venerdì 13 gennaio 2017

Rinfrescare la Mens Sana

Una vittoria non risolve i problemi, tecnici, che hanno portato la Mens Sana a perdere sei partite. Ma certo aiuta a vivere in un clima migliore per lavorarci, su quei temi tecnici. Non che con una partita sia svoltata la stagione, siamo in un limbo che solo l'esito della partita di domenica con Scafati definirà meglio, ma di certo si è evitato il clima da settima sconfitta di fila, e aver battuto la capolista deve (anche artificialmente, autoconvincendosi) lasciare in eredità un po' di fiducia in più di una normale vittoria. Perché è vero che la squadra ha limiti oggettivi o caratteristiche comunque chiare, ma ci sono tante situazioni che possono migliorare.

Se certi spunti si vedono dall'esterno, figuriamoci per chi dall'interno lo fa di lavoro, ha gli occhi sulla squadra tutti i giorni, ci lavora tutti i giorni, e ha sicuramente più elementi per un'analisi ancora più chiara. Ma tra revoche di scudetti, sponsor che mancano, semestrali da chiudere vediamo come, revoche dell'agibilità, possibili squalifiche del campo per seggiole che volano, e chi più ne ha più ne metta, ogni tanto è bello anche ritrovare il gusto di tornare a parlare di basket. Anzi, più spesso possibile.

mercoledì 11 gennaio 2017

49 giorni dopo

Un peso tolto, una liberazione. Un patema, affrontato con la carica del fattore PalaSclavo, da cui la Mens Sana è uscita (74-68 all'overtime con Biella) trovando tra le proprie risorse (per una sera? per sempre? per ora e poi si vedrà?) qualcosa di più forte della paura di non vincere che monta dopo sei sconfitte di fila e 49 giorni senza muovere la classifica. Di fronte alla striscia negativa cresceva il movimento del "per forza, la squadra è scarsa". Anche fosse, in questo campionato (e l'avvio della Mens Sana l'ha dimostrato) non esiste divario tecnico che non si possa ridurre se non ribaltare con la differenza di energia, per arrivare a potersela giocare ogni partita. Anche con la prima in classifica.

Certo, Biella deve avere dei problemi al di là dell'assenza di Weathle se ha trovato la terza sconfitta in otto giorni, dopo che in tre mesi aveva perso due partite in tutto (vincendone 11 su 13). Ma dopo tante sfighe non c'è da chiedere scusa a nessuno se capita la sorte di trovare i migliori nel loro unico momento di vulnerabilità. Certo, il bel basket continua a essere diverso, ma di questo non frega veramente niente a nessuno. La serietà imporrebbe a fronte di una partita finita al supplementare di usare toni analoghi a quelli che ci sarebbero stati in caso di sconfitta, il famoso equilibrio al di là della palla che entra o esce. Ma con la differenza che fa vincere o perdere dopo sei sconfitte di fila, non ci si può fare.

venerdì 6 gennaio 2017

Cosa lascia alla Mens Sana la peggiore sconfitta stagionale

Un anno fa a Latina girò la stagione della Mens Sana. Deve farlo anche dopo questo -25, il doppio della peggior sconfitta fin qui, il -13 dell'andata a Scafati esattamente un girone fa. Deve farlo perché è la fotografia di una squadra che - non per menefreghismo, ma per uno scollamento totale - si è smontata. E da qui in poi va rimontata. Magari in maniera diversa da inizio stagione, perché diversi sono gli equilibri tecnici interni rispetto ad allora. Ma sicuramente rimontata.

mercoledì 4 gennaio 2017

Le motivazioni che non motivano

Le motivazioni della Corte di Appello Federale sulla revoca dei titoli della Mens Sana e sulle sanzioni ai suoi dirigenti sono un documento (consultabile qui) lungo 50 pagine, in cui solo dopo 40 pagine di riassunto delle puntate precedenti, dalla 41 in poi si arriva alle argomentazioni. Non molto persuasive, talvolta spiegate non molto oltre un "perché è così", o di fatto proprio assenti su alcuni punti: basta confrontare gli argomenti delle difese con quanti di questi hanno effettivamente ricevuto una risposta nel merito.

La parte più interessante è la lettura delle argomentazioni portate dalle difese in questo secondo grado (qualche bignamino c'era già stato modo di abbozzarlo qui e qui). E analizzarle - opinione personale - alimenta la convinzione che basterebbe replicarle così come sono davanti al Coni invece che alla Fip perché di alcune venga stabilita la fondatezza.

martedì 3 gennaio 2017

Il vuoto

Dopo che la Mens Sana ha perso la quinta partita consecutiva, nessuno della società è andato a parlare con la squadra. Come era successo dopo la quarta, dopo la terza, e prima non c'è neanche bisogno di dirlo. Parlare con la squadra non vuol dire intervenire in maniera inopportuna su un gruppo di ragazzi che si sbatte e che di più non poteva fare in questo periodo. Se non è per dare una sveglia o uno stimolo, si può anche intervenire per far sentire la vicinanza, che c'è una società alle spalle, che apprezza e supporta il lavoro anche se in questo periodo non porta frutti.

