cui ha ceduto delle quote, lunedì 11 settembre è nata la Terza Repubblica del Consorzio. Con un nuovo presidente, Giovanni Poggiali, un nuovo vicepresidente, Federico Berni, e la nuova figura di segretario generale, Simone Ciotti.
 

lunedì 19 giugno 2017

I nuovi soci si sono presentati così

Per alzare il velo sugli attori di un'operazione partita a gennaio, concretizzata a febbraio e da allora laboriosamente perfezionata per settimane, definita, per quanto non ancora formalmente conclusa... per alzare il velo insomma è servita la coincidenza astrale tra uno dei nuovi soci molto "mediatico" e un periodo in cui in vista dei cambiamenti societari la tifoseria forse andava preparata a quello che il presidente Viviani sarebbe dovuto andare a comunicarle, un periodo in cui per apparecchiare questi cambiamenti ci sono stati i consigli di Mens Sana Basket 1871, Consorzio e Associazione... per un totale di almeno una trentina di persone coinvolte... puoi mica pensare che tutto resti riservato?

Dopo mesi di silenzio quasi totale che l'ambiente ha accettato di autoimporsi per tenere ovattata la trattativa - silenzio ricompensato dal bene superiore del buon esito di un passaggio vitale, ma che obiettivamente ha reso meno divertente in questo lungo periodo parlare di Mens Sana - non è solo un gioco di parole sullo sponsor notare che è cambiata la musica. E si vede. Anche se le novità stanno arrivando in maniera evidentemente non coordinata, scomposta, sguaiata a livello comunicativo. I prossimi giorni saranno buoni per analizzare i nuovi equilibri societari con dettagli più approfonditi, ma intanto un modo utile per riannodare i fili dell'ultima settimana è mettere insieme - senza lasciarsi sfuggire particolari - quello che al netto di alcune imprecisioni i nuovi soggetti hanno voluto far sapere, direttamente o indirettamente, attraverso le uscite sui media locali. Offrendo già tanti e seri motivi di riflessione.

sabato 11 marzo 2017

Lo stato dei conti dopo la semestrale in pareggio

Il tempo, obiettivamente non poco, che ci sta volendo perché emergano formalmente, e operativamente, gli scenari futuri per la Mens Sana è un indicatore del fatto che in ballo c'è un'operazione societaria più complessa della normale sponsorizzazione. Complessa anche solo in termini di adempimenti e passaggi, prima ancora degli equilibri da trovare.

Per convocare un'assemblea dei soci per esempio servono otto giorni: riuscire a indirla lunedì, per dire, significherebbe tenerla "solo" attorno a metà della settimana successiva. Ci sono insomma anche tempi tecnici. Ma l'attesa degli eventi, o per lo meno l'attesa che la loro conclusione porti agli annunci, non impedisce di ragionare su altri motivi di interesse legati alla salute societaria della Mens Sana. Partendo dalla "famosa" semestrale, attesa come una verifica decisiva, e ormai approvata da tempo.

sabato 24 dicembre 2016

Per il rilancio dell'azione del Consorzio

Avere quasi 600 soci di cui quasi metà votanti, tutti che si sono messi le mani in tasca, molti in maniera corposa, e quindi esigono trasparenza, ed essere appena andati a democratiche elezioni per darsi un indirizzo, rende la vita, le questioni e le prospettive dell'Associazione Io Tifo Mens Sana molto più comprensibili di quelle del Consorzio Basket e Sport a Siena. Che ha sempre avuto problemi a comunicarsi, all'interno e all'esterno, anche al variare di pesi e contrappesi interni.