Ma in qualsiasi posto in cui si perdono cinque partite la società batte un colpo. Magari anche il tifo organizzato, che l'anno scorso più o meno di questi tempi chiese un incontro alla squadra, quando il problema erano le vittorie in trasferta che non arrivavano, e non tutto lo psicodramma partito da febbraio e non ancora finito. Sì, c'è stata una visita del cda, di alcuni suoi esponenti, alla squadra, per gli auguri, e sarebbe sbagliato oltre che ingeneroso dire che è stata inutile, anzi. Ma è indicativa di un momento in cui si riesce ad arrivare fino a un certo punto, con la dedizione e la passione che tutti riconoscono. Ma poi gestire una società di basket è anche altro. 

giovedì 29 dicembre 2016

Ancora a secco: i 40 giorni nel deserto

Se il problema era essere stanchi, non sono serviti i 18 giorni passati dall'ultima partita. Se il problema era essere corti, non è servito aver preso Mascolo. A questo punto, alla quinta sconfitta di fila (84-75 sul campo della Virtus Roma, quello dell'ultimo scudetto vinto) e con una classifica che non si muove ormai da quasi 40 giorni, la Mens Sana deve ritrovarsi, deve ritrovare la strada, deve ritrovare un modo. Forse non manca tanto, dice il campo, ma serve la testa di chi deve ripartire da capo. Dalla ritrovata parità tra vittorie e sconfitte.

sabato 24 dicembre 2016

Per il rilancio dell'azione del Consorzio

Avere quasi 600 soci di cui quasi metà votanti, tutti che si sono messi le mani in tasca, molti in maniera corposa, e quindi esigono trasparenza, ed essere appena andati a democratiche elezioni per darsi un indirizzo, rende la vita, le questioni e le prospettive dell'Associazione Io Tifo Mens Sana molto più comprensibili di quelle del Consorzio Basket e Sport a Siena. Che ha sempre avuto problemi a comunicarsi, all'interno e all'esterno, anche al variare di pesi e contrappesi interni.

Per cui è solo naturale che il silenzio abbia generato una delle più gettonate domande del momento (un momento che dura da settimane): come stanno andando le cose al Consorzio? La risposta: bene e male. Bene, perché il ripianamento è stato un passaggio importante, e il lavoro della quotidianità va avanti metodico. Male, perché i risultati non si vedono: il numero dei consorziati non aumenta, anzi. Anche perché quello che il Consorzio offre loro, oggi, dopo mesi, è ancora molto poco.

lunedì 19 dicembre 2016

Dalla Corte d'Appello al Collegio di Garanzia del Coni

La partita della difesa dei titoli della vecchia Mens Sana Basket (e della difesa individuale dei singoli dirigenti coinvolti) si sposta al Coni. Andrà al Collegio di Garanzia del Coni Ferdinando Minucci, che dopo la decisione della Corte d'Appello resta l'unico nei cui confronti è stata decisa la radiazione. E andranno al Collegio di Garanzia, secondo un mandato già conferito verbalmente, la Polisportiva e la nuova Mens Sana Basket 1871, che neppure stavolta sono state ammesse nel procedimento.
 

domenica 18 dicembre 2016

Così all'appello sulla revoca degli scudetti (e la partita della derubricazione)

Il 19 dicembre è l'atteso giorno del ricorso dinanzi alla Corte d'Appello Federale per le sentenze del Tribunale Federale sulla squalifica di sei dirigenti e la revoca dei titoli degli anni 2012 e 2013 della vecchia Mens Sana Basket. Il fatto che la Corte conosca formalmente le carte ormai da un mese e mezzo e il precedente del primo grado fanno pensare che nel giro di 24 ore, quindi magari nella giornata di martedì, si dovrebbe arrivare alla sentenza. Intanto il tavolo è apparecchiato così.

venerdì 16 dicembre 2016

Cosa porta alla Mens Sana l'arrivo di Bruno Mascolo

Al ritorno in palestra dopo i giorni di pausa concessi da Griccioli si aspettava un nuovo giocatore, ed ecco come atteso Bruno Mascolo, nel giorno in cui Alessandro Cappelletti è finito sotto i ferri e può cominciare il (lungo) conto alla rovescia per il rientro. "Non sarà Allen Iverson" aveva detto Giulio Griccioli senza per questo voler mortificare nessuno, anzi togliendo pressione. Ma di certo con lui la squadra ritrova una sua quadratura.

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