Per cui è solo naturale che il silenzio abbia generato una delle più gettonate domande del momento (un momento che dura da settimane): come stanno andando le cose al Consorzio? La risposta: bene e male. Bene, perché il ripianamento è stato un passaggio importante, e il lavoro della quotidianità va avanti metodico. Male, perché i risultati non si vedono: il numero dei consorziati non aumenta, anzi. Anche perché quello che il Consorzio offre loro, oggi, dopo mesi, è ancora molto poco.

giovedì 1 dicembre 2016

A un mese dalla chiusura della semestrale

Il ripianamento delle perdite dell'esercizio 2015/16 della Mens Sana formalizzato venerdì scorso ha chiuso anche simbolicamente una fase del salvataggio della società. Ma una fase. Se la reazione diffusa è stata che, chiusi i conti con le sofferenze finanziarie della scorsa stagione, si potesse guardare al presente con la consapevolezza di poter ripartire da zero, senza strascichi passati, la realtà è che se si parla di conti la Mens Sana si trova ancora a rincorrere.

giovedì 17 novembre 2016

Ripianamento e Consorzio

Il cda del Consorzio Basket e Sport a Siena ha approvato nell'ultima riunione, mercoledì sera, le modalità di partecipazione per la propria quota (circa 115mila euro) al ripianamento delle perdite (circa 220mila euro) che sarà formalizzato dal notaio in occasione dell'assemblea dei soci della Mens Sana Basket 1871 appositamente convocata tra una settimana, il 25 novembre.

Non era in discussione che il Consorzio partecipasse, come le altre componenti, ma aver formalizzato la decisione è il segnale che si è trovata la soluzione tecnica per tenere tutti a bordo anche a fronte di un passaggio, questo della copertura del debito, imprevisto per diversi consorziati, e che ha rischiato di metterne in difficoltà alcuni.

giovedì 27 ottobre 2016

Verso il ripianamento

Tutto sembra essere andato al proprio posto. E' stata messa in calendario tra un mese circa l'assemblea dei soci della Mens Sana Basket 1871 per formalizzare il ripianamento dei circa 220mila euro di perdita del bilancio al 30 giugno scorso, senza cui saremmo di nuovo a parlare di dissesto. Nota la posizione di Danilo Bono e della Polisportiva, ora ci sono gli elementi per dire che anche Associazione e Consorzio, il 72% del capitale, parteciperanno per la loro quota.

venerdì 21 ottobre 2016

Il Consorzio in moto, i consorziati sulle maglie e l'Associazione in assemblea

Non ci fosse anche un bel gruzzolo da trovare, e dunque qualche bella soluzione da cercare, avrebbero un che di idilliaco i resoconti della pace scoppiata nel Consorzio dopo l'ultimo cambio degli equilibri, a cui il cda di lunedì sera ha dato anche i crismi dell'ufficialità. Oltre a essersi messo all'opera in un paio di direzioni, la cui riuscita dirà se oltre all'idillio c'è anche una rinnovata efficacia. Tutto mentre nelle prossime ore un altro consorziato si prepara a entrare sulle maglie mensanine e mentre l'Associazione vivrà nella serata di venerdì una delle assemblee più importanti dalla sua fondazione.

sabato 15 ottobre 2016

Dove va il Consorzio

Qualcosa doveva cambiare, perché per come era nato e poi evoluto il Consorzio si è infilato in un vicolo cieco di immobilismo che lo sta portando a soffocarsi per mancanza di ossigeno (cioè risorse), e col Consorzio anche la Mens Sana Basket 1871. La realtà è che la china presa stava solo dando ragione alla malevola profezia per cui a gennaio si sarebbe rischiato di nuovo di chiudere.

Per questo è la consapevolezza di essere arrivati a un punto morto, più che ripensamenti sulle divergenze nell'idea di governance (consiglieri indipendenti o rappresentanza alle aziende nel cda MSB 1871?), che ha fatto muovere le diplomazie. Ricostruzioni le identificano nei consiglieri di amministrazione MSB 1871 in quota Consorzio, in particolare Egidio Bianchi, in cda come uomo di fiducia di Bruttini, presidente consortile. Diplomazie che si sono mosse perché quella spaccatura potesse diventare un riavvicinamento, e forse nelle prossime ore un nuovo assetto.

